Scritto: Venerdì, 24 Giugno 2022 15:45 Ultima modifica: Venerdì, 24 Giugno 2022 15:49

Quando ascolteremo di nuovo il segnale Wow! ?


La fonte del famoso segnale Wow! potrebbe essere una sorta di ripetitore stocastico, cioè un ripetitore che invece di avere un periodo misurabile, si ripete in modo più casuale.

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Grafico della potenza del segnale rispetto al tempo del segnale Wow!
Grafico della potenza del segnale rispetto al tempo del segnale Wow!
Crediti: Maksim Rossomakhin

Un esempio, di evento stocastico potrebbero essere i terremoti: sappiamo dove accadono perché conosciamo le zone a rischio sismico più elevato, sappiamo che accadranno di nuovo ma prevedere quando è quasi impossibile.

Il segnale Wow! è ancora al centro del dibattito scientifico da quando è stato rilevato nel Ferragosto del 1977: non è stato né confermato né smentito.
Alcuni anni fa, una ricerca ipotizzò che il segnale fosse stato generato da due comete, P/2008 Y2 (Gibbs) e 266/p Christensen, che tra novembre 2016 e febbraio 2017 transitavano in quella porzione di cielo. Ma successivamente la teoria venne smentita. Più recentemente, un altro documento suggerisce che erano davvero gli alieni e il segnale proveniva da una stella lontana simile al Sole. Tuttavia, la verità è che rimane ancora solo un mistero allettante.

Rilevato dal radiotelescopio Big Ear dell'Università dell'Ohio era un segnale radio forte, continuo e a banda stretta della durata di almeno 72 secondi. Ma quest'ultima non deve essere considerata una caratteristica intrinseca del segnale. Big Ear, infatti, non tracciava i segnali radio come la maggior parte dei moderni radiotelescopi ma, data un'elevazione fissa, faceva affidamento sulla rotazione terrestre per scansionare il cielo. Pertanto, il segnale Wow! venne rilevato per 72 secondi perché quello era il tempo impiegato dalla sorgente per attraversare il raggio di osservazione di radiotelescopio. Big Ear era anche un telescopio passivo cioè funzionava e registrava e, per questo motivo, il segnale fu scoperto solo alcuni giorni dopo l'evento quando vennero riviste le registrazioni. Ma, nonostante, si tratti di un segnale ascoltato solo una volta, Wow! rimane il miglior segnale extraterrestre candidato. Ovviamente, c'è sempre il dubbio che potesse trattarsi di un'interferenza ma Wow! rientra in un intervallo in cui le trasmissioni sono limitate.

La sua frequenza era molto vicina a quella della cosiddetta riga a 21 centimetri che è la debole emissione radio causata dall'idrogeno neutro nell'universo. Poiché l'idrogeno è l'elemento più comune nel cosmo, qualsiasi radioastronomo, terrestre e non, farebbe osservazioni a quella frequenza. Pertanto, se volessi attirare l'attenzione di astronomi alieni, un buon modo sarebbe emettere un segnale forte vicino alla banda dell'idrogeno neutro.


Cosa sostiene il nuovo studio

In sostanza, finora, abbiamo dimostrato che il segnale Wow! non si ripete e non ha una periodicità prevedibile come invece accade per molte altri fonti astronomiche. Tuttavia, forse, si è ripetuto con uno schema non casuale ma in modo tale che noi non lo abbiamo mai osservato. Cioè, i dati che abbiamo raccolto finora sono sufficienti a bollarlo come segnale non alieno o interferenza?

Gli autori hanno esaminato quando potrebbe essersi verificata un'emissione non osservata e hanno applicato le statistiche bayesiane per calcolare quando potrebbe verificarsi in futuro. I risultati del calcolo mostrano che con altre circa 1500 ore di osservazione si raggiungerebbe la soglia delle 3-sigma per escludere Wow! come ripetitore stocastico. Ora, con questi calcoli alla mano, potremmo puntare i radiotelescopi su quella regione del cielo durante i periodi di eventi più probabili.

"Più in generale, il nostro approccio di emulazione della probabilità fornisce un esempio di come gestire le osservazioni sparse e irregolari per condurre l'inferenza dei segnali di interesse SETI. Infatti", scrivono gli autori, "questo approccio potrebbe essere facilmente applicato ad altri set di dati di tecnofirme, come la ricerca radio Breakthrough Listen o anche segnali ottici".

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Letto: 143 volta/e Ultima modifica Venerdì, 24 Giugno 2022 15:49

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Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore e l'image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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