Scritto: Martedì, 14 Agosto 2012 16:06 Ultima modifica: Venerdì, 04 Gennaio 2019 09:22

La Tettonica a Placche anche su Marte


Un nuovo studio suggerisce che la superficie di Marte sia stata modellata dalla tettonica a placche in un passato recente, rendendo il Pianeta Rosso un candidato per ospitare la vita migliore rispetto a quanto si sia sempre pensato.
Fino ad oggi gli scienziati hanno creduto che il movimento delle zolle tettoniche fosse una prerogativa terrestre.

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Su Marte è attiva la Tettonica a Placche

Canyon Valles Marineris
Credit: Image from Google Mars created by MOLA Science Team

"Marte è in una fase primitiva della tettonica a placche", ha detto An Yin, geologo planetario presso UCLA e autore dello studio, "Ci permette di dare uno sguardo alla Terra primordiale e capire come sia nato questo fenomeno".

La tettonica a zolle potrebbe aiutare a costruire sostanze fondamentali per la vita portando "nutrimento" dall'interno del pianeta verso la superficie.

Yin ha studiato oltre 100 immagini provenienti da Mars Odyssey e Mars Reconnaissance Orbiter e tra tutte, più o meno su una dozzina, ha trovato le prove delle sua teoria.

"Quando ho studiato le immagini satellitari di Marte, molte caratteristiche sembravano molto simili ai sistemi di faglie che ho visto in Himalaya, nel Tibet e in California. Si trattava della stessa geomorfologia" ha spiegato Yin.

Per esempio, ha notato zone paragonabili alla Death Valley in California, così come pareti molto lisce all'interno dei canyon possono essere segno di una tettonica a placche.

Inoltre, il Pianeta Rosso ha diverse lunghe catene lineari di vulcani come Tharsis Montes, vicino l'enorme picco di Olympus Mons: queste possono essersi formate, come nel caso delle Hawaii qui sulla Terra, dal moto di una zolla sopra un punto caldo del mantello di Marte.

Marte e la Terra diventano quindi gli unici due pianeti del nostro sistema solare ad avere questa caratteristica.

La Tettonica a Placche su Marte

Canyon Valles Marineris
Credit: MRO/Allan Treiman

Marte ospita inoltre il più profondo sistema di canyon: la Valles Marineris che si estende per circa 4.000 chilometri, lunga circa nove volte di più del Grand Canyon qui sulla Terra.
Gli scienziati si sono chiesti molte volte in quanto tempo si sia formata: Yin pensa che sia l'ennesima testimonianza della presenza di una tettonica a zolle su Marte.

Secondo Yin, la Valles Marineris segna il punto d'incontro di due placche che si sono sovrapposte per circa 150 km in senso orizzontale l'una sull'altra: Valles Marineris del Nord e del Valles Mariners Sud.

"La Terra ha un guscio molto fratturato quindi la sua superficie ha tante placche; Marte è solo un po' fratturato e potrebbe essere sulla strada per diventarlo di più ma i processi qui avvengono ad un ritmo molto lento per via della piccola dimensione del pianeta e quindi minore energia termica a disposizione" ha spiegato Yin. "Questa potrebbe essere la ragione per cui Marte ha meno placche rispetto alla Terra."

Yin pensa che le placche siano attive ancora oggi e possano di tanto in tanto produrre terremoti.

Lo studio è stato pubblicato sul numero di agosto della rivista Lithosphere.

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Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore ed image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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