Sebbene il fulcro della missione sia lo studio del Sole, Venere ha un ruolo fondamentale per la geometria della missione. Attraverso una serie di gravity assist, sette in sette anni di attività programmate, la sonda della NASA si avvicina sempre di più alla nostra stella per studiare da vicino la dinamica del vento solare. La foto mostra il lato notturno del pianeta da 12.380 chilometri di distanza.

L'immagine in apertura è stata ripulita dal rumore causato dai raggi cosmici e dalle particelle di polvere spaziale che riflettono la luce e sferzano la navicella; nell'originale qui sotto, si nota che la direzione prevalente di tali scie è orizzontale e questo si lega alla provenienza Solare dei raggi cosmici che impattano il sensore (il Sole è sulla destra dell'immagine) oppure al moto relativo tra la sonda e le particelle di polvere. Dovrebbero essere presenti anche alcune scie dovute a piccoli detriti vicino alla sonda, dovuti appunto all'impatto di queste particelle di polvere con Parker, a una velocità vicina ai 90000 km/h.
La caratteristica scura prominente al centro dell'immagine è Afrodite Terra, la più grande regione di altopiani sulla superficie venusiana. Il bordo del pianeta sembra essere rimarcato da un bagliore diffuso che potrebbe essere causato dalla luce emessa dagli atomi di ossigeno in alto nell'atmosfera che si ricombinano in molecole nel lato notturno. Qui sotto la versione originale con le annotazioni.

wispr venus image

Crediti: NASA/Johns Hopkins APL/Naval Research Laboratory/Guillermo Stenborg and Brendan Gallagher

Attraverso le nuvole

L'aspetto che ha colto veramente di sorpresa gli scienziati è che WISPR è riuscito a vedere direttamente caratteristiche della superficie venusiana.
Lo strumento è progettato per acquisire immagini della corona solare e dell'eliosfera interna in luce visibile, nonché immagini del vento solare e delle sue strutture mentre la sonda si avvicina al Sole.

"WISPR è progettato e testato per osservazioni in luce visibile. Ci aspettavamo di vedere le nuvole ma la telecamera ha sbirciato fino alla superficie", ha affermato Angelos Vourlidas, scienziato del progetto WISPR del Johns Hopkins Applied Physics Laboratory (APL) di Laurel, nel Maryland, che ha coordinato una campagna di imaging WISPR con la missione giapponese Akatsuki in orbita attorno a Venere (la quale ha ripreso Venere con un'inquadratura molto simile nel 2016).

"WISPR ha catturato efficacemente l'emissione termica della superficie venusiana", ha detto Brian Wood, astrofisico e membro del team WISPR del US Naval Research Laboratory di Washington, DC. "È molto simile alle immagini acquisite dalla sonda Akatsuki a lunghezze d'onda del vicino infrarosso ".

Questa sorprendente osservazione ha rimandato il team WISPR in laboratorio per misurare la sensibilità dello strumento alla luce infrarossa.
Se WISPR riesce effettivamente a captare le lunghezze d'onda del vicino infrarosso, potrà fornire nuove opportunità per studiare la polvere intorno al Sole e nel Sistema Solare interno. Al contrario, se non è in grado di rilevare lunghezze d'onda infrarosse extra, allora questa immagine potrebbero mostrare una "finestra" attraverso l'atmosfera di Venere, precedentemente sconosciuta.

Il 20 febbraio 2021, la sonda Parker ha effettuato un nuovo sorvolo ravvicinato del pianeta durante il quale il team ha pianificato altre osservazioni simili sul lato notturno. I dati sono attesi per fine aprile.
"In ogni caso", ha detto Vourlidas, "ci attendono alcune interessanti opportunità scientifiche".

 

Nota aggiuntiva: sulla base delle effemeridi del sistema Horizons, il massimo avvicinamento a Venere è avvenuto sabato alle 21:05:25 ora italiana, a una distanza di 8442 km dal centro del pianeta e quindi a soli 2390 km dalla superficie media, sulla verticale di un punto a circa 8° di latitudine sud, sul lato diurno. L'approccio è avvenuto con una velocità relativa di 23,0 km/s (all'infinito) e ha impartito un rallentamento di 3,0 km/s al moto orbitale della sonda, il cui perielio è stato quindi abbassato da 14,16 milioni di km a 11,115 milioni di km, poco meno di 15 raggi solari dalla superficie della stella. Questo nuovo primato di avvicinamento verrà raggiunto da Parker per la prima volta il prossimo 29 aprile e poi ripetuto il 9 agosto.