Scritto: Sabato, 17 Ottobre 2020 06:29 Ultima modifica: Sabato, 17 Ottobre 2020 09:23

Ancora Venere: ora c'è anche la glicina


Ormai, gli occhi di tutti sono puntati su Venere. Da quanto un team internazionale di scienziati ha annunciato di aver rilevato fosfina nella sua atmosfera, altri risultati si sono susseguiti in pochissimo tempo. Ora, un gruppo di scienziati afferma di aver scoperto la glicina tra le nuvole del pianeta, un amminoacido base che è presente anche nel DNA.

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Lo studio, che ancora deve essere sottoposto a peer review è stato pubblicato su arxiv.org.

 

Cos'è la glicina

Gli amminoacidi sono molecole organiche, considerate ingredienti chimici principali per la vita. Sono, per così dire, i mattoncini che, uniti insieme da un collante chiamato legame peptidico, formano una sequenza che da origine alle proteine.

La glicina (NH2CH2COOH) è un amminoacido glucogenico e non essenziale, perché l’organismo è in grado di sintetizzarlo.
Viene prodotto naturalmente dagli esseri viventi e svolge un ruolo chiave nella creazione di molti altri importanti biocomposti e proteine. Si trova più comunemente nelle proteine animali.

A differenza della fosfina, la glicina non è una biofirma ma è uno degli elementi costitutivi della vita: è stata tra le prime molecole organiche ad apparire sulla Terra.
La rilevazione di biomolecole, specialmente amminoacidi, altrove nello spazio fornisce un indizio importante nella comprensione della formazione e dell'evoluzione della vita al di fuori del nostro pianeta.

Ora, un team del Midnapore College nel Bengala occidentale (India), guidato da Arijit Manna, ricercatore presso il dipartimento di fisica, ha annunciato di aver trovato la firma della molecola alle medie latitudini di Venere, scrutando il pianeta con Atacama Large Millimeter / submillimeter Array (ALMA).

 

Lo studio

"La rilevazione della glicina nell'atmosfera di Venere potrebbe essere una delle chiavi per comprendere i meccanismi di formazione delle molecole prebiotiche nell'atmosfera del pianeta. L'atmosfera superiore può attraversare gli stessi processi biologici sperimentati dalla Terra miliardi di anni fa", si legge nel documento.

I ricercatore hanno usato ALMA (come aveva fatto il team Dr. Greaves) per scrutare l'atmosfera di Venere, l'8 gennaio 2019, per 41 minuti. Il pianeta era a 0,691 Unità Astronomiche dalla Terra ed il disco era illuminato dal Sole per circa il 51,4%. "Non è stata trovata alcuna differenza misurabile tra le regioni dove era giorno e quelle dove era notte per la rilevazione della glicina", si legge nel documento.
Lo spettro ottenuto, mostra un assorbimento chiaro alla lunghezza d'onda della glicina e molto più forte rispetto al segnale della fosfina.

spettro glicina

La glicina è stata già rilevata altrove nell'universo e anche sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko ma "questa è la prima volta che viene segnalata la presenza di un amminoacido su un pianeta o luna [del Sistema Solare]", scrivono gli autori. La distribuzione della molecola è più forte alle medie latitudini (22,5◦ – 67,5◦) rispetto all'equatore, mentre (come la fosfina), non sembra essere presente ai poli.

Tuttavia, anche in questo caso non mancano le incertezze. Per esempio, il segnale spettroscopico della glicina è molto vicino a quello dell'ossido di zolfo, quindi è possibile che ci sia un errore nel rilevamento. Inoltre, l'osservazione non è stata duplicata per ulteriori conferme.

 

Le ipotesi

Secondo gli autori, anche se per ora né la fosfina (la cui rilevazione è ancora discussa) né la glicina sono chiare testimonianze della presenza di vita, è indubbio che nell'atmosfera di Venere ci possa essere una fascia di biosfera potenzialmente abitabile. Tra i 50 ed i 60 chilometri di quota, dove le temperature sono miti, le celle di Hadley potrebbero fornire un ambiente ospitale con tempi di circolazione di 70-90 giorni, sufficienti per la riproduzione della vita microbica.

Nell'articolo, il team cita alcuni esperimenti storici progettati per testare l'origine chimica della vita sulla Terra. Nel 1953, l'esperimento Miller-Urey ricreò le condizioni ambientali della Terra primordiale per dimostrare che le molecole organiche si possono formare spontaneamente a partire da sostanze inorganiche più semplici. I ricercatori crearono una miscela chimica di acqua, metano, ammoniaca ed idrogeno e poi applicarono energia per imitare i fulmini. Il risultato fu una zuppa di composti organici più complessi. L'esperimento produsse acido glicolico, un precursore della glicina, ed i risultati confermarono la teoria dell'abiogenesi. La glicina rilevata nell'atmosfera di Venere potrebbe essere stata prodotta attraverso lo stesso percorso dell'esperimento Miller-Urey, dice lo studio. Ma ci sono anche altri processi chimici nell'atmosfera del pianeta che potrebbero portare alla glicina: "è possibile che su Venere la glicina sia prodotta con altri mezzi fotochimici o geochimici, non comuni sulla Terra".

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Read 180 times Ultima modifica Sabato, 17 Ottobre 2020 09:23
Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore ed image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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