Scritto: Domenica, 29 Maggio 2016 07:00 Ultima modifica: Domenica, 29 Maggio 2016 08:04

Chury ha gli ingredienti per la vita


Gli ingredienti fondamentali per l'origine della vita sulla Terra sono stati scoperti nella cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Si tratta dell'amminoacido glicina, che si trova comunemente in proteine e fosforo, un componente chiave del DNA e le membrane cellulari.

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Gli scienziati hanno a lungo discusso sulla possibilità che l'acqua e le molecole organiche siano state portate da asteroidi e comete sulla giovane Terra, fornendo alcuni dei principali elementi costitutivi per la nascita della vita. Tuttavia, mentre alcune rocce spaziali sono note per contenere acqua con una composizione simile a quella dei nostri oceani, la sonda Rosetta ha trovato differenze significative sulla cometa 67P, la cui acqua deve avere un'origine sostanzialmente diversa da quella terrestre. Eppure Chury anche se non ha l'acqua giusta, ha il potenziale per la vita così come la conosciamo.

Gli amminoacidi sono composti organici biologicamente importanti contenenti carbonio, ossigeno, idrogeno, azoto e costituiscono la base delle proteine.
Tracce di glicina, il più semplice dei 20 amminoacidi ordinari, furono trovate nei campioni prelevati dalla cometa Wild-2 riportati sulla Terra dalla missione Stardust della NASA ma era rimasto il dubbio di una possibile contaminazione terrestre. Ora, però Rosetta ha rilevato glicina senza ombra di dubbio, direttamente nella chioma di Chury.
"Questa è la prima individuazione inequivocabile di glicina in una cometa", ha dichiarato nel report Kathrin Altwegg, scienziato di punta delo strumento ROSINA che ha condotto le analisi e autore principale dello studio pubblicato su Science Advances.
"Allo stesso tempo, abbiamo rilevato anche altre molecole organiche che possono essere precursori della glicina", ha aggiunto.

Lo studio si basa sui dati rilevati prima che la cometa raggiungesse il perielo ad agosto 2015.
La prima individuazione risale ad ottobre 2014 mentre Rosetta era a soli 10 chilometri dalla cometa. Quella successiva è avvenuta durante il passaggio ravvicinato di marzo 2015, quando la sonda era tra i 30-15 chilometri dal nucleo.
La glicina è stata ancora vista in altre occasioni da ben 200 chilometri di distanza, in concomitanza con gli outburst che hanno accompagnato il passaggio al perielio.
"C'è un forte legame tra la glicina e la polvere cometaria, il che suggerisce che probabilmente viene rilasciata con altri volatili dal mantello ghiacciato attorno ai grani di polvere una volta che la chioma viene riscaldata dal Sole", ha detto Kathrin.

"La glicina è l'unico amminoacido noto per formarsi senza acqua liquida ed in fatto che la vediamo insiema ad altri precursori ed alla polvere lascia supporre che o si è formata all'interno dei grani di polvere ghiacciata interstellare o per irradiazione ultravioletta del ghiaccio prima di essere inglobata e conservata in una cometa per miliardi di anni".

Un altro elemento importate individuato da Rosetta è il fosforo, fondamentale in tutti gli organismi viventi conosciuti.
"C'è ancora molta incertezza per quanto riguarda la chimica sulla Terra primordiale e vi è, naturalmente, un gap evolutivo enorme tra la consegna di ingredienti con impatti cometari e la vita vera e propria", ha detto il co-autore Hervé Cottin.
"Ma il punto più importante della storia è che le comete non sono cambiate in 4,5 miliardi di anni: ci concedono l'accesso diretto ad alcuni degli ingredienti che probabilmente sono finiti nella minestra prebiotica che ha portato l'origine della vita sulla Terra".

"La moltitudine di molecole organiche già individuati da Rosetta, insieme all'entusiasmante conferma di ingredienti fondamentali come la glicina e il fosforo, prova la nostra idea che le comete hanno il potenziale per fornire molecole chiave per la chimica prebiotica, dimostrando che sono serbatoi di materiale primitivo nel Sistema Solare", ha concluso Matt Taylor, scienziato della missione Rosetta all'ESA .

Prebiotic chemicals—amino acid and phosphorus—in the coma of comet 67P/Churyumov-Gerasimenko [abstract]

The importance of comets for the origin of life on Earth has been advocated for many decades. Amino acids are key ingredients in chemistry, leading to life as we know it. Many primitive meteorites contain amino acids, and it is generally believed that these are formed by aqueous alterations. In the collector aerogel and foil samples of the Stardust mission after the flyby at comet Wild 2, the simplest form of amino acids, glycine, has been found together with precursor molecules methylamine and ethylamine. Because of contamination issues of the samples, a cometary origin was deduced from the 13C isotopic signature. We report the presence of volatile glycine accompanied by methylamine and ethylamine in the coma of 67P/Churyumov-Gerasimenko measured by the ROSINA (Rosetta Orbiter Spectrometer for Ion and Neutral Analysis) mass spectrometer, confirming the Stardust results. Together with the detection of phosphorus and a multitude of organic molecules, this result demonstrates that comets could have played a crucial role in the emergence of life on Earth.

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Letto: 1263 volta/e Ultima modifica Domenica, 29 Maggio 2016 08:04
Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore ed image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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