Scritto: Venerdì, 10 Giugno 2022 01:48 Ultima modifica: Lunedì, 13 Giugno 2022 12:53

Nilesat 301, stavolta il Falcon 9 punta in alto


Mantenendo la media di un lancio orbitale a settimana, la SpaceX ha portato in orbita il più moderno satellite per le telecomunicazioni dell'Egitto. Il 'solito' Falcon 9 ha piazzato il satellite in orbita di trasferimento geostazionario con uno spettacolare lancio da Cape Canaveral.

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Nell'immagine, tratta dal webcast, il Falcon 9 mentre sale verso l'orbita lasciandosi alle spalle la nubi sopra la costa della Florida.
Nell'immagine, tratta dal webcast, il Falcon 9 mentre sale verso l'orbita lasciandosi alle spalle la nubi sopra la costa della Florida.
Credito: SpaceX

 La SpaceX ha lanciato, mercoledì 8 giugno 2022, un satellite egiziano per telecomunicazioni verso un'orbita geostazionaria. Si è trattato del primo lancio commerciale di un satellite geostazionario quest'anno, un altro segno di uno spostamento del mercato verso satelliti per comunicazioni più piccoli e su orbita a quote inferiori. Con il lancio di mercoledì, il satellite Nilesat 301 ha iniziato una missione prevista di 15 anni per fornire servizi di trasmissione televisiva Ultra HD e connettività Internet in Egitto e su altre parti dell'Africa e del Medio Oriente.

 Il razzo Falcon 9 è decollato alle 17:04 locali (le 23:04 UTC) di mercoledì dalla rampa SLC-40 della Cape Canaveral Space Force Station in Florida, iniziando una missione della durata di 33 minuti per posizionare il veicolo spaziale Nilesat 301, di circa 4,1 tonnellate, su un'orbita di trasferimento allungata di quasi 45.000 chilometri sopra la Terra. Secondo i dati di tracciamento delle forze armate statunitensi il Falcon 9 ha portato Nilesat 301 su un'orbita inclinata di circa 18,6 gradi rispetto all'equatore.

 Di proprietà dell'operatore egiziano Nilesat, in gran parte controllato dal governo egiziano, il nuovo satellite è destinato a una posizione operativa in un'orbita geostazionaria circolare, o GEO, a quasi 36.000 chilometri sopra l'equatore a 7 gradi di longitudine ovest, dove fornirà servizi di trasmissione TV e Internet. Il veicolo spaziale utilizzerà il proprio sistema di propulsione per le manovre finali che gli permetteranno di raggiungere la sua orbita operativa. Il lancio di mercoledì è stato il 23esimo lancio di un Falcon 9 quest'anno, e il primo con un satellite diretto verso l'orbita geostazionaria, una zona abituale per le trasmissioni televisive ed i veicoli spaziali di trasmissione dati. Si è trattato anche del primo vero lancio commerciale su un'orbita di trasferimento geostazionaria in tutto il mondo quest'anno.

 Il mercato del lancio di satelliti geostazionari una volta era un'attività redditizia per i fornitori di servizi di lancio, inclusa SpaceX. Ma il mercato dei satelliti si è spostato su veicoli spaziali più piccoli, comprese le costellazioni che volano in orbita bassa terrestre, o LEO, per trasmettere segnali a banda larga ai consumatori. I satelliti geostazionari sono in genere di grandi dimensioni e trasportano una capacità di comunicazione maggiore rispetto a un singolo veicolo spaziale per telecomunicazioni LEO. In orbita geostazionaria, orbitano di pari passo con la rotazione terrestre, consente a un'antenna a terra di puntare nello stesso punto del cielo per un collegamento continuo con il satellite.

