Scritto: Domenica, 24 Gennaio 2016 08:05 Ultima modifica: Domenica, 24 Gennaio 2016 09:28

Curiosity setaccia la sabbia marziana


Curiosity è ancora impegnato nel campo di dune attive "Bagnold", che riveste il fianco nord-occidentale del Monte Sharp, l'alto tumulo al centro del cratere Gale. Dopo aver effettuato un giro di ricognizione fino a spingersi sopra la sabbia, ha iniziato una campagna di campionamento della duna Namib.

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Curiosity MastCam sol 1221 Curiosity MastCam sol 1221 Credit: NASA/JPL-Caltech - Processing: Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today

Il rover è fermo ormai da diversi sol. Qui sotto le statistiche aggiornate al sol 1232 (23 gennaio 2016) su odometria totale, drive, velocità ed elevazione (per restare aggiornati seguite i Mission Log di Marco Di Lorenzo!) e una mappa con le ultime posizioni fino al sol 1221 (12 gennaio 2016).

Curiosity Mission Log 22 gennaio 2016

Credit: Marco Di Lorenzo

Curiosity - route map aggiornata al sol 1221

Curiosity: route map aggiornata al sol 1221
Credit: NASA/JPL-Caltech/Univ. of Arizona / Phil Stooke, University of Western Ontario

Il rover sta utilizzando una nuova tecnica su Marte. I campioni raccolti tramite "sccop", ossia tramite paletta sono stati setacciati e divisi per granulometria prima delle analisi. Il target è una zona della duna Namib chiamata "Gobabeb", che Curiosity ha raggiunto il 12 gennaio.

"E' stato abbastanza difficile guidare nella sabbia e girarsi nella posizione migliore per studiare la duna", ha detto nel report Michael McHenry del Jet Propulsion Laboratory della NASA a Pasadena, California.

Questa è solo la seconda volta in cui Curiosity raccoglie materiale con la paletta da quando è atterrato nel cratere Gale ad agosto 2012. Il primo utilizzo risale ad ottobre 2012, quando aveva scavato tra la polvere e la sabbia depositata per azione eolica a Rocknest.

L'indagine al campo di dune Bagnold è la prima su dune attive effettuata in situ ad di fuori dalla Terra.
Le immagini orbitali ad alta risoluzione riprese con la fotocamera HiRISE a bordo della sonda Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) hanno mostrato che queste dune si spostano di circa un metro ogni anno terrestre e che la loro composizione non è uniforme.
A differenza delle semplici increspature, queste mostrano un versante sottovento piuttosto ripido e, invece di essere ricoperte da polvere chiara, sono scure a causa di una composizione basaltica, a base di olivina e cristalli di pirosseno.
Gli scienziati usano il loro movimento per studiare la circolazione dei venti all'interno del cratere, mettere a punto i modelli meteorologici e comprendere come si ordinano di conseguenza le particelle di sabbia su un pianeta con meno atmosfera e gravità rispetto al nostro.

Il sito Gobabeb è stato scelto perché include increspature di recente formazione e lo studio delle caratteristiche del moderno ambiente marziano può aiutare ad interpretare le variazioni e le ondulazioni visibili nelle antiche arenarie.

Il primo scoop è stato raccolto il 14 gennaio (sol 1223) ed è stato setacciato bloccando le particelle più grandi di 150 micron.
Il secondo, prelevato il 19 gennaio (sol 1228), è stato prima setacciato a 150 micron per allinearlo al campione precedente e, poi, ulteriormente filtrato lasciando cadere le particelle più grandi di 1 millimetro. La frazione di sabbia rimasta sul setaccio è stata inviata ai laboratori del rover.
"Quello che abbiamo lasciato sono praticamente grani più piccoli di 1 millimetro e più grandi di 150 micron", ha spiegato John Michael Morookian del JPL. Morookian continua descrivendo il procedimento: "iniziamo a vibrare e ad inclinare gradualmente lo scoop e il materiale scivola via dalla paletta". Questa roba non può essere lasciato cadere nella CheMin perché è troppo grande per la diffrazione di raggi X ma può essere analizzata con il SAM.

Curiosity MastCam right sol 1229

Curiosity MastCam right sol 1229.
I due cumuli di materiale scartato per granulometria dal secondo scoop (A e B), analizzati dal laser della ChemCam.
Credit: NASA/JPL-Caltech - Processing: Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today

Oltre che con la sabbia, il team di Curiosity è alle prese anche con il test di AEGIS (Autonomous Exploration for Gathering Increased Science), un software utilizzato per la prima volta su Marte con Opportunity, per consentire al rover di scegliere autonomamente gli obiettivi della ChemCam.

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Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore ed image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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