Scritto: Lunedì, 02 Marzo 2015 06:10 Ultima modifica: Lunedì, 02 Marzo 2015 06:23

Sesta perforazione su Marte: Curiosity assaggia Telegraph Peak


Curiosity ha assaggiato un'altra roccia su Marte.
Questa è la sua sesta perforazione dopo John Klein (sol 182), Cumberland (sol 279), Windjana (sol 621), Confidence Hills (sol 759) e Mojave2 (sol 882), e la terza eseguita sul suolo di Pahrump Hills, la zona alle pendici del Monte Sharp dove il rover è arrivato circa cinque mesi fa.

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Curiosity MAHLI sol 908 anaglyph - Telegraph Peak Curiosity MAHLI sol 908 anaglyph - Telegraph Peak Courtesy NASA/JPL-Caltech" processing 2di7 & titanio44

Dopo aver completato le attività scientifiche sull'affioramento Pink Cliffs, dove è stato prelevato il campione Mojave2 a fine gennaio, il team è andato subito alla ricerca di un nuovo target.

"Stiamo cercando qualcosa chimicamente molto diverso da Mojave2", ha scritto il geologo Lauren Edgar sul sito dell'USGS Astrogeology Science Center.

Mojave2 era risultato ricco di jarosite, un minerale ossidato contenente ferro e zolfo che si forma in ambienti acidi a testimonianza di una storia passata molto diversa rispetto a quella di Yellowknife Bay, il luogo nei pressi del sito di atterraggio dove Curiosity aveva trovato minerali argillosi tipici di un suolo neutro, favorevole alla vita. Tra l'altro, in base ad un recente studio, questo minerale sarebbe anche poco compatibile con i metodi di indagine utilizzati dal rover nella ricerca di composti organici.

Curiosity Mastcam Left sol 898 debayer

Curiosity Mastcam Left sol 898 debayer
Courtesy NASA/JPL-Caltech" processing 2di7 & titanio44

In generale, rispetto ai terreni che Curiosity ha incontrato prima di raggiungere il Monte Sharp, le rocce di Pahrump Hills sono relativamente ricche di silicio, rispetto alle quantità di alluminio e magnesio e più il rover scala il basamento della montagna, più tale caratteristica sembra evidente.
Il team, quindi, aveva bisogno di ulteriori elementi per valutare la storia passata del tumulo centrale del cratere Gale e il nuovo target, chiamato "Telegraph Peak", che fa parte dell'affioramento "Whale Rock", è stato selezionato dopo un acceso dibattito.

Curiosity mappa sol 901

Credit: NASA/JPL-Caltech/Univ. of Arizona

Il campione Telegraph Peak è stato prelevato da Curiosity senza eseguire test preliminare di mini-drill. La roccia, infatti, è subito stata valutata idonea per la foratura profonda.

Anche in questo caso, il team ha utilizzato cautela sfruttando la nuova tecnica di perforazione progressiva, già testata per Mojave2.
Il trapano di Curiosity ha sei livelli di percussione che vanno da un leggero picchiettio ad un martellamento più energetico, il tutto 30 volte al secondo. Un software regola in modo autonomo il livello che, tuttavia, per i target precedenti, è stato impostato a quattro e mantenuto stabile da un algoritmo. Ora, invece, dopo aver effettuato diversi test a Terra, lo strumento si aziona al livello uno e passa al successivo solo se la trapanazione procede troppo lentamente.

Telegraph Peak

Credit: NASA/JPL-Caltech/MSSS

Curiosity ha eseguito il drill durante il sol 908 (25 febbraio 2015).

Telegraph Peak è roccia esposta che fa parte del basamento del Monte Sharp dove gli scienziati sperano siano conservate le prove degli antichi ambienti umidi di Marte e della loro evoluzione.

La polvere appare grigia come le volte precedenti ma per conoscere le sue caratteristiche bisognerà attendere i risultati della Chemistry and Mineralogy (CheMin) e della suite Sample Analysis at Mars (SAM).

Qui sotto una comparazione di quattro perforazioni effettuate da Curiosity nei colori delle immagini raw originali. I quattro frame sono stati tutti ripresi di notte sotto l'illuminazione artificiale in luce bianca dei led del MAHLI.

Curiosity: drill

Il materiale del nuovo foro sembra contenere qualche caratteristica interessante.
In mezzo alla fine polvere grigia, spiccano alcuni frammenti chiari che risaltano anche abbassando l'esposizione dell'immagine.

Telegraph Peak

Telegraph Peak
Courtesy NASA/JPL-Caltech" processing 2di7 & titanio44

Curiosity - MAHLI UVQuesti piccoli elementi, però, pur essendo di un bianco piuttosto brillante, non sembrano avere variazioni rilevanti sotto i LED UV del MAHLI.

A sinistra, un particolare di due riprese effettuate da Curiosity di notte, intorno alle 21:30 ora marziana del sol 910 (27 febbraio 2015). Il MAHLI utilizza il gruppo di led UV, centrati sui 375 nm, per cercare eventuali fluorescenze.
Generalmente, il rover effettua alcuni scatti preliminari per la messa a fuoco, illuminando la scena con i led bianchi e successivamente, passa alle riprese in UV con tempi di esposizione diversi, dal momento il cui è impossibile sapere se c'è una fluorescenza ed il tempo necessario per poterla rilevare. Ogni foto UV appare nel catalogo delle immagini raw di Curiosity abbinata ad un'immagine nera che ha lo stesso tempo di esposizione ma mostra solo il rumore che, quindi, può essere confrontato e sottratto alla ricerca di eventuali differenze.

Ad ogni modo, i frammenti bianchi sembrano provenire da una vena all'interno della roccia.
Sulla parete del buco profondo 6,4 cm si intravede infatti del materiale chiaro.

Curiosity - Telegraph Peak

Curiosity - Telegraph PeakCuriosity - Telegraph Peak
Courtesy NASA/JPL-Caltech" processing 2di7 & titanio44

E mentre Curiosity da Twitter fa sapere "analysis underway on the sample from yestersol's drilling", il team guiderà il rover fuori da Pahrump Hills nei prossimi giorni, uscendo attraverso una valle stretta chiamata "Drive Artist", per salire ancora più in alto sul basamento del Monte Sharp.

Letto: 2844 volta/e Ultima modifica Lunedì, 02 Marzo 2015 06:23
Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore ed image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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