Scritto: Lunedì, 31 Ottobre 2022 05:46 Ultima modifica: Lunedì, 31 Ottobre 2022 08:13

Una nuova versione dei Pilastri della Creazione


Gli scienziati del James Webb Space Telescope hanno rilasciato una seconda versione nell'infrarosso termico degli iconici Pilastri della Creazione, cupa e quasi priva di stelle.

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Una nuova versione dei Pilastri della Creazione
Crediti: NASA, ESA, CSA, STScI, J. DePasquale (STScI), A. Pagan (STScI)

In questa composizione le nuvole di polvere brillano di sfumature bluastre e incombono su un inquietante sfondo rosso.
"Migliaia di stelle che esistono in questa regione scompaiono dalla vista e strati apparentemente infiniti di gas e polvere diventano il fulcro", ha scritto l'ESA nel comunicato. La polvere, spiega ancora l'Agenzia, è un ingrediente essenziale per la formazione stellare e aiuta gli scienziati a capire la formazione e l'evoluzione della struttura, che si trova nella costellazione del Serpente, a circa 7.000 anni luce dalla Terra. "Molte stelle si stanno attivamente formando in questi densi pilastri grigio-blu. Quando in queste regioni si formano nodi di gas e polvere con una massa sufficiente, iniziano a collassare sotto la loro stessa attrazione gravitazionale, si riscaldano lentamente e alla fine formano nuove stelle".

Queste foto sono state scattate con la Mid-Infrared Instrument (MIRI) del telescopio spaziale James Webb che lavora in un range che mette in evidenza i dettagli della polvere. Le stelle, invece, non sono abbastanza luminose per emergere a queste lunghezze d'onda.

La stessa regione dello spazio è stata ripresa anche con la NIRCam (Near-Infrared Camera) di Webb e l'immagine, rilasciata da poco, mostra un cielo stellato mozzafiato.


Come mai MIRI vede meno stelle?

MIRI è in grado di vedere solo le giovani stelle ancora circondate da un "mantello" polveroso. Queste sono le sfere rossastre ai margini dei pilastri, mentre le stelle blu che punteggiano la scena stanno invecchiando, il che significa che hanno perso la maggior parte dei loro strati di gas e polvere.

La luce nel medio infrarosso eccelle nel rivelare gas e polvere nei minimi dettagli.
Le aree più dense di polvere sono le tonalità grigie più scure. La regione rossa verso l'alto, che forma una misteriosa V, è dove la polvere è diffusa e più fresca. Si noti che non compaiono galassie sullo sfondo perché il mezzo interstellare nella parte più densa del disco della Via Lattea è troppo gonfio di gas e polvere per lasciar penetrare la luce di altri oggetti cosmici distanti.

pilastri creazione doppia

Confronto fra immagine MIRI a sinistra e immagine NIRCam a destra.
Crediti: NASA, ESA, CSA, STScI; J. DePasquale (STScI), A. Pagan (STScI), A. Koekemoer (STScI)


Quanto è immenso questo paesaggio cosmico?

La stella rossa, nella parte inferiore del "pilastro" più alto e il suo velo polveroso sono più grandi del nostro intero Sistema Solare, spiega l'ESA.

pilastri creazione det

Questa stella rossa e il suo disco polveroso sono più grandi del nostro Sistema Solare.


Cosmo iconico

Questa regione dello spazio è diventata famosa dal 1995, quando per la prima volta la fotografò il telescopio spaziale Hubble.
Hubble la riprese di nuovo nel 2014 ma i cosiddetti "Pilastri della Creazione"  sono stati immortalati anche molti altri osservatori di livello mondiale. Si tratta di un angolo del cosmo traboccante di stelle e, con ogni nuova osservazioni, gli astronomi ottengono informazioni preziose sull'intensa attività di formazione stellare in corso. Ogni nuova lunghezza d'onda della luce e ogni nuovo strumento forniscono informazioni sempre più precise su gas, polvere e astri.

I Pilastri della Creazione si trovano nel bordo sudorientale della Nebulosa dell'Aquila, che dista 6500 anni luce dalla Terra.

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Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore e l'image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno" (segui su LinkedIn le mie attività professionali).
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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