Scritto: Domenica, 20 Dicembre 2020 01:42 Ultima modifica: Domenica, 20 Dicembre 2020 06:13

Rocket Lab chiude in bellezza il 2020


Con la messa in orbita di un satellite giapponese per l'osservazione terrestre, la compagnia Rocket Lab chiude in bellezza un 2020 sostanzialmente positivo. Ed in futuro il razzo Electron sarà pure riutilizzabile.

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Il decollo del razzo Electron, dalla rampa LC-1 di Mahia, per la settima missione del 2020. Il decollo del razzo Electron, dalla rampa LC-1 di Mahia, per la settima missione del 2020. Credit: Rocket Lab

Il settimo e ultimo lancio dell'anno di Rocket Lab, con la missione chiamata ‘The Owl’s Night Begins’ ("Inizia la notte del gufo"), ha portato in orbita un piccolo satellite per l'osservazione radar terrestre di Synspective, una startup giapponese che pianifica l'invio di una flotta di 30 o più veicoli spaziali, che forniranno immagini diurne e notturne delle città di tutto il mondo. Lo stadio finale del razzo Electron, alimentato a propellente liquido, ha rilasciato il satellite dimostrativo StriX-α di Synspective in un'orbita polare sincrona di circa 500 chilometri di quota, circa un'ora dopo il decollo; lo ha dichiarato la Rocket Lab. Il razzo Electron, alto 18 metri, è decollato dal complesso di lancio n.1 sulla penisola di Mahia, situata nell'isola settentrionale della Nuova Zelanda, alle 5:09 23:09 ora locale (le 11:09 italiane) del 15 dicembre.

Un webcast video in diretta da Rocket Lab ha mostrato l'Electron volare nel cielo notturno, in direzione sud da Mahia, su una traiettoria verso l'orbita programmata della missione. I nove motori Rutherford, che bruciano kerosene ed ossigeno liquido, hanno accelerato il lanciatore Electron nell'atmosfera superiore con una spinta di oltre 23 tonnellate. Il primo stadio si è spento e separato a circa due minuti e mezzo di volo, lasciando il posto al motore del secondo stadio dell'Electron che ha spinto il razzo in un'orbita di parcheggio preliminare. La navicella spaziale StriX-α (StriX-Alpha) di Synspective, del peso di circa 150 chilogrammi, era stata montata, per il lancio di martedì, all'interno di un'ogiva del carico utile personalizzata. La carenatura espansa, con quattro tacche per adattarsi alla navicella spaziale StriX-α a forma di cubo, è stato il primo utilizzo delle opzioni di carenatura più grandi dell'azienda, recentemente introdotte insieme a molti altri miglioramenti nelle prestazioni del veicolo.

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Il momento dell'incapsulamento del satellite StriX-α nell'ogiva del razzo Electron. Credit: Rocket Lab

Gli aggiornamenti includono progressi nella tecnologia delle batterie, che consentono al razzo Electron di trasportare carichi utili più pesanti in orbita. Con questi miglioramenti, il razzo Electron può trasportare ora fino a 300 chilogrammi in missioni su orbite a bassa quota, o 200 chilogrammi su un'orbita sincrona solare alta 500 km, una destinazione preferita da molti satelliti di osservazione terrestre. Questo rappresenta un aumento del 33% circa nella capacità di sollevamento del carico utile di Electron. I miglioramenti aiutano a compensare l'effetto dell'aggiunta di paracadute e attrezzature di recupero al primo stadio di Electron. Il satellite StriX-α è il primo satellite radar ad apertura sintetica di Synspective. L'azienda con sede a Tokyo, è stata fondata nel 2018 e ha sviluppato la sua tecnologia satellitare con l'aiuto del governo giapponese. Synspective afferma che la sua flotta, con un numero prestisto di 30 satelliti per imaging radar, sarà principalmente utilizzata commercialmente per il rilevamento di città e infrastrutture urbane. La società afferma di aver raccolto, sin dalla sua fondazione, quasi tre anni fa, 100 milioni di dollari da investitori giapponesi. StriX-α, un dimostratore, è circa un decimo delle dimensioni di un grande satellite di imaging radar convenzionale. La sua antenna dispiegabile, che era tenuta ripiegata per il lancio, misura circa 5 metri di lunghezza. "Le funzioni del veicolo spaziale, tra cui vi è sia l'osservazione che l'acquisizione dei dati, saranno verificate nei prossimi mesi," ha dichiarato la Synspective dopo il lancio di martedì. Synspective è una delle numerose società che pianificano di costruire costellazioni di satelliti radar per l'osservazione della Terra. ICEYE della Finlandia e Capella Space, con sede in California, hanno già lanciato numerosi piccoli satelliti con sofisticati strumenti radar. I satelliti con strumenti radar ad apertura sintetica possono visualizzare la superficie terrestre sia di giorno che di notte. Questi strumenti radar possono anche guardare attraverso nuvole e tempeste, che bloccano invece la vista alle telecamere ottiche. La costellazione StriX avrà una risoluzione al suolo da 1 a 3 metri, secondo quanto dichiarato da Synspective. Un secondo satellite StriX, chiamato StriX-β (StriX-Beta), verrà lanciato nel 2021. "Entro il 2022, Synspective lancerà quattro satelliti commerciali, con l'obiettivo di costruire e gestire un sistema che consenta l'osservazione del suolo ad alta frequenza e ad ampia area fino ad arrivare ad una costellazione finale composta di 30 satelliti,", ha affermato la società in una nota.

