Scritto: Sabato, 07 Marzo 2015 06:47 Ultima modifica: Sabato, 07 Marzo 2015 07:45

Curiosity fermo per corto circuito


Un corto circuito a bordo di Curiosity, ha bloccato le analisi del campione della sesta perforazione.

Il 27 febbraio (sol 911), la telemetria ha rilevato un corto circuito transitorio, a seguito del quale il rover ha bloccato ogni attività del braccio robotico che, in quel momento, stava distribuendo il materiale prelevato da "Telegraph Peak " ai laboratori interni.

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Questa immagine è stata ripresa dalla MastCam di Curiosity il 24 Febbraio 2015, sol 908 e mostra il trapano poco dopo aver terminato il drill su Telegraph Peak Questa immagine è stata ripresa dalla MastCam di Curiosity il 24 Febbraio 2015, sol 908 e mostra il trapano poco dopo aver terminato il drill su Telegraph Peak Credit: NASA/JPL-Caltech/MSSS

Per il team sono subito scattate le procedere necessarie ad individuare la causa dell'anomalia.
Un corto circuito transitorio, infatti, potrebbe avere scarsa importanza per alcuni sistemi, mentre sarebbe limitante per altri.

Quando si è verificato l'evento, il rover era proprio nelle prime fase di trasferimento del campione: con la punta rivolta verso l'alto e il meccanismo di percussione del trapano acceso, la polvere stava scendendo attraverso le scanalature, verso il Collection and Handling for In-Situ Martian Rock Analysis (CHIMRA), che ha il compito di setacciare e porzionare il campione per i diversi strumenti di analisi.

Curiosity - CHIMRA

Collection and Handling for In-Situ Martian Rock Analysis (CHIMRA).
Il dispositivo è attaccato alla torretta, all'estremità del braccio robotico di Curiosity. Setaccia e porziona i campioni acquisiti sia tramite scoop (la paletta è segnata in rosso in basso a sinistra), sia dal trapano (che non è rappresentato in questo schema).
L'acquisizione del materiale avviene tramite due percorsi: per gli scoop in basso, per il trapano in alto.
Credit: NASA/JPL-Caltech

L'inconveniente tecnico ha costretto ad alcuni giorni di fermo, sia per le operazioni con il braccio robotico che per le guide, proprio ora che, dopo oltre cinque mesi di permanenza, il team aveva deciso di abbandonare Pahrump Hills e salire verso la parte più alta del basamento del Monte Sharp.

Oltre ai test diagnostici, sono rimaste attive solo le operazioni scientifiche con gli strumenti montati sull'albero di Curiosity, come le osservazioni con le MastCam e il monitoraggio ambientale del Rover Environmental Monitoring Station (REMS).

"I test diagnostici di questa settimana sono stati produttivi per circoscrivere le possibili fonti del corto circuito", ha detto Jim Erickson, Curiosity Project Manager presso il Jet Propulsion Laboratory, Pasadena, California.
"La causa più probabile è stata una fluttuazione nel meccanismo di percussione del trapano. Dopo ulteriori analisi per confermare la diagnosi, valuteremo come regolare la perforazione in futuro".

Il trapano di Curiosity utilizza rotazione e martellamento, o percussione, sia per forare una roccia che per consegnare il campione  e, mentre si è verificato il corto circuito, era in uso proprio la percussione per far scendere il materiale raccolto verso il CHIMRA.
Chissà che l'anomalia non abbia a che fare con le recenti modifiche software. A partire dal drill su Mojave2, infatti, il team stava sperimentando una nuova perforazione progressiva.
Il trapano di Curiosity, che ha sei livelli di percussione che vanno da un leggero picchiettio ad un martellamento più energetico, il tutto 30 volte al secondo, aveva sempre utilizzato il livello quattro, mantenuto stabile da un algoritmo. Con l'aggiornamento, invece, lo strumento si aziona al livello uno e passa al successivo solo se la trapanazione procede troppo lentamente.

Ad ogni modo, terminati i test, verrà completato il trasferimento di Telegraph Peak per le analisi scientifiche e Curiosity riprenderà la guida.
Il tutto dovrebbe riprendere entro la prossima settimana.

Letto: 1848 volta/e Ultima modifica Sabato, 07 Marzo 2015 07:45
Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore ed image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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