Scritto: Giovedì, 07 Maggio 2020 06:54 Ultima modifica: Venerdì, 08 Maggio 2020 14:51

Quando Marte aveva un campo magnetico globale


Marte aveva un campo magnetico globale che è stato attivo più a lungo di quanto si pensasse. Gli indizi riaffiorano dall'impronta magnetica rimasta impressa nelle rocce sopra e sotto la superficie.

Rate this item
(0 votes)
Quando Marte aveva un campo magnetico globale Crediti: NASA/GSFC

Il campo magnetico globale viene generato da quel processo che gli scienziati chiamano dinamo (perché il suo funzionamento ricorda quello dell'omonima macchina elettrica): un flusso di metallo fuso all'interno del nucleo planetario che produce una corrente elettrica.
É una caratteristica fisica intrinsecamente legata all'evoluzione interiore, superficiale ed atmosferica di un pianeta.
Nei mondi terrestri, la magnetizzazione acquisita dalle rocce durante la loro formazione può essere preservata per miliardi di anni e quindi può fornire una finestra sulla storia antica. In pratica, le rocce fungono da registratore, soprattutto quelle vulcaniche in cui, durante il processo di raffreddamento e solidificazione, i diversi minerali si dispongono allineandosi con il campo magnetico globale. Il loro studio e la loro datazione, quindi, permette di stimare anche l'intensità e l'età della dinamo planetaria.

Sulla Terra, il campo magnetico è simile a quello generato da un dipolo magnetico e la dinamo è, in sostanza, quel meccanismo che fa puntare gli aghi della bussola verso nord. La dinamo di Marte, invece, si è estinta miliardi di anni fa. Attualmente il Pianeta Rosso ha solo dei campi magnetici locali residui concentrati nell'emisfero sud tuttavia, i dati rilevati dall'orbiter Mars Global Surveyor, attiva tra il 1999 e il 2006, hanno inequivocabile dimostrato la presenza di rocce magnetizzate da una dinamo passata.

Oggi sappiamo che il vulcanesimo dominava Marte nei primi miliardi di anni della sua storia, originato per la maggior parte dalla regione Tharsis; sappiamo che si sono formati grandi bacini da impatto come Hellas, Argyre, Isidis e Utopia e che le condizioni atmosferiche e climatiche antiche erano molto diverse da quelle odierne. Pertanto, stabilire i tempi e la durata del campo magnetico globale marziano, relativamente a questi importanti eventi storici, è fondamentale: ad esempio, per capire se i grandi impatti hanno avuto un ruolo nell'avvio o nella perdita della dinamo planetaria e se il cambiamento delle condizioni ambientali è associato alla perdita del campo magnetico globale.

Finora, il campo magnetico globale di Marte era stato confermato tra i 4,3 e 4,2 miliardi di anni fa, a causa dell'assenza di tracce nei tre grandi bacini Hellas, Argyre e Isidi formatesi indicativamente 3.9 anni fa, durante il cosiddetto Intenso Bombardamento Tardivo

Ora, un gruppo di ricercatori dell'University of British Columbia (UBC), in collaborazione con altri colleghi americani e francesi, hanno analizzato i nuovi dati satellitari della missione MAVEN (Mars Atmosphere and Volatile Evolution), che orbita a circa 135 chilometri dalla superficie offrendo una risoluzione migliore rispetto al Mars Global Surveyor. Dallo studio sono emerse chiare prove di un campo magnetico proveniente dal flusso di lava del bacino Lucus Planum che si è formato circa 3,7 miliardi di anni fa, estendendo la presenza di un campo magnetico globale sul Pianeta Rosso almeno dai 4,5 e i3,7 miliardi di anni fa.
I ricercatori hanno anche rilevato campi magnetici a bassa intensità sopra il bacino Borealis, nell'emisfero settentrionale del pianeta, che si è formato 4,5 miliardi di anni fa e sarebbe una delle caratteristiche più antiche su Marte.

Il loro lavoro è stato pubblicato sulla rivista Science Advances.

"La dinamo ci racconta qualcosa sulla storia termica del pianeta, sulla sua evoluzione e su come è arrivato così oggi ed è unica per ciascuno dei pianeti terrestri: Terra, Marte, Venere e Mercurio", ha spiegato Anna Mittelholz, prima autrice dello studio.

Secondo i ricercatori, l’assenza del campo magnetico nei grandi bacini potrebbe avere due spiegazioni: la dinamo potrebbe essersi fermata prima della loro formazione e potrebbe essere ripartita in seguito, prima delle colate laviche in Lucus Planum; oppure, gli impatti che hanno generato i crateri sono stati talmente violenti da spostare tutta la porzione di crosta contenente quei minerali che avrebbero registrato tracce di magnetismo.

Lo studio si è concentrato solo su alcune caratteristiche della superficie marziana ma, come Mittelholz fa notare, i crateri sono lì, sulla superficie del pianeta, con storie da raccontare. In futuro, l'esplorazione potrebbe passare dai satelliti ai droni e l'esplorazione ancora più ravvicinata potrà offrire nuovi dettagli.

Altre informazioni su questo articolo

Read 290 times Ultima modifica Venerdì, 08 Maggio 2020 14:51
Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing.
Dedico il tempo libero alla mia dolcissima bimba Sofia Vega, a questo sito (creato nel 2012 in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte) ed al processing delle immagini raw scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

https://twitter.com/EliBonora | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Leave a comment

Make sure you enter all the required information, indicated by an asterisk (*). HTML code is not allowed.

Seguici!

Newsletter

Abilita il javascript per inviare questo modulo

Immagine del giorno

NEO news

NEO News

Notizie e aggiornamenti sugli asteroidi che passano vicini a noi, sulla loro catalogazione e...

StatisticaMENTE

Insight statistics

Insight statistics

[aggiornato al 9/7/20 - Sol 574] - Meteo...

ISS height

ISS height

Aggiornamento del 9 Luglio [Last update:...

HST orbit

HST orbit

Aggiornamento del 9 Luglio [Last update:...

Curiosity odometry

Curiosity odometry

Aggiornato il 30 Giugno [updated on Jun...

OSIRIS REx operations

OSIRIS REx operations

(aggiornato il 24/6/20). Le manovre della sonda am...

[LIBRO] Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno

Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno di Elisabetta BonoraLa pubblicazione ripercorre le gesta della missione interplanetaria NASA / ESA / ASI Cassini–Huygens, che esplorò Saturno e le sue lune dal 2004 al 2017. Le principali fasi del progetto, del lungo viaggio durato sette anni e della missione ultradecennale sono raccontate con semplicità e passione allo scopo di divulgare e ricordare una delle imprese spaziali robotiche più affascinanti ideate dall’uomo. Le meravigliose foto scattate dalla sonda nel sistema di Saturno, elaborate e processate dall’autrice, sono parte centrale della narrazione. Immagini uniche che hanno reso popolare e familiare un angolo remoto del nostro Sistema Solare. 244 pagine.

Acquista