Scritto: Giovedì, 06 Novembre 2014 20:44 Ultima modifica: Domenica, 10 Maggio 2015 06:39

ALMA svela la genesi dei pianeti


Durante una fase di test per verificare le nuove capacità ad alta risoluzione, ALMA (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array) ha catturato la migliore foto ottenuta finora di un sistema proto-planetario.

Questa incredibile e sorprendente immagine mostra dettagliatamente il disco di polveri che circonda HL Tau, una stella simile al Sole che si trova a circa 450 anni luce dalla Terra nella costellazione del Toro.

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In luce visibile, HL Tauri è nascosta dentro a un guscio massiccio di polvere e gas ma ALMA è in grado di osservare a lunghezze d'onda molto maggiori che permettono di penetrare la nube e studiarne l'interno.

ALMA, così, ha scoperto caratteristiche mai osservate prima: una serie di brillanti anelli concentrici separati da discontinuità, suggerisce che è in corso un processo di formazione planetaria ben avviato, per l'età del sistema. Ciò indica che i pianeti si stanno formano più velocemente del previsto.

"Queste caratteristiche derivano quasi sicuramente dalla presenza di giovani corpi planetari che si stanno formando nel disco. Ciò è sorprendente perché non ci si aspettava che queste stelle giovani avessero un grande numero di corpi planetari in grado di produrre le strutture che vediamo in questa immagine", commenta Stuartt Corder, Vice-Direttore di ALMA.

"Quando abbiamo visto per la prima volta questa fotografia siamo rimasti sconcertati dal livello eccezionale del dettaglio. HL Tauri non ha più di un milione d'anni, eppure il disco appare pieno di pianeti in formazione. Questa immagine da sola rivoluzionerà le teorie di formazione dei pianeti", spiega Catherine Vlahakis, Vice responsabile scientifico del progetto di ALMA e Responsabile Scientifico per la Campagna ALMA Long Baseline.

Le strutture sono viste, in questo scatto, ad una risoluzione angolare di 35 milliarcosecondi, che equivale ad un euro visto da più di 135 chilometri, superiore a quella ottenuta da Hubble.
Le nuove capacità di ALMA sono state raggiunte distanziando le antenne fino a 15 chilometri di distanza.

Tutte le stelle nascono da nubi di gas e polveri sottili che, in regioni collassate sotto l'effetto della gravità, formano nuclei densi e caldi che a un certo punto si accendono per diventare giovani stelle. Queste, a loro volta, sono inizialmente avvolte dal rimanente mix di gas e polvere, che prima o poi si adagia in un disco, noto come disco proto-planetario. A causa delle molte collisioni, le particelle di polvere si attaccano l'una all'altra, crescendo in grumi fino alle dimensioni di granelli di sabbia o sassolini. In ultima analisi, si possono formare nel disco asteroidi, comete e anche pianeti. I giovani pianeti lacerano il disco e creano anelli, lacune e buchi (gap) come quelli visti nelle strutture osservate ora da ALMA.

Immagine come questa, fino ad oggi erano state ottenute solo con modelli computerizzati o rappresentazioni artistiche.

Riferimenti:
https://public.nrao.edu/news/pressreleases/planet-formation-alma

Letto: 2205 volta/e Ultima modifica Domenica, 10 Maggio 2015 06:39
Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore ed image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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