Scritto: Lunedì, 18 Marzo 2013 05:38 Ultima modifica: Lunedì, 01 Aprile 2013 21:25

NASA Cassini: ultimo flyby su Rhea


Il 9 marzo la sonda della NASA Cassini ha scattato le ultime foto ravvicinate alla grande e gelida luna di Saturno, Rhea, butterata e modellata da urti violenti.

Il flyby di sabato scorso è stato l'ultimo previsto intorno alla superficie di Rhea fino al 2017, quando la missione terminerà con una caduta controllata della sonda nell'atmosfera di Saturno.

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RHEA - N00203938 - 41 - 42 red grn bl filters  (emphasized colors)

RHEA - N00203938 - 41 - 42 red grn bl filters  (emphasized colors)
"Courtesy NASA/JPL-California Institute of Tecnology" processing 2di7 & titanio44

Il 9 marzo la sonda della NASA Cassini ha scattato le ultime foto ravvicinate della grande e gelida luna di Saturno, Rhea, butterata e modellata da urti violenti.

La sonda è passata a circa 997 chilometri dalla sua superficie:

"Prendete un buon, lungo e lussurioso sguardo di questi luoghi di un altro mondo, in quanto questo sarà l'ultimo close-up che vedrete di questa luna particolare", ha spiegato Carolyn Porco del Space Science Institute di Boulder, Colorado.

Il flyby di sabato scorso è stato l'ultimo previsto intorno alla superficie di Rhea fino al 2017, quando la missione terminerà con una caduta controllata della sonda Cassini nell'atmosfera di Saturno.

"La missione su Saturno è in corso da quasi 9 anni e si prevede di continuare per altri 4", continua Porcu. "Sono previsti altri flyby mirati sulle lune Dione, nel mese di giugno e agosto 2015 e Enceladus, ad ottobre e dicembre 2015; questo è tutto ciò che rimane sulla lista per l'esplorazione dettagliata delle lune di Saturno di medie dimensioni".

L'ultimo sorvolo è stato progettato principalmente per studiare il campo gravitazionale di Rhea ma la sonda Cassini è riuscita a scattare anche una dozzina di immagini.

La foto in apertura è stata ottenuta con i filtri nelle lunghezze d'onda del visibile, rosso, verde e blu, quando la sonda Cassini era in allontanamento, da una distanza superiore ai 280.000 chilometri.
I colori sono stati enfatizzati e così una luna apparentemente grigia, rivela un colore rosato.

A tal proposito, ricordiamo le due spettacolari riprese del flyby del 29 marzo 2012, quando la Cassini aveva catturato due vere e proprie cartoline di Rhea tra gli anelli di Saturno: la prima ripresa con la Narrow Camera ad una distanza approssimativa di 419.960 chilometri, la seconda ripresa con la Wide Camera ad una distanza approssimativa di 409.053 chilometri. Eccole in natural color:

RHEA N00185447-61-62

RHEA N00185447-61-62
"Courtesy NASA/JPL-California Institute of Tecnology" processing 2di7 & titanio44

RHEA W00073308-10

RHEA W00073308-10
"Courtesy NASA/JPL-California Institute of Tecnology" processing 2di7 & titanio44

Nella foto che segue, invece, sono stati assemblati i filtri infrarosso, verde ed ultravioletto:

RHEA N00203935 - 38 - 39 uv grn ir filters (emphasized colors)

RHEA N00203935 - 38 - 39 uv grn ir filters (emphasized colors)
"Courtesy NASA/JPL-California Institute of Tecnology" processing 2di7 & titanio44

Cassini ha ripreso anche degli scatti molto ravvicinati e gli scienziati stanno ancora cercando di capire alcune caratteristiche curiose, come ad esempio la cicatrice curva all'interno del cratere, visibile nella terza immagine in alto a destra del seguente mosaico.

RHEA N00203882 - 89

RHEA N00203882 - 89
"Courtesy NASA/JPL-California Institute of Tecnology" processing 2di7 & titanio44

La frattura curva sembra relativamente recente, passando sopra a piccoli crateri già esistenti.

Rhea è la seconda luna più grande di Saturno con un diametro di 1.528 chilometri, dopo Titano con i suoi 5.150 chilometri di diametro.
E' stata scoperta nel 1672 dal matematico ed astronomo Giovanni Domenico Cassini, che ha dato il nome a questa missione della NASA.

Nel 2010 i ricercatori rilevarono che la luna ha una sottile atmosfera di ossigeno ed anidride carbonica: l'ossigeno probabilmente arriva dall'iterazione del ghiaccio con le particelle cariche provenienti da Saturno ma l'origine del biossido di carbonio rimane ancora un mistero.

Letto: 2095 volta/e Ultima modifica Lunedì, 01 Aprile 2013 21:25
Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore ed image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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