"Congratulazioni al team di Synspective per il successo del dispiegamento del loro primo satellite,", ha affermato Peter Beck, fondatore ed Amministratore Delegato di Rocket Lab. "Siamo orgogliosi di poter continuare a fornire opportunità di lancio dedicate per piccoli clienti satellitari come Synspective. Electron fornisce un accesso veramente personalizzato allo spazio, consentendo ai nostri clienti di scegliere esattamente quando lanciare in base ai loro parametri di missione specifici."

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In questa illustrazione artistica il satellite StriX-α in orbita. Credit: Synspective

"Grazie agli sforzi e al duro lavoro dei team Rocket Lab e Synspective, siamo stati in grado di ottenere un lancio di successo come previsto, nonostante il difficile contesto di COVID-19,", ha affermato Motoyuki Arai, fondatore ed Amministratore Delegato di Synspective. “Con il lancio di StriX-α, Synspective sarà in grado di dimostrare le sue capacità satellitari e la tecnologia di elaborazione dei dati. Questo è il primo passo verso la nostra costellazione di 30 satelliti e, insieme allo sviluppo delle nostre soluzioni, inizierà un'espansione aziendale su vasta scala," ha proseguito Arai in una nota.

Rocket Lab non ha tentato martedì di recuperare il primo stadio di Electron, dopo il primo recupero riuscito da parte dell'azienda di un booster in un lancio precedente il mese scorso. Rocket Lab mira a catturare i booster, che scendono appesi ai paracadute, tramite un elicottero, per poi essere ricondizionati e riutilizzati. La Rocket Lab prevede di riprendere il recupero del primo stadio con il prossimo lancio di Electron, fissato all'inizio del 2021. Il lancio di martedì ha segnato il 17esimo volo del lanciatore Electron di Rocket Lab, che ha iniziato le missioni spaziali nel 2017, e la settima e ultima missione della compagnia per il 2020, battendo il proprio record di sei missioni del 2019. Su 17 lanci complessivi della Rocket Lab vi sono stati però due fallimenti, il primo nel volo di debutto tenutosi nel 2017 e nel lancio del 4 luglio 2020. In quella missione; ‘Pics Or It Didn’t Happen’ ("Foto o non è successo"), a causa di un guasto elettrico al secondo stadio, vennero persi sette piccoli satelliti. Fra questi vi erano un satellite della Canon Electronics, così come quelli della Planet e della In-Space Missions. Dopo un rapida inchiesta la Rocket Lab fu in grado di identificare e risolvere il problema rapidamente. Tanto che il lancio successivo: 'I Can't Believe It's Not Optical' (Non posso credere che non sia ottico) si tenne il 31 agosto, ad appena un mese e mezzo dall'incidente del volo n.13. La Rocket Lab afferma che i suoi piani per il 2021 includono ancora più voli, con la prima missione della compagnia da un nuovo sito di lancio, realizzato a Wallops Island, in Virginia, un maggior numero di tentativi di recupero del primo stadio e il lancio di un piccolo satellite della NASA sulla Luna.

 

Fonti:
SpaceflightNow - https://spaceflightnow.com/2020/12/15/rocket-lab-closes-out-year-with-launch-of-synspectives-first-radar-satellite/
RocketLab - https://www.rocketlabusa.com/missions/completed-missions/the-owls-night-begins-2/

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Letto: 91 volta/e Ultima modifica Domenica, 20 Dicembre 2020 06:13
Massimo Martini

Sono appassionato di astronomia e di astronautica fin da quella notte del luglio 1969 quando, a poco più di sei anni, vidi i primi uomini mettere piede sulla Luna. La passione è cresciuta con gli anni e, sebbene non si sia trasformata in attività lavorativa, sono diventato un grande appassionato. Nel 1992, in pieno viaggio di Nozze, sono riuscito a trascinare persino la mia dolce metà al Kennedy Space Center per vedere il lancio del primo italiano nello spazio. Dal 2000 al 2017 ho realizzato e curato il sito astronautica.us che è stato sempre aggiornato ed il più possibile affidabile nelle informazioni. Purtroppo, per motivi personali sono stato costretto a chiudere il sito nel luglio 2017.
Sono stato, assieme a mia moglie, uno dei responsabili delle prime tre edizioni della convention 'AstronautiCON', che hanno visto anche la presenza di illustri ospiti nel campo astronautico. Al momento collaboro saltuariamente con la rivista del settore 'Spazio Magazine', attivamente con il sito aliveuniverse.today ed ho una rubrica fissa astronomica sul magazine locale 'Quello che c'è'.

www.astronautica.us | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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