Scritto: Venerdì, 08 Ottobre 2021 04:43 Ultima modifica: Venerdì, 08 Ottobre 2021 05:18

I campioni lunari di Chang'e-5 hanno 1,97 miliardi di anni


A determinarlo un team internazionale di scienziati. La sonda cinese ha riportato sulla Terra i primi campioni della Luna dopo oltre 40 anni.

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Immagine al microscopio elettronico del frammento basaltico B001. Immagine al microscopio elettronico del frammento basaltico B001. Crediti: Beijing SHRIMP Center, Institute of Geology, CAGS

Dopo le analisi sulla tipologia basaltica, la determinazione dell'età è tra i primi risultati scientifici pubblicati sulle rocce lunari della missione Chang'e-5 che aveva l'obiettivo di raccogliere e restituire sulla Terra materiale da alcune delle superfici vulcaniche più giovani sulla Luna, che non erano mai state campionate nell'era Apollo. Il prezioso carico di 1.731 chilogrammi era stato consegnato il 16 dicembre 2019 nella Mongolia centrale. I campioni comprendevano materiale prelevato tramite scoop e materiale da perforazione.

"Naturalmente, 'giovane' è relativo", ha detto Brad Jolliff, professore di scienze della Terra e planetarie alla Washington University di St. Louis, co-autore dell'analisi condotta dall'Accademia Cinese delle Scienza Geologiche, pubblicata sulla rivista Science.  "Tutte le rocce vulcaniche raccolte da Apollo erano più vecchie di 3 miliardi di anni. E tutti i giovani crateri da impatto la cui età è stata determinata dall'analisi dei campioni sono più giovani di 1 miliardo di anni. Quindi i campioni Chang'e-5 riempiono un divario critico". Questo divario è importante non solo per studiare la luna, ma anche per studiare altri pianeti rocciosi nel Sistema Solare.

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Estrazione del campione Chang'e 5.
Crediti: Chinese National Space Agency’s (CNSA) Lunar Exploration and Space Engineering Center

La datazione assoluta conferma la conta dei crateri

La Luna ha quasi 4,5 miliardi di anni come la Terra ma, a differenza del nostro pianeta non è modellata da processi erosivi e da movimenti tettonici, che tendono a cancellare i crateri nel corso degli anni. Questi, quindi, possono essere utilizzati come metodo di datazione (più una zona ha crateri, più è vecchia). La conferma che queste rocce hanno solo circa 2 miliardi di anni permetterà di calibrare meglio il metodo di datazione.

"I campioni dell'Apollo ci hanno fornito una serie di superfici che siamo stati in grado di datare e correlare con le densità dei crateri", ha spiegato Jolliff. "Questa cronologia dei crateri è stata estesa ad altri pianeti, ad esempio Mercurio e Marte, per dire che le superfici con una certa densità di crateri hanno una certa età".

"In questo studio, abbiamo ottenuto un'età molto precisa intorno ai 2 miliardi di anni, più o meno 50 milioni di anni", ha detto Jolliff. "È un risultato fenomenale. In termini di tempo planetario, è una determinazione molto precisa. E questo è abbastanza buono per distinguere tra le diverse formulazioni della cronologia".

change 5 samples revea 4Campione di suolo lunare CE5CO400 assegnato al centro SHRIMP di Pechino per lo studio.
Crediti: Beijing SHRIMP Center, Institute of Geology, CAGS

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Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore e l'image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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