Scritto: Domenica, 16 Novembre 2014 07:12 Ultima modifica: Domenica, 16 Novembre 2014 10:31

Nuove "Isole Magiche" sui mari di Titano


La scorsa estate, Jason Hofgartner, studente laureato in scienze planetarie alla Cornell University, aveva scoperto un'insolita caratteristica geologica intermittente tra le immagini di Titano della sonda della NASA Cassini.
Il fenomeno transitorio, soprannominato "Isola Magica", era apparso per la prima volta a 78° N, 123° E nel Ligeia Mare a luglio 2013, per scomparire di nuovo nelle osservazioni successive.

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La scorsa estate, Jason Hofgartner, studente laureato in scienze planetarie alla Cornell University, aveva scoperto un'insolita caratteristica geologica intermittente tra le immagini di Titano della sonda della NASA Cassini.
Il fenomeno transitorio, soprannominato "Isola Magica", era apparso per la prima volta a 78° N, 123° E nel Ligeia Mare a luglio 2013, per scomparire di nuovo nelle osservazioni successive.
Ma quando la Cassini aveva effettuato un nuovo flyby il 21 agosto 2014, il curioso elemento era di nuovo lì, seppur con una conformazione diversa rispetto alla precedente, raddoppiando le sue dimensioni da circa 75 chilometri quadrati a circa 160 chilometri quadrati.

Ora, tra i dati radar SAR (Synthetic Aperture Radar Imager) rilevati durante lo stesso sorvolo, gli scienziati hanno scoperto altre due nuove caratteristiche luminose, questa volta nel Kraken Mare.

Con soddisfazione, le nuove "Isole Magiche" sono state viste anche dal Visible and Infrared Mapping Spectrometer (VIMS) e questa è una grande fortuna perché avere osservazioni a lunghezze d'onda diverse può fornire importanti indizi sulla natura di questi oggetti enigmatici.

I ricercatori erano già convinti che non si trattasse di un artefatto ed avevano avanzato una serie di ipotesi:
- poteva trattarsi di onde formate dai venti nell'emisfero settentrionale e scambiate dal radar della Cassini per un'isola fantasma;
- poteva trattarsi di bolle in superficie formate dai gas provenienti dal fondale;
- oppure, di blocchi sommersi e congelati durante l'inverno, diventati più vivaci con l'innalzarsi delle temperature, tanto da risalire in superficie;
- o ancora, materiale sospeso, né sommerso, né galleggiante, simile al limo in un delta terrestre.

Ora, però, i dati VIMS suggeriscono che queste caratteristiche potrebbero avere analogie con le zone che circondano i mari di Titano, che i ricercatori hanno interpretato come onde o terreno bagnato, forse detriti galleggianti.

Purtroppo per gli amanti del mistero, il flyby di agosto ha segnato l'ultima opportunità per il radar della Cassini di osservare Kraken Mare. Ma la sonda studierà nuovamente la formazione originale, l'Isola Magica del Ligeia Mare, ancora una volta, a gennaio 2015.

Durante il flyby di agosto, la Cassini ha anche raccolto dati altimetrici sul Kraken Mare.
Il segnale radar della sonda ha rimbalzato lungo il litorale orientale. Questa regione che si trova vicino ad una grande foce ha mostrato una profondità tra i 25 e i 35 metri.
La Cassini eseguirà questo esperimento un'ultima volta a gennaio 2015, per cercare di misurare la profondità di Punga Mare, il più piccolo dei tre grandi mari a Nord di Titano e, l'unico mare la cui profondità non è stata ancora rilevata.

Altimetria del Kraken Mare

Credit: NASA/JPL-Caltech/ASI/Cornell

Tuttavia, per alcune aree del Kraken Mare, la Cassini non ha ricevuto alcun echo radar dal fondale: il Kraken potrebbe essere troppo profondo in quei punti o, in alternativa, il segnale potrebbe essere stato assorbito dal liquido, principalmente composto da metano ed etano (la sonda, invece, era riuscita a misurare il Ligeia Mare, composto prevalentemente da metano puro, fino a circa 170 metri di profondità). D'altra parte, i dati altimetrici della zona intorno al Kraken mostrato pendii ripidi e scoscesi verso il mare, suggerendo che il Kraken potrebbe effettivamente essere abbastanza profondo.

Questi risultati sono stati presentati la scorsa settimana al Division for Planetary Sciences Meeting of the American Astronomical Society, che si è tenuto a Tucson, Arizona.

Letto: 1388 volta/e Ultima modifica Domenica, 16 Novembre 2014 10:31
Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore ed image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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