Scritto: Mercoledì, 01 Maggio 2019 06:24 Ultima modifica: Giovedì, 02 Maggio 2019 06:22

InSight potrebbe aver rilevato il primo terremoto marziano


Il 6 aprile scorso, 128-esimo sol della missione, lo strumento SEIS (Seismic Experiment for Interior Structure), a bordo del lander della NASA InSight, potrebbe aver catturato le vibrazioni generate da un terremoto marziano.
I risultati devono ancora essere confermati ma queste sembrano essere le prime vibrazioni provenienti dall'interno del pianeta anziché generate da forze di superficie, come il vento.

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Il sismometro Seismic Experiment for Interior Structure (SEIS) ripreso durante il sol 110. Il sismometro Seismic Experiment for Interior Structure (SEIS) ripreso durante il sol 110. Crediti: NASA/JPL-Caltech

L'evento, si legge nella press release, è molto "simile ai terremoti rilevati sulla superficie della Luna dalle missioni Apollo" tuttavia, è risultato troppo piccolo per poter fornire informazioni sull'interno del pianeta, obiettivo della missione InSight.
Quando le onde sismiche incontrano materiali diversi, vengono riflesse e/o la loro velocità di propagazione si modifica: questi dati consentono agli scienziati di indagare l'interno dei corpi.
Se fossimo stati sulla Terra un evento di tale entità non sarebbe neppure stato registrato.

"Le prime letture di InSight portano avanti la scienza iniziata con le missioni Apollo", ha detto il principale investigatore di InSight Bruce Banerdt del Jet Propulsion Laboratory della NASA a Pasadena, in California.
"Fino ad ora abbiamo raccolto il rumore di fondo ma questo primo evento da il via ufficialmente ad un nuovo campo: la sismologia marziana".

Questo video e audio illustra l'evento sismico rilevato da InSight il 6 aprile 2019, il 128-esimo giorno marziano della missione. Si possono ascoltare tre tipi distinti di suoni, tutti rilevati come vibrazioni del terreno dal sismometro della sonda, chiamato SEIS: il rumore dal vento marziano; l'evento sismico stesso e il braccio robotico del lander che si muove per scattare foto. È possibile ascoltare e vibrazioni dei VBB a sinistra e i suoni dei sensori a breve periodo (SP) a destra. L'audio di entrambi i gruppi di sensori è stato accelerato di un fattore di 60; le vere vibrazioni su Marte non sarebbero state udibili all'orecchio umano.

Altri tre segnali molto più deboli potrebbero essere di origine sismica: uno registrato il ​​14 marzo (Sol 105), l'altro il 10 aprile (Sol 132) e l'ultimo l'11 aprile (Sol 133). Questi sono stati rilevati solo dai sensori VBB (Very Broad Band) di SEIS e rimangono pertanto più ambigui per il team ma almeno due non sembrano essere stati causati dal vento o da altre fonti indesiderate di rumore (per chi volesse saperne di più sul sismometro, ricordo il mio approfondimento dedicato).

Se i risultati verranno confermati, saranno la prova che Marte è in qualche modo ancora geologicamente attivo.
Sui pianeti e satelliti dove attualmente non esiste una tettonica a placche, come sulla Terra, i terremoti sono causati da difetti o fratture nelle croste planetarie. Queste, soggette a sbalzi termici importati e a raffreddamenti improvvisi, si rompono rilasciano energia e causando terremoti.

Da quando SEIS è stato posato sulla superficie il 18 dicembre 2018Marte è diventato il terzo corpo planetario roccioso nel Sistema Solare ad essere studiato dai sismologi, 130 anni dopo l'inizio della sismologia strumentale sulla Terra e 50 anni dopo il primo sismometro impiegato dall'Apollo 11 nel luglio 1969.

Il 24 maggio 2019 è previsto il rilascio della prima tranche di dati della missione InSight sul Geosciences Node del Planetary Data System.

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Read 204 times Ultima modifica Giovedì, 02 Maggio 2019 06:22
Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
Mi occupo di web, web marketing e comunicazio online e sono alla ricerca di nuove opportunità (visita il mio sito elisabettabonora.info!).
Dedico il tempo libero alla mia dolcissima bimba Sofia Vega, a questo sito (creato nel 2012 in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte) ed al processing delle immagini raw scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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