Aggiornamento del 19 Ottobre ore 21: stabilito il nuovo record assoluto di 206 incontri in una finestra di +/-30 giorni. Inoltre, poche osservazioni e un arco temporale raddoppiato hanno permesso di ridurre notevolmente l'incertezza sulla traiettoria di 2020 UA.

Aggiornamento del 19 Ottobre ore 14: il numero di incontri entro 0,05 au e nella finestra +/-30 giorni ha appena raggiunto i 203 eventi, uguagliando il record stabilito lo scorso 7 Novembre. Si prevede che nelle prossime ore il record venda infranto...

 I giorni a cavallo del novilunio sono generalmente prodighi di scoperte di nuovi asteroidi e anche in questo mese di ottobre la tradizione è rispettata. Anzi, complice l'allungamento delle ore di buio, si stanno registrando tassi di scoperte impressionanti sugli oggetti che passano entro le 0,05 unità astronomiche (circa 7,5 milioni di km o quasi 20 volte la distanza della Luna dalla Terra), i cosiddetti incontri o passaggi "ravvicinati"; questo è evidente nel grafico in apertura.

 Da quello che sappiamo, negli ultimi 30 giorni si sono verificati 157 passaggi ravvicinati e, tra questi, solo 8 riguardano oggetti noti già negli anni precedenti; gli altri sono stati scoperti qualche giorno prima o dopo il massimo avvicinamento. Per confronto, nel precedente periodo estivo, in media erano riportati circa 70 incontri al mese. Siccome gli asteroidi non fanno differenza sulle stagioni, questo significa che questa estate ci siamo persi oltre il 50% degli incontri effettivamente avvenuti; il deficit è solo in parte imputabile alla riduzione di ore di buio nell'emisfero settentrionale ed è presumibilmente legato anche ad un "rilassamento" nel periodo di vacanze estive da parte di chi lavora in questo settore (per quanto strano possa sembrare). Quest'anno poi le scoperte sono state ulteriormente depresse dagli incendi nella zona del Monte Lemmon in Arizona, che hanno imposto un fermo nelle attività su due dei più importanti telescopi deputati al monitoraggio dei NEO. 

 L'attuale incremento autunnale, che peraltro si è verificato anche nel 2019, riguarda anche sui passaggi molto ravvicinati, quelli entro la distanza lunare. Infatti, mentre nel periodo estivo simili eventi si sono verificati in media 6 volte al mese, negli ultimi 30 giorni ciò si è verificato 12 volte. Addirittura, cinque di questi passaggi sono avvenuti negli ultimi 5 giorni, una sequenza impressionante. Inoltre, ultimamente è stato avvistato un oggetto che effettuerà un passaggio ancora più ravvicinato, lambendo la fascia dei satelliti geostazionari. Si tratta di 2020 UA, scoperto la mattina del 16 ottobre dal suddetto osservatorio di Mt.Lemmon (Catalina Sky Survey) e osservato un'ora dopo anche da uno dei due telescopi Atlas alle Hawaii, seguendo un copione ben collaudato. All'epoca, l'oggetto si trovava a 2,75 milioni di km e aveva una magnitudine apparente 20.6, dalla quale si deduce un diametro nominale di circa 8 metri; dunque è un oggetto relativamente grande rispetto a quelli che tipicamente si avvicinano così tanti, ma le sue dimensioni sarebbero comunque insufficienti a creare pericoli, anche nel caso in cui la sua traiettoria puntasse direttamente al nostro pianeta. Peraltro, queste dimensioni generose, unite alla posizione nel cielo quasi diametralmente opposta a quella del Sole (fase di opposizione), ne hanno facilitato la scoperta con un insolito anticipo: 5 giorni prima del massimo avvicinamento. Purtroppo, spesso non siamo così fortunati e gli oggetti che fanno passaggi estremamente ravvicinati vengono scoperti solo poche ore prima del massimo avvicinamento, se non addirittura successivamente...

2020 UA traj

Traiettoria geocentrica di 2020 UA (in verde). Le linee blu e gialla rappresentano la direzione del moto della Terra e quella in cui si trova del Sole, mentre in grigio c'è l'orbita lunare. - Credits: MPC/IAU

 Dai dati raccolti in 18 osservazioni ottiche fatte nelle prime 24 ore, sappiamo che questo oggetto, alle ore 2:04 UT del 21, passerà a 44550(±170) km dal geocentro, praticamente 7 raggi terrestri; in quel momento sarà velocissimo nel cielo e raggiungerà la magnitudine apparente 13,5, dunque alla portata di astrofili con strumenti di medie dimensioni. La minima distanza sarà simile a quella a cui arriverà 2020 SO il 1 dicembre; quest'ultimo è un probabile detrito spaziale che per qualche mese sarà anche un satellite del nostro pianeta e di cui abbiamo già parlato. Tuttavia, a differenza di 2020 SO, il nostro 2020 UA ha un'orbita decisamente più eccentrica, come suggerisce anche la sua velocità di avvicinamento (6,6 km/s); questa orbita lo porta ad avvicinarsi spesso anche a Venere, quando raggiunge il perielio, come mostrato nel grafico seguente.

2020 UA orbit

Orbita di 2020 AU nel sistema solare interno e sua posizione al momento del massimo approccio alla Terra - Credits: MPC/IAU

 In questo tweet è possibile ammirare una animazione del passaggio estremamente ravvicinato. Per ulteriori dettagli, statistiche ed aggiornamenti rimandiamo come sempre alla rubrica dedicata.