Scritto: Sabato, 30 Luglio 2022 05:50 Ultima modifica: Sabato, 30 Luglio 2022 05:51

Nuove immagini di Mars Express permettono una ricostruzione spettacolare della Valles Marineris


L'ESA ha presentato due spettacolari ricostruzioni del sistema di canyon Valles Marineris, partendo dell'ultima coppia di immagini stereo riprese sulla zona dalla sonda Mars Express.

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Questa vista prospettica obliqua del Tithonium Chasmata, che fa parte della struttura del canyon Valles Marineris di Marte, è stata generata dal modello digitale di elevazione, con i colori ripresi della fotocamera stereo ad alta risoluzione sul Mars Express dell'ESA.
Questa vista prospettica obliqua del Tithonium Chasmata, che fa parte della struttura del canyon Valles Marineris di Marte, è stata generata dal modello digitale di elevazione, con i colori ripresi della fotocamera stereo ad alta risoluzione sul Mars Express dell'ESA.
Crediti: ESA/DLR/FU Berlin, CC BY-SA 3.0 IGO

La Valles Marineris attraversa Marte come il Grand Canyon attraversa gli Stati Uniti, tranne per il fatto che quest'ultimo è molto più piccolo a confronto. Con 4000 chilometri di lunghezza, 200 chilometri di larghezza e fino a 7 chilometri di profondità, la Valles Marineris è il canyon più grande del Sistema Solare. Se fosse sulla Terra, si estenderebbe dalla punta settentrionale della Norvegia alla punta meridionale della Sicilia.

Oltre alle dimensioni, c'è un'altra grande differenza tra il Grand Canyon terrestre e quello marziano: mentre il primo si è formato a causa dell'erosione guidata del fiume Colorado, si pensa che la Valles Marineris si sia formata a causa dell'estensione (stiramento) della crosta, associata all'innalzamento del vicino altopiano di Tharsis e dei suoi vulcani. Questa "crepa" nella crosta si è successivamente allargata a causa dell'erosione.


L'immagine

L'immagine mostra due trincee (o voragini) che fanno parte della Valles Marineris occidentale.
Sulla sinistra (sud) c'è lo Ius Chasma lunga 840 chilometri e sulla destra (nord) c'è il Tithonium Chasma lunga 805 chilometri.

La foto, ripresa il 21 aprile 2022, mostra i dati raccolti dalla High Resolution Stereo Camera (HRSC) di Mars Express. È stata creata utilizzando i dati del canale nadir, il campo visivo allineato perpendicolarmente alla superficie di Marte e i canali colore dell'HRSC, mostrando una vista "reale" della superficie di Marte. La macchia di sabbia più scura potrebbe venire dalla vicina regione Tharsis. Accanto alle dune di sabbia scura ci sono due tumuli dai toni chiari, simili a montagne, alti oltre 3000 metri. Le loro superfici sono state fortemente erose dai forti venti di Marte, indicando che sono fatte di un materiale più debole della roccia circostante.

Ius and Tithonium Chasmata on Mars pillars

Crediti: ESA/DLR/FU Berlin, CC BY-SA 3.0 IGO

Questi dettagli sono ben visibili in due viste prospettiche generate al computer dal modello digitale di elevazione con i colori dell'immagine ripresa dalla High Resolution Stereo Camera di Mars Express.
Quella in apertura mostra un dettaglio della sabbia scura, quella qui sotto dei tumoli. Le indagini di Mars Express hanno trovato minerali solfati contenenti acqua in questa regione. Ciò suggerisce che queste protuberanze potrebbero essersi formate quando il liquido che una volta riempiva il canyon è evaporato, sebbene questa teoria sia ancora molto dibattuta. In basso a destra del tumulo principale nella seconda vista prospettica, possiamo vedere linee parallele e cumuli di detriti che indicano una recente frana. Questa è stata causata dal crollo della parete del canyon sulla destra ed è probabile che si sia verificata in tempi relativamente recenti perché non è stata fortemente erosa.

Perspective view of Tithonium Chasma 2 pillars

Crediti: ESA/DLR/FU Berlin, CC BY-SA 3.0 IGO

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Letto: 408 volta/e Ultima modifica Sabato, 30 Luglio 2022 05:51

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Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore e l'image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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