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Nell'immagine, tratta dal webcast, il Falcon 9 al decollo dalla rampa 40 di Cape Canaveral per la missione Nilesat 301. Credito: SpaceX

 La SpaceX gestisce la rete Starlink, la più grande flotta di satelliti del mondo, e altre società stanno sviluppando e implementando le proprie costellazioni in orbita bassa. "Avere un primo lancio commerciale di GEO a metà dell'anno è indicativo di un mercato GEO più morbido e della crescente domanda di missioni LEO," ha affermato Caleb Henry, analista senior del settore presso Quilty Analytics. Ma c'è dell'altro nella storia, ha aggiunto Henry.

 Nel 2018, gli operatori satellitari commerciali hanno ordinato ai produttori solo cinque grandi veicoli spaziali per comunicazioni geostazionarie tradizionali. Con la maggior parte dei grandi satelliti che richiedono alcuni anni per la costruzione e la preparazione al lancio, il basso numero di ordini di satelliti geostazionari nel 2018 si traduce ora in un anno lento per i lanci geostazionari, secondo Henry. Ci sono stati 11 ordini commerciali di satelliti geostazionari nel 2019, ma quel numero era ancora ben al di sotto della media del settore di 20 negli anni precedenti, ha affermato Henry. Ci sono altri due fattori che influiscono sul business dei satelliti geostazionari, ha proseguito Henry. La pandemia di COVID-19 ha rallentato la costruzione dei satelliti e ha messo in luce problemi nelle catene di approvvigionamento globali. E molti dei satelliti geostazionari che sono stati ordinati negli ultimi anni sono orientati verso missioni ad altissima emissione. Questi spesso richiedono la progettazione e lo sviluppo di nuove tecnologie e carichi utili ri-configurabili unici nel loro genere, con conseguenti tempi di costruzione più lunghi, ha affermato Henry.

 Alcuni dei nuovi satelliti ad altissima velocità progettati per l'orbita geostazionaria sono quindi ancora in fase di sviluppo.

 Costruito in Francia da Thales Alenia Space, Nilesat 301 sostituirà il veicolo spaziale Nilesat 201 lanciato nel 2010. "Le capacità del nuovo satellite includono anche la fornitura di servizi Internet a banda larga per coprire la Repubblica araba d'Egitto e aree remote per fornire servizi Internet per nuovi progetti, progetti infrastrutturali, nuove comunità urbane e giacimenti petroliferi nel Mediterraneo orientale, in particolare il giacimento di Zohr,” ha comunicato Nilesat sul suo sito web.

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Nell'illustrazione artistica il satellite Nilesat 301 in orbita. Credito: Thale Alenia Space

 Thales ha consegnato il Nilesat 301 a Cape Canaveral il mese scorso dopo un viaggio transatlantico in nave dalla Francia. Il lancio del Nilesat 301 è stato ritardato dalla fine di aprile dopo che il mezzo di trasporto previsto, un aereo cargo Antonov di proprietà russa, era diventato non più disponibile a seguito delle sanzioni imposte dai governi occidentali a causa dell'invasione russa dell'Ucraina. Nilesat 301 ospita payload di telecomunicazioni in banda Ku e banda Ka, inclusi 38 transponder, per trasmettere segnali ai clienti Nilesat. Nilesat 301 sostituirà ed amplierà la copertura fornita da Nilesat 201, raggiungendo nuovi clienti nell'Africa orientale e nell'Africa subsahariana. "Guardiamo al futuro con molte partnership strategiche tra i nostri paesi africani e per questo Nilesat ha costruito la sua visione verso la sua naturale espansione nell'Africa subsahariana con il nuovo satellite Nilesat 301," ha affermato Nilesat.

 Fondata nel 1996, Nilesat afferma che i suoi attuali satelliti raggiungono più di 56 milioni di famiglie con oltre 270 milioni di telespettatori in Nord Africa, Medio Oriente e regioni del Golfo. Il nuovo satellite Nilesat 301 è il quarto ad essere acquistato e lanciato per Nilesat, che affitta anche capacità su satelliti per comunicazioni di terze parti. Nilesat 301 opererà anche in tandem con il satellite TIBA 1 di proprietà diretta del governo egiziano. TIBA 1, lanciato nel 2019, fornisce servizi di trasmissione dati e banda larga civili e militari. "Siamo lieti di continuare a supportare Nilesat in questa crescita fornendo prodotti satellitari personalizzati con prestazioni eccezionali," ha affermato Hervé Derrey, CEO di Thales Alenia Space. “Questo risultato dimostra che la nostra offerta di telecomunicazioni risponde perfettamente alle esigenze del mercato delle telecomunicazioni e che siamo perfettamente in grado di fornire soluzioni su misura che soddisfano i requisiti specifici di ciascun operatore, per migliorare la connettività globale e ridurre il divario digitale”.

