Scritto: Martedì, 04 Giugno 2013 20:02 Ultima modifica: Sabato, 27 Dicembre 2014 21:15

Un ritratto ad alta definizione delle Nubi di Magellano, by NASA Swift


Gli astronomi della NASA e della Pennsylvania State University hanno usato satellite della NASA Swift per creare un mosaico in ultravioletto ad alta definizione della Grande e Piccola Nube di Magellano, le due principali galassie più vicine, considerate satelliti della Via Lattea.

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Grande Nube Magellano

Credit: NASA/Swift/S. Immler (Goddard) and M. Siegel (Penn State)

Gli astronomi della NASA e della Pennsylvania State University hanno usato satellite della NASA Swift per creare un mosaico in ultravioletto ad alta definizione della Grande e Piccola Nube di Magellano, le due principali galassie più vicine, considerate satelliti della Via Lattea.

"Abbiamo preso migliaia di immagini e le abbiamo assemblate in un unico ritratto del corpo principale di ciascuna Galassia, ottenendo una vista ad alta definizione delle Nubi di Magellano nella lunghezza d'onda dell'ultravioletto", ha spiegato Stefan Immler del NASA Goddard Space Flight Center di Greenbelt, nel Maryland.

Immler ha presentato il mosaico da 160 megapixel della Grande Nube di Magellano (LMC) e il mosaico da 57 megapixel della Piccola Nube di Magellano (SMC) al 222° incontro dell'American Astronomical Society ad Indianapolis, lunedì scorso.

Piccola Nube Magellano

Credit: NASA/Swift/S. Immler (Goddard) and M. Siegel (Penn State)

Le nuove immagini rivelano circa 1 milione di sorgenti ultraviolette nella LMC e circa 250.000 nella SMC.

Le immagini includono la luce da da 1.600 a 3.300 angstrom, che è una parte dello spettro UV generalmente bloccata dall'atmosfera terrestre.

"Prima di queste immagini, ci sono state relativamente poche osservazioni in UV di queste galassie e nessuna ad alta risoluzione", sottolinea Michael Siegel,, scienziato di punta dello Swift.

La LMC e SMC si trovano a circa 163.000 e 200.000 anni luce di distanza, rispettivamente.
La LMC è circa un decimo delle dimensioni della Via Lattea e contiene solo l'1 per cento della massa della nostra Galassia. La SMC è metà in dimensioni della LMC e contiene circa due terzi della sua massa.

Nonostante le loro dimensioni modeste, le due Galassie sono importanti nei nostri cieli perché così vicine.

Entrambe si estendono ben oltre del campo visuale dell'UVOT, il telescopio ultravioletto/ottico a bordo dello Swift: quindi, sono state necessarie migliaia di immagini per coprirle entrambe, in tre colori ultravioletti, centrati sulle lunghezza d'onda di 1.928 angstrom, 2.246 angstrom e 2.600 angstrom.

Le osservazioni in ultravioletto permettono agli astronomi di sopprimere la luce di stelle normali come il sole, che non sono molto brillanti a tali lunghezze d'onda, per fornire un quadro più chiaro delle stelle più calde e delle regioni di formazione stellare.

Per produrre il mosaico della LMC da 160 megapixel, UVOT ha acquisito 2.200 istantanee per una esposizione cumulativa di 5,4 giorni. L'immagine da 57 megapixel della SMC, invece, comprende 656 immagini singole con un'esposizione totale di 1,8 giorni.

Entrambe le immagini hanno una risoluzione angolare di 2,5 secondi d'arco.

La Grande e Piccola Nube di Magellano sono facilmente visibili dall'emisfero meridionale come deboli patch incandescenti nel cielo notturno. Le galassie prendono il nome da Ferdinando Magellano, l'esploratore portoghese che nel 1519 fu il primo occidentale a segnalarle e catalogarle.

E' possibile scaricare foto e video ad alta definizione dal seguente link: svs.gsfc.nasa.gov/goto?11293

Letto: 4033 volta/e Ultima modifica Sabato, 27 Dicembre 2014 21:15
Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore ed image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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