Scritto: Domenica, 17 Maggio 2020 19:53 Ultima modifica: Lunedì, 18 Maggio 2020 05:40

Lanciata, per la sesta volta, la navetta automatica militare USA


E' decollata oggi da Cape Canaveral, in Florida, la navetta spaziale automatica X-37B, gestita dalle Forze Spaziali degli Stati Uniti. Al suo sesto volo, anche questa volta, ignota la missione.

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Nell'immagine il decollo del razzo Atlas 5 con la navetta X-37B chiusa all'interno dell'ogiva. Credit: ULA Nell'immagine il decollo del razzo Atlas 5 con la navetta X-37B chiusa all'interno dell'ogiva. Credit: ULA Credit: ULA

 Lo spazioplano X-37B della U.S. Space Force ha iniziato domenica la sua sesta missione (OTV-6. Orbital Test Vehicle) con il lancio a bordo di un razzo Atlas 5 (configurazione 501) della United Launch Alliance, dopo un primo rinvio sabato a causa del maltempo. L'Atlas e decollato dalla rampa 41 di Cape Canaveral alle 09:14 a.m. Locali (le 15:14 italiane) sotto la spinta dei due motori, di costruzione russa, RD-180 dello stadio principale, alimentati a kerosene ed ossigeno liquido.

 La configurazione 501 significa che il razzo non è dotato di booster a propellente solido di spinta e che invece dispone dell'ogiva più grande, del diametro di 5 metri. Dopo circa 18 secondi dopo aver lasciato la rampa il volo AV-081 ha iniziato ad inclinarsi e ruotare per assumere la traiettoria prevista. Appena dopo 60 secondi dal lancio il razzo superava brillantemente la zona di massima pressione aerodinamica, la cosiddetta 'Max-Q'. Dopo circa tre minuti e 40 secondi dal decollo, il razzo si trovava nello spazio e l'ogiva protettiva del carico utile veniva rilasciata, lasciando scoperto lo spazioplano. Dopo pochi secondi il primo stadio terminava il suo compito e veniva rilasciato, mentre si accendeva il motore RL10C-1, alimentato ad idrogeno ed ossigeno liquidi, del secondo. A questo punto la diretta video, fornita dal fornitore del razzo, la ULA, si interrompeva qui, su esplicita richiesta dell'USSF.

 Il motivo del blackout sulla fase finale del lancio è reso necessario data la natura classificata della missione, ma si presumono due accensioni del secondo stadio per piazzare l'X-37B nell'orbita prefissata.

X 37B 2020 1

Nell'immagine, lo spazioplano X-37B poco prima di essere racchiuso nell'ogiva di lancio. Credit:ULA

 Secondo quanto visto nelle precedenti missioni ed in base al volo fino al momento del blackout informativo, lo spazioplano dovrebbe essere stato inserito su un'orbita inclinata di 44° sull'equatore ed alta fra i 300 e 400 km. Dopo la separazione dall'X-37B, il secondo stadio ha eseguito una terza accensione per uscire dall'orbita e ricadere nell'atmosfera sopra l'Oceano Indiano, al largo dell'Australia.

 Questo lancio è stato il terzo per un razzo Atlas nel 2020, dopo aver inviato nello spazio la missione Solar Orbiter per la NASA a febbraio e compiuto la missione militare con il satellite AEHF-6 a marzo. Dopo il lancio di oggi la rampa 41 inizierà i preparativi per il prossimo lancio Atlas con l'attesissima missione NASA del rover Perseverance diretto verso Marte e fissata per metà luglio.

 L'Air Force dispone di due spazioplani X-37B, entrambi costruiti dalla divisione Phantom Works della Boeing. Il veicolo spaziale, alimentato da pannelli solari, misura circa 8,8 metri di lunghezza per 2,9 di larghezza con un'apertura alare di 4,6. Il veicolo dispone di un piccolo vano di carico delle dimensioni del bagagliaio di pick-up. L'X-37B viene lanciato verticalmente dalla sommità di un razzo, ma chiuso all'interno dell'ogiva protettiva, mentre atterra orizzontalmente su una pista convenzionale, proprio come faceva lo Space Shuttle.

 I due veicoli X-37B hanno volato alternativamente nelle precedenti cinque missioni del programma. Il modello che ha eseguito il primo volo, ha poi compiuto anche il terzo ed il quinto, mentre l'altro veicolo ha volato nel secondo, quarto e, probabilmente in questo sesto. La Space Force non ha rivelato ufficialmente quale dei due spazio-plani è andato in orbita nella missione OTV-6.