 Mentre lo stadio superiore del razzo Falcon 9 portava in orbita Nilesat 301, il primo stadio del Falcon 9 è tornato sulla Terra per il recupero dopo aver completato la sua accensione di due minuti e mezzo per sollevare il satellite da terra. Dopo la separazione dal secondo stadio, il booster ha attraversato lo spazio per alcuni minuti prima di tornare nell'atmosfera puntando a un atterraggio verticale assistito dai motori a razzo sulla nave drone di SpaceX nell'Atlantico, quasi nove minuti dopo il decollo.

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Nell'immagine, tratta dal webcast, il satellite Nilesat 301 appena rilasciato dal secondo stadio del Falcon 9. Credito: SpaceX

 Questo primo stadio del Falcon 9 - numero seriale B1062 - ha completato così il suo settimo volo con un atterraggio perfettamente al centro della chiatta drone galleggiante JRTI ('Just Read The Instruction') di SpaceX, posizionata a circa 680 chilometri a est di Cape Canaveral. Il booster aveva debuttato con il lancio di un satellite GPS militare statunitense il 5 novembre 2020 e da allora ha lanciato un altro carico utile GPS, le missioni di astronauti privati di Inspiration4 e Axiom's Ax-1 oltre a due missioni che hanno trasportato in orbita i satelliti Internet Starlink. Nel corso dei suoi sette voli, il booster ha ora trasportato in orbita 105 satelliti e otto persone.

 Il lancio di Nilesat 301 è stato il primo di un massimo di sei voli di razzi Falcon 9 previsti per giugno. Il prossimo in programma per SpaceX è il lancio di un satellite di osservazione radar militare tedesco dalla California il 18 giugno e due missioni da metà a fine giugno dalla Florida con un satellite di trasmissione dati Globalstar e più veicoli spaziali di trasmissione Internet Starlink. Con questo volo la SpaceX raggiunge i seguenti traguardi: 116esimo atterraggio verticale di un primo stadio, 99esimo di uno già utilizzato. In totale i Falcon 9 hanno compiuto 156 missioni. Si è trattato del 63esimo volo spaziale orbitale per il 2022, il 61esimo a concludersi con successo.

Letto: 200 volta/e Ultima modifica Lunedì, 13 Giugno 2022 12:53

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Massimo Martini

Sono appassionato di astronomia e di astronautica fin da quella notte del luglio 1969 quando, a poco più di sei anni, vidi i primi uomini mettere piede sulla Luna. La passione è cresciuta con gli anni e, sebbene non si sia trasformata in attività lavorativa, sono diventato un grande appassionato. Nel 1992, in pieno viaggio di Nozze, sono riuscito a trascinare persino la mia dolce metà al Kennedy Space Center per vedere il lancio del primo italiano nello spazio. Dal 2000 al 2017 ho realizzato e curato il sito astronautica.us che è stato sempre aggiornato ed il più possibile affidabile nelle informazioni. Purtroppo, per motivi personali sono stato costretto a chiudere il sito nel luglio 2017.
Sono stato, assieme a mia moglie, uno dei responsabili delle prime tre edizioni della convention 'AstronautiCON', che hanno visto anche la presenza di illustri ospiti nel campo astronautico. Al momento collaboro saltuariamente con la rivista del settore 'Spazio Magazine', attivamente con il sito aliveuniverse.today ed ho una rubrica fissa astronomica sul magazine locale 'Quello che c'è'.

www.astronautica.us | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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