Scritto: Giovedì, 03 Gennaio 2013 06:49 Ultima modifica: Sabato, 27 Dicembre 2014 21:15

Geyser giganti eruttano dalla Via Lattea


Scoperte enormi fontane magnetizzate di raggi gamma che eruttano gas dal centro della nostra Galassia.
La quantità di energia magnetica contenuta in questi geyser è pari a un milione di volte l'energia liberata dall'esplosione di una supernova, ha spiegato Ettore Carretti, astrofisico presso il Commonwealth Scientific and Industrial Research Organization (CSIRO) in Australia, che ha guidato il team di ricerca.

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Via Lattea geyser

Credit: Optical image - A. Mellinger, U.Central Michigan; radio image - E. Carretti, CSIRO; radio data
S-PASS team; composition - E. Bresser, CSIRO

Scoperte enormi fontane magnetizzate di raggi gamma che eruttano gas dal centro della nostra Galassia.
La quantità di energia magnetica contenuta in questi geyser è pari a un milione di volte l'energia liberata dall'esplosione di una supernova, ha spiegato Ettore Carretti, astrofisico presso il Commonwealth Scientific and Industrial Research Organization (CSIRO) in Australia, che ha guidato il team di ricerca.

Questi flussi di particelle cariche sono stati individuati grazie alle osservazioni ottenute utilizzando il Parkes Radio Telescope di 64 metri, in Australia.

Studi precedenti, effettuati con il satellite Fermi della NASA, avevano rilevato alcune regioni chiamate ""Fermi bubbles" ("Bolle di Fermi") con forti emissioni di raggi gamma (i raggi gamma sono la forma più energetica della luce).

I geyser ora individuati, chiamati in gergo outflow, sembrano trovarsi proprio in corrispondenza delle "Fermi bubbles" e si estendono per circa 50.000 anni luce, ovvero per circa la metà dell'intero diametro della Via Lattea, con gas che si propagano ad una velocità di circa 3.600.000 km/h.

Visti dalla Terra i flussi coprono circa i due terzi del cielo da un orizzonte all'altro.
"Oltre al disco galattico queste sono le più grandi strutture scoperte nella nostra Galassia", ha affermato Carretti.

Questi flussi hanno circa 100 milioni di anni e apparentemente eruttano per lo più da supernove all'interno di una zona di 650 anni luce vicino al buco nero al centro della Via Lattea.

Contengono ciascuno una grande quantità di energia magnetica e questo è il motivo per cui emettono raggi gamma.

"Il gas emesso da esplosioni di supernove è magnetizzato. Inoltre, tutta l'area del centro galattico, possiede un forte campo magnetico e le particelle cariche degli outflow possono intrappolare il campo magnetico di dove sono immerse", ha spiegato Carretti.

"Questi risultati ci dicono che c'è il trasporto di una grande quantità di energia e di campi magnetici dal centro galattico alla periferia della Galassia", ha aggiunto. "Si tratta di una interazione che non conoscevamo".

"L'alone galattico doveva essere un posto tranquillo mentre ora sappiamo che è continuamente alimentato da grandi quantità di energia".

I flussi hanno creste più dense, dalla forma di cavatappi (la materia che arriva dal centro della galassia si muove in spirali), di circa 13.000 - 16.000 anni luce di larghezza e 1.000 anni luce di lunghezza
"Sono fatte di particelle cariche relativistiche - particelle ad alta energia che si muovono quasi alla velocità della luce", ha detto Carretti.

Una di queste creste, soprannominata sperone del Centro Galattico, nasce apparentemente da un super-ammasso stellare in orbita al centro della Via Lattea, ossia da un super-cluster che contiene un gran numero di giovani stelle massicce.

La scoperta potrebbe aiutare a spiegare i misteri che circondano il campo magnetico della nostra Galassia.
"Come si genera il campo magnetico galattico e cosa lo sostiene è ancora un mistero e il nostro risultato può essere cruciale per risolverlo", ha detto Carretti.

Concludendo Carretti ci rassicura che, per quanto siano mostruosi, gli outflow non sono pericolosi per noi perchè non vengono emessi verso la Terra ma si propagano perpendicolarmente al piano della Galassia.

In futuro, i ricercatori vorrebbero approfondire le origini dei flussi e delle loro creste e indagare sulle connessioni tra i loro campi magnetici e quelli della Via Lattea.

Lo studio sarà pubblicato oggi 3 gennaio 2013 sulla rivista Nature.

Letto: 2174 volta/e Ultima modifica Sabato, 27 Dicembre 2014 21:15
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