Scritto: Sabato, 25 Giugno 2022 06:08 Ultima modifica: Sabato, 25 Giugno 2022 12:38

Un meteorite marziano riscrive la storia della formazione dei pianeti rocciosi


Un nuovo studio su un vecchio meteorite marziano contraddice il pensiero attuale su come i pianeti rocciosi, come la Terra e Marte, acquisiscano elementi volatili come idrogeno, carbonio, ossigeno, azoto e gas nobili durante il processo di formazione.

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Un meteorite marziano riscrive la storia della formazione dei pianeti rocciosi
Crediti: Pixabay/CC0 Public Domain

Secondo l'idea convenzionale, i pianeti raccolgono questi elementi volatili dalla nebulosa stellare mentre si formano attorno a una giovane stella. Poiché il pianeta è in questa fase una palla di roccia fusa, questi elementi inizialmente si dissolvono nell'oceano di magma e poi degassano nuovamente nell'atmosfera. Successivamente, gli impatti di meteoriti condritici apportano ulteriori materiali più volatili. Quindi gli scienziati si aspettano che gli elementi volatili all'interno del pianeta riflettano la composizione della nebulosa solare, o una miscela di volatili solari e meteoritici, mentre i volatili nell'atmosfera proverrebbero principalmente dai meteoriti. Queste due fonti, solare e condritica, possono essere distinte dai rapporti degli isotopi dei gas nobili, in particolare il krypton.

Marte è di particolare interesse perché si è formato in tempi relativamente brevi, solidificandosi in circa 4 milioni di anni dopo la nascita del Sistema Solare, mentre la Terra ha impiegato dai 50 ai 100 milioni di anni per formarsi.


Un meteorite marziano speciale

Alcuni meteoriti che cadono sulla Terra provengono da Marte.
La maggior parte proviene da rocce superficiali che sono state esposte all'atmosfera di Marte. Il meteorite Chassigny, invece, caduto sulla Terra nel nord-est della Francia nel 1815, è raro e insolito perché si pensa che provenga dall'interno del pianeta.

Effettuando misurazioni estremamente accurate di minuscole quantità di isotopi di krypton in campioni del meteorite utilizzando un nuovo metodo messo a punto presso il Davis Noble Gas Laboratory della UC, i ricercatori hanno potuto dedurre l'origine degli elementi nella roccia.
"A causa della loro bassa abbondanza, gli isotopi di krypton sono difficili da misurare", ha detto Sandrine Péron, che lavora nel Dipartimento di Scienze della Terra e Planetarie, Università della California.

Il risultato che non ti aspetti

L'analisi ha sorprendentemente mostrato che gli isotopi di krypton nel meteorite corrispondono a quelli dei meteoriti condritici, non alla nebulosa solare. Ciò significa che i meteoriti stavano trasportando elementi volatili al pianeta in formazione molto prima di quanto si pensasse in precedenza. "La composizione interna marziana per krypton è quasi puramente condritica, ma l'atmosfera è solare", ha detto Péron.

Ciò indica che l'atmosfera di Marte non può essersi formata semplicemente per degassamento dal mantello, poiché ciò le avrebbe conferito una composizione condritica. Il pianeta deve aver acquisito atmosfera dalla nebulosa solare, dopo che l'oceano di magma si è raffreddato, per evitare una sostanziale miscelazione tra i gas condritici interni e i gas solari atmosferici. Questo studio dimostra inoltre che  la crescita di Marte si è completata prima che la nebulosa solare fosse dissipata dalla radiazione del Sole. Ma l'irraggiamento dovrebbe anche aver spazzato via l'atmosfera nebulare su Marte, suggerendo che il kripton atmosferico deve essere stato in qualche modo preservato, forse intrappolato sottoterra o nelle calotte polari. "Tuttavia, ciò richiederebbe che Marte fosse divenuto freddo subito dopo il suo accrescimento", ha detto il professor Sujoy Mukhopadhyay, che lavora con Péron. "Sebbene il nostro studio indichi chiaramente i gas condritici nell'interno di Marte, solleva anche alcune domande interessanti sull'origine e la composizione dell'atmosfera primordiale di Marte".

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Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore e l'image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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