Scritto: Sabato, 30 Luglio 2016 17:37 Ultima modifica: Giovedì, 04 Agosto 2016 15:42

Marte: niente acqua nel processo di formazione dei calanchi


Nuove scoperte basate sui dati della sonda della NASA Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) dimostrano che le profonde gole marziane che solcano oggi la superficie del pianeta potrebbero non avere un'origine legata allo scorrere dell'acqua allo stato liquido.

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In alto un canalone marziano ripreso dalla fotocamera HiRISE, in basso lo stesso studiato con lo spettrometro CRISM. In alto un canalone marziano ripreso dalla fotocamera HiRISE, in basso lo stesso studiato con lo spettrometro CRISM. Crediti: NASA/JPL-Caltech/UA/JHUAPL

Gli scienziati usano il termine "gully", ossia canale, per tutte quelle caratteristiche presenti sul Pianeta Rosso che condividono tre aspetti: un incavo superiore, un canale ed un ventaglio di materiale depositato alla fine. I calanchi, a loro volta, possono essere caratterizzati dalle Recurring Slope Lineae (RSL), striature scure transitorie ritenute la prova che qualcosa, sotto forma di sali idrati, ancora scorre su Marte.

Questi canaloni sono una caratteristica diffusa e comune sulla superficie di Marte, maggiormente presenti tra i 30 ei 50 gradi di latitudine in entrambi gli emisferi settentrionale e meridionale ed in genere sui pendii che si affacciano verso i poli. Sulla Terra, canaloni simili vengono formati dallo scorrere dell'acqua ma, nelle condizioni attuali, sulla superficie di Marte l'acqua liquida è solo transitoria ed in piccole quantità.

Allora, i ricercatori della Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory (APL) hanno esaminato ad alta risoluzione almeno 100 siti con canali. I dati raccolti dal Compact Reconnaissance Imaging Spectrometer for Mars (CRISM) sono stati poi correlati con le immagini di alta risoluzione del High Resolution Imaging Science Experiment (HiRISE) e della Context Camera (CTX). I risultati non hanno mostrato alcuna prova mineralogica di abbondante acqua allo stato liquido o suoi derivati, suggerendo che alla base devono esserci meccanismi diversi di formazione, come ad esempio gelo e disgelo di anidride carbonica.

"Sulla Terra e su Marte, sappiamo che la presenza di fillosilicati, argille o di altri minerali idrati, indica la formazione di acqua allo stato liquido", ha detto Jorge Núñez dell'APL, autore principale della ricerca pubblicata sulla rivista Geophysical Research Letters.
"Nel nostro studio non abbiamo trovato alcuna evidenza di argille o minerali idrati nella maggior parte dei calanchi che abbiamo studiato, essi erano formati per lo più da detriti erosi da antiche rocce, esposti e trasportati in basso, piuttosto che modificati di recente da acqua liquida".

Altri ricercatori hanno creato modelli computerizzati che mostrano come la sublimazione stagionale del biossido di carbonio congelato è in grado di creare gole simili a quelle osservate su Marte e come la loro forma può imitare i tipi di calanchi che creerebbe invece l'acqua liquida. Il nuovo documento non fa altro che supportare tali modelli.

New insights into gully formation on Mars: Constraints from composition as seen by MRO/CRISM [abstract]

Over 100 martian gully sites were analyzed using orbital data collected by the Compact Reconnaissance Imaging Spectrometer for Mars (CRISM) and High Resolution Imaging Science Experiment (HiRISE) on the Mars Reconnaissance Orbiter (MRO). Most gullies are spectrally indistinct from their surroundings, due to mantling by dust. Where spectral information on gully sediments was obtained, a variety of mineralogies were identified. Their relationship to the source rock suggests that gully-forming processes transported underlying material downslope. There is no evidence for specific compositions being more likely to be associated with gullies, or with the formation of hydrated minerals in situ as a result of recent liquid water activity. Seasonal CO2 and H2O frosts were observed in gullies at mid- to high latitudes, consistent with seasonal frost-driven processes playing important roles in the evolution of gullies. Our results do not clearly indicate a role for long-lived liquid water in gully formation and evolution.

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Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing.
Dedico il tempo libero alla mia dolcissima bimba Sofia Vega, a questo sito (creato nel 2012 in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte) ed al processing delle immagini raw scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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