 L'OTV-1 venne lanciato nell'aprile 2010 e atterrò nel dicembre dello stesso anno, rimanendo in orbita 225 giorni. L'OTV-2 decollò nel marzo 2011 e orbitò attorno alla Terra per 469 giorni, venendo giù nel giugno 2012. OTV-3 venne lanciato nel dicembre 2012 e rimase su per la bellezza di 675 giorni, atterrando finalmente nell'ottobre del 2014. OTV-4 venne lanciato nel maggio 2015 e rientrò nel maggio 2017 (quasi due anni) mentre OTV-5, lanciato con un razzo Falcon 9 di SpaceX invece del solito Atlas 5, rimase nello spazio il tempo record di 25 mesi, dal settembre 2017 all'ottobre 2019. Come si vede quindi un incremento continuo della permanenza in orbita. Il rientro dovrebbe avvenire, come per OTV-4 e OTV-5, presso la pista del Kennedy Space Center, in Florida. Invece i primi tre voli erano rientrati a Vandenberg, in California.

 Poco dopo le 17 italiane, la ULA ha confermato che il lancio di oggi è stato il 139esimo successo consecutivo fin dalla sua fondazione, nel 2006. “Il successo di questa missione è il risultato della collaborazione con i nostri clienti mentre lavoravamo in condizioni di salute e sicurezza impegnative e in continua evoluzione", ha affermato Gary Wentz, vicepresidente dei programmi col governo e commerciali di ULA. “Siamo stati onorati di collaborare con la US Space Force per dedicare questa missione ai primi soccorritori, ai lavoratori in prima linea e alle persone colpite da COVID-19. È davvero un momento unico nella nostra storia e voglio ringraziare l'intero team per la loro continua dedizione e attenzione al successo della missione.

OTV 4 KSC

Nella foto l'X-37B presso il VAB del Kennedy Space Center. Credit: USAF

 Insieme a OTV-6, questa missione ha rilasciato FalconSat-8, un piccolo satellite sviluppato dalla U.S. Air Force Academy e sponsorizzato dall'Air Force Research Laboratory (AFRL) per condurre esperimenti in orbita. La missione ha anche condotto due esperimenti della NASA, tra cui una piastra di campionamento del materiale per determinare i risultati delle radiazioni e altri effetti dello spazio su vari materiali, e un esperimento che valuterà gli effetti dello spazio sui semi usati per coltivare il cibo. Un altro esperimento sponsorizzato dal Naval Research Laboratory esaminerà la capacità di trasformare l'energia solare in energia a microonde a radiofrequenza che potrebbe essere trasmessa a terra.

 Insomma, gli Stati Uniti proseguono la via dello spazioplano automatico quando anche l'Europa con lo Space Raider che dovrebbe debuttare nel 2022 e, forse la Cina, si avviano a varare programmi molto simili. Insomma, non tutti guardano ai razzi di SpaceX che tornano interi sulla Terra, ma vi sono anche tanti nipotini del glorioso Space Shuttle (e Buran) che stanno per arrivare.

 

Fonti:
ULA: https://tinyurl.com/y7xlhoha
SpaceflightNow: https://spaceflightnow.com/2020/05/14/atlas-5-av-081-mission-status-center/
NASASpaceflight: https://www.nasaspaceflight.com/2020/05/ula-atlas-v-launch-sixth-x-37b/

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Read 210 times Ultima modifica Lunedì, 18 Maggio 2020 05:40
Massimo Martini

Sono appassionato di astronomia e di astronautica fin da quella notte del luglio 1969 quando, a poco più di sei anni, vidi i primi uomini mettere piede sulla Luna. La passione è cresciuta con gli anni e, sebbene non si sia trasformata in attività lavorativa, sono diventato un grande appassionato. Nel 1992, in pieno viaggio di Nozze, sono riuscito a trascinare persino la mia dolce metà al Kennedy Space Center per vedere il lancio del primo italiano nello spazio. Dal 2000 al 2017 ho realizzato e curato il sito astronautica.us che è stato sempre aggiornato ed il più possibile affidabile nelle informazioni. Purtroppo, per motivi personali sono stato costretto a chiudere il sito nel luglio 2017.
Sono stato, assieme a mia moglie, uno dei responsabili delle prime tre edizioni della convention 'AstronautiCON', che hanno visto anche la presenza di illustri ospiti nel campo astronautico. Al momento collaboro saltuariamente con la rivista del settore 'Spazio Magazine', attivamente con il sito aliveuniverse.today ed ho una rubrica fissa astronomica sul magazine locale 'Quello che c'è'.

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