Scritto: Venerdì, 04 Giugno 2021 05:24 Ultima modifica: Sabato, 05 Giugno 2021 14:30

Juno si prepara a sfiorare Ganimede


Alle 19:35 del 7 giugno 2021, la navicella spaziale Juno della NASA passerà a soli 1.038 chilometri dalla superficie della luna più grande di Giove, Ganimede. Il primo incontro ravvicinato dopo 20 anni.

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Da sinistra a destra: il mosaico e le mappe geologiche della luna di Giove Ganimede assemblate con le immagini delle Voyager 1 e 2 e della sonda Galileo. Da sinistra a destra: il mosaico e le mappe geologiche della luna di Giove Ganimede assemblate con le immagini delle Voyager 1 e 2 e della sonda Galileo. Crediti: USGS Astrogeology Science Center/Wheaton/NASA/JPL-Caltech

Il sorvolo sarà il più ravvicinato da quando la sonda americana Galileo ha fatto il suo penultimo flyby il 20 maggio 2000.

Il team si aspetta immagini sorprendenti, informazioni sulla composizione, ionosfera, magnetosfera e guscio di ghiaccio.
"Juno trasporta una suite di strumenti sensibili in grado di vedere Ganimede in modi prima impossibili", ha affermato il ricercatore principale della missione Scott Bolton del Southwest Research Institute di San Antonio. “Volando così vicino, porteremo l'esplorazione di Ganimede nel XXI secolo, aiutando a preparare la prossima generazione di missioni verso il sistema gioviano: Europa Clipper della NASA e JUpiter Icy moons Explorer [JUICE] dell'ESA”.

Ganimede è più grande del pianeta Mercurio ed è l'unica luna del Sistema Solare con una propria magnetosfera.

 

Il programma del flyby

Gli strumenti scientifici di Juno inizieranno a raccogliere dati circa tre ore prima del massimo avvicinamento. Insieme all'Ultraviolet Spectrograph (UVS) e Jovian Infrared Auroral Mapper (JIRAM), il Microwave Radiometer (MWR) scruterà la crosta ghiacciata di Ganimede, ottenendo dati sulla sua composizione e temperatura.
"Il guscio di ghiaccio di Ganimede ha alcune regioni chiare e scure, il che suggerisce che alcune aree potrebbero essere ghiaccio puro mentre altre contengono ghiaccio sporco", ha affermato Bolton. "MWR fornirà la prima indagine approfondita su come la composizione e la struttura del ghiaccio varia con la profondità, portando a una migliore comprensione di come si forma la crosta ghiacciata e dei processi in corso che la fanno riaffiorare nel tempo".

I risultati integreranno quelli della prossima missione JUICE dell'ESA, che nel 2032 diventerà le prima navicella spaziale a orbitare attorno a una luna diversa dalla Luna della Terra ed osserverà il ghiaccio utilizzando radar a diverse lunghezze d'onda.

I segnali radio in banda X e banda Ka di Juno verranno utilizzati per eseguire un esperimento di occultazione radio e sondare la tenue ionosfera lunare (lo strato esterno dell'atmosfera in cui i gas sono eccitati dalla radiazione solare formando ioni).
"Mentre Juno passa dietro Ganimede, i segnali radio attraverseranno la ionosfera della luna di Giove, causando piccoli cambiamenti nella frequenza che dovrebbero essere captati da due antenne nel complesso di Canberra della Deep Space Network in Australia", ha affermato Dustin Buccino, ingegnere al JPL. "Se riusciamo a misurare questo cambiamento, possiamo comprendere la connessione tra la ionosfera di Ganimede, il suo campo magnetico intrinseco e la magnetosfera di Giove".

 

Un nuovo compito per SRU

Normalmente, la telecamera di navigazione Stellar Reference Unit (SRU) di Juno ha il compito di aiutare a mantenere l'orbita e la rotta ma durante il flyby svolgerà il doppio compito.
SRU, che è ben schermata contro le radiazioni, raccoglierà informazioni sull'ambiente di radiazioni ad alta energia nella regione vicino a Ganimede scattando una serie speciale di immagini.

Le firme della penetrazione di particelle ad alta energia nell'ambiente di radiazioni estremo di Giove appaiono come punti, scarabocchi e strisce nelle immagini, come l'elettricità statica su uno schermo televisivo. Estraiamo queste firme del rumore indotto dalle radiazioni dalle immagini SRU per ottenere istantanee diagnostiche dei livelli di radiazione incontrati da Juno", ha spiegato Heidi Becker, responsabile del monitoraggio delle radiazioni di Juno al JPL.

Nel frattempo, la fotocamera Advanced Stellar Compass, costruita presso l'Technical University of Denmark, conterà elettroni molto energetici che penetrano nella sua schermatura con una misurazione ogni quarto di secondo.

Anche JunoCam parteciperà alla campagna di imaging. Nata per portare al pubblico l'eccitazione e la bellezza dell'esplorazione di Giove, la fotocamera ha fornito anche abbondante scienza utile in questi quasi cinque anni di missione. Per il flyby di Ganimede, JunoCam raccoglierà immagini con una risoluzione equivalente alle migliori foto delle Voyager e Galileo. Quindi, gli scienziati esamineranno le immagini, confrontandole con quelle delle missioni precedenti, alla ricerca di cambiamenti nelle caratteristiche della superficie che potrebbero essersi verificati in oltre quattro decenni. Tuttavia, a causa della velocità del flyby, la luna ghiacciata, dal punto di vista di JunoCam, passerà dall'essere un punto di luce a un disco visibile e poi di nuovo a un punto di luce in circa 25 minuti. Giusto il tempo per appena cinque immagini.

Lunedì, supereremo Ganimede a quasi 19 chilometri al secondo. Meno di 24 ore dopo eseguiremo il nostro 33° passaggio scientifico su Giove, passando basso sopra le cime delle nuvole, a circa 58 chilometri al secondo. Sarà una corsa sfrenata", ha detto il Mission Manager di Juno Matt Johnson di JPL.

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Letto: 74 volta/e Ultima modifica Sabato, 05 Giugno 2021 14:30

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Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore e l'image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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