A suggerirlo è un nuovo studio pubblicato su Geophysical Research Letters.

La prima di queste misteriose formazioni, chiamate "isole magiche", era stata avvistata a luglio 2013 nel Ligeia Mare, è stata vista mutare e poi di nuovo scomparire nelle riprese successive della Cassini. Un secondo elemento simile era stato individuato l'anno successivo anche nel Kraken Mare

Studi precedenti suggerivano che potessero essere isole fantasma causate dalle onde o isole reali fatte di solidi sospesi o bolle di gas azoto.

Titano è la più grande luna di Saturno, con un raggio di 2574 chilometri (più grande di Mercurio) e la seconda più grande del nostro Sistema Solare dopo il satellite di Giove, Ganimede.
È uno dei corpi più interessanti perché è l'unico nel Sistema Solare, oltre al nostro pianeta, a mantenere un liquido stabile in superficie, che creano panorami alieni tanto familiari quanto diversi. I flussi di idrocarburi liquidi, principalmente metano, striano la superficie ghiacciata con fiumi, laghi e mari riempiti dalla pioggia rilasciata dalla densa atmosfera. Quest'ultima  è composta prevalentemente di azoto, con sistemi nuvolosi di metano, che si comporta come il vapore acqueo sulla Terra. Una fitta foschia avvolge e disperde la luce, rendendo molto difficili le osservazione della superficie mentre i venti creano enormi dune di sabbia di idrocarburi.
La presenza degli idrocarburi, le cui proprietà meccaniche sono molto diverse da quelle delle sostanze a base di silicato che costituiscono altri corpi sedimentari conosciuti nel nostro Sistema Solare, rende enigmatica la formazione del paesaggio di questa luna.

Due immagini SAR della Cassini mostrano che, tra maggio 2013 e agosto 2014, una caratteristica luminosa è apparsa nel Kraken Mare, il più grande mare di idrocarburi su Titano, luna di Saturno.
Crediti: NASA/JPL-Caltech/ASI/Cornell

 

Iceberg porosi galleggianti

Xinting Yu, scienziato planetario e autore principale del nuovo studio, si è chiesto se uno sguardo più attento alla relazione tra l’atmosfera di Titano, i laghi liquidi e i materiali solidi depositati sulla superficie potesse rivelare la causa di queste isole misteriose.
"Volevo indagare se le isole magiche potessero effettivamente essere sostanze organiche galleggianti sulla superficie, come la pomice che può galleggiare sull'acqua qui sulla Terra prima di affondare definitivamente", ha detto Yu.

L'atmosfera superiore di Titano è densa per la presenza di diverse molecole organiche che possono aggregarsi, congelarsi e cadere sulla superficie della luna. Yu e il suo team volevano scoprire il destino di questi ammassi organici che finiscono nei laghi di idrocarburi di Titano. Affondano o galleggiano?

Quindi, prima di tutto, i ricercatori hanno verificato se i solidi organici di Titano tendono a dissolversi una volta immersi nei laghi e nei mari di idrocarburi.
I risultati hanno dimostrato che, poiché i bacini sono già saturi di particelle organiche, i solidi in caduta non si dissolvono una volta immersi nel liquido (per lo meno, non subito). Tuttavia, i laghi e i mari di Titano sono costituiti principalmente da metano ed etano, i quali hanno entrambi una bassa tensione superficiale che rende più difficile il galleggiamento dei solidi. Secondo i modelli, la maggior parte dei solidi congelati sarebbe troppo densa e la tensione superficiale troppo bassa per creare le isole magiche, a meno che questi iceberg non siano porosi come il formaggio svizzero.

Se i grumi di ghiaccio fossero abbastanza grandi e avessero il giusto rapporto tra vuoti e pieni, il metano liquido potrebbe penetrare abbastanza lentamente da consentire ai grumi di rimanere in superficie, hanno spiegato gli scienziati.

Il modello di Yu suggerisce che, se un numero sufficiente di grumi si ammassasse vicino alla riva, pezzi più grandi potrebbero staccarsi e galleggiare via in modo simile a come i ghiacciai si staccano sulla Terra. Con una combinazione di dimensioni maggiori e giusta porosità, questi iceberg organici potrebbero spiegare il fenomeno dell’isola magica.

titano composti organici

Riepilogo del destino delle sostanze organiche semplici e complesse sulla superficie di Titano (immagine di sfondo AI generata da X. Yu utilizzando Midjourney). Crediti: Geophysical Research Letters (2024). DOI: 10.1029/2023GL106156