Scritto: Martedì, 02 Marzo 2021 20:23 Ultima modifica: Mercoledì, 03 Marzo 2021 05:05

La Rocket Lab svilupperà Neutron, un razzo vettore medio


La Rocket Lab, famosa per il razzo leggero Electron, utilizzato per inviare in orbita piccoli satelliti, ha svelato un piano per un vettore riutilizzabile capace di inviare 8 tonnellate in orbita bassa terrestre.

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Nell'illustrazione le specifiche del nuovo razzo Neutron di Rocket Lab. Nell'illustrazione le specifiche del nuovo razzo Neutron di Rocket Lab. Credit: Rocket Lab

Rocket Lab ha svelato il 1° marzo i piani per il suo razzo Neutron, un avanzato veicolo di lancio di classe media con carico utile da 8 tonnellate, realizzato su misura per il dispiegamento di mega costellazioni, missioni interplanetarie e perfino voli spaziali umani. Neutron si baserà sulla comprovata esperienza di Rocket Lab nello sviluppo dell'affidabile veicolo di lancio Electron, il secondo razzo statunitense lanciato più frequentemente ogni anno dal 2019. Laddove Electron fornisce un accesso dedicato all'orbita per piccoli satelliti fino a 300 kg, Neutron trasformerà l'accesso allo spazio per le costellazioni di satelliti e fornirà una soluzione di lancio dedicata affidabile e ad alta velocità di volo per carichi utili commerciali e governativi più grandi. “La Rocket Lab ha risolto, con Electrion, i problemi dei lanci di piccoli satelliti. Ora sbloccheremo una nuova categoria con Neutron," ha affermato Peter Beck, fondatore ed Amministratore Delegato di Rocket Lab. "Abbiamo ascoltato i nostri clienti e il messaggio è chiaro: più grande non significa sempre migliore quando si tratta di implementazione di costellazioni. La costruzione efficiente delle mega costellazioni del futuro richiede il lancio di più satelliti in lotti su diversi piani orbitali. È un requisito che troppo spesso vede grandi veicoli di lancio volare con carichi utili ben al di sotto della loro piena capacità di sollevamento, il che è un modo incredibilmente costoso e inefficiente per costruire una costellazione di satelliti. La capacità di sollevamento di 8 tonnellate di Neutron lo renderà idealmente dimensionato per distribuire i satelliti in lotti su specifici piani orbitali, creando un approccio più mirato e semplificato alla costruzione di mega costellazioni". Neutron fornirà anche un servizio dedicato in orbita per carichi utili civili, di difesa e commerciali più grandi che richiedono un livello di controllo degli orari e una cadenza di volo elevata non disponibile su razzi di grandi dimensioni e carichi pesanti. Neutron sarà in grado di sollevare il 98% di tutti i satelliti previsti per il lancio entro il 2029 e sarà in grado di introdurre costi inferiori altamente dirompenti sfruttando il patrimonio, i siti di lancio e l'architettura di Electron. Il razzo di medio carico Neutron sarà un veicolo di lancio a due stadi alto 40 metri con un'ogiva protettiva di 4,5 metri di diametro e una capacità di sollevamento fino a 8.000 kg in orbita bassa terrestre, 2.000 kg verso la Luna e 1.500 kg verso Marte e Venere. Neutron presenterà un primo stadio riutilizzabile progettato per atterrare in modo propulsivo su una piattaforma oceanica, consentendo un'elevata cadenza di lancio e costi ridotti per i clienti. Inizialmente progettato per carichi utili satellitari, Neutron sarà anche in grado di rifornire la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) ed eseguire missioni di volo spaziale umano.

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Nell'immagine, tratta dal video di presentazione di Neutron, Peter Beck si accinge a mangiarsi un cappello. Credit: Rocket Lab

I lanci di Neutron avranno luogo dallo spazioporto regionale del Mid-Atlantic della Virginia, situato presso la struttura di volo Wallops della NASA. Sfruttando la piattaforma di lancio esistente e l'infrastruttura di integrazione per Electron presso lo spazioporto regionale del Mid-Atlantic, Rocket Lab elimina la necessità di costruire una nuova piattaforma, accelerando la tempistica per il primo lancio, previsto attualmente nel 2024. La Rocket Lab sta valutando le sedi in tutta l'America per stabilire una nuova fabbrica all'avanguardia per supportare la produzione di Neutron su larga scala, aggiungendo centinaia di posti di lavoro al team di Rocket Lab. Per poter fare questo importante passo la Rocket Lab ha deciso di fondersi con Vector Acquisition Corporation, una SPAC (ovvero una special-purpose acquisition company) costituita lo scorso anno dal fondo di venture capital Vector Capital. L'accordo dovrebbe concludersi nel secondo trimestre, con la Rocket Lab che entrerà sulla borsa del Nasdaq con il simbolo RKLB. La fusione fornirà a Rocket Lab fino a 320 milioni di dollari dall'account di Vector Acquisition. Inoltre, un round di investimento privato simultaneo in public equity (PIPE), guidato da Vector Capital, BlackRock e Neuberger Berman, fornirà altri 470 milioni di dollari. La fusione permetterà di valutare la Rocket Lab in borsa per 4,1 miliardi di dollari. Nel video introduttivo a Neutron, Peter Beck, scherzosamente si mangia un cappello all'interno dell'ogiva di Neutron. Il motivo è dato dal fatto che, solo ad agosto 2020 Beck dichiarava che non vi era bisogno di razzi vettori più grandi di Electron. E questo è simile a quello che, sempre Beck nel corso di un'intervista di alcuni anni fa, aveva detto sul fatto che non vi era bisogno di rendere Electron riutilizzabile e, che se fosse tornato indietro su questa decisione si sarebbe mangiato il cappello. Ora si stanno facendo dei test per recuperare il primo stadio di Electron con un paracadute e Beck aveva dichiarato che avrebbe onorato la promessa. Ovviamente il riutilizzo di un vettore di maggiori dimensioni, come Neutron, rispetto ad Electron, non poteva seguire la stessa strada del recupero con il paracadute e quindi, gioco forza, la Rocket Lab va a mettersi in coda a tutte le altre compagnie che 'copiano' il sistema di SpaceX.

Letto: 129 volta/e Ultima modifica Mercoledì, 03 Marzo 2021 05:05

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Massimo Martini

Sono appassionato di astronomia e di astronautica fin da quella notte del luglio 1969 quando, a poco più di sei anni, vidi i primi uomini mettere piede sulla Luna. La passione è cresciuta con gli anni e, sebbene non si sia trasformata in attività lavorativa, sono diventato un grande appassionato. Nel 1992, in pieno viaggio di Nozze, sono riuscito a trascinare persino la mia dolce metà al Kennedy Space Center per vedere il lancio del primo italiano nello spazio. Dal 2000 al 2017 ho realizzato e curato il sito astronautica.us che è stato sempre aggiornato ed il più possibile affidabile nelle informazioni. Purtroppo, per motivi personali sono stato costretto a chiudere il sito nel luglio 2017.
Sono stato, assieme a mia moglie, uno dei responsabili delle prime tre edizioni della convention 'AstronautiCON', che hanno visto anche la presenza di illustri ospiti nel campo astronautico. Al momento collaboro saltuariamente con la rivista del settore 'Spazio Magazine', attivamente con il sito aliveuniverse.today ed ho una rubrica fissa astronomica sul magazine locale 'Quello che c'è'.

www.astronautica.us | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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