Il bello di questi autoritratti è che oltre alla versione ufficiale, in apertura, ne esistono molte altre in rete elaborate dagli appassionati di image processing, noi compresi, ognuna diversa dall'altra. C'è chi sceglie una proiezione rettangolare, chi circolare, chi bilancia il bianco e chi decide di lasciare le immagini in "natural color". Qualsiasi sia il risultato, tutti hanno richiesto tempo e molta pazienza: ogni selfie è composto da decine di frame che devono essere cuciti insieme, con notevoli differenze di illuminazione e colore che rendono più laboriosa la fusione.

Le immagini dell'ultimo sono state scattate dal MAHLI, la fotocamera posta sul braccio robotico di Curiosity, durante il sol 1126 (7 ottobre 2015).

Di seguito, le nostre due versioni (scaricabili in full size dalla nostra gallery).

Nuovo #selfie da Curiosity - sol 1126

Nuovo #selfie da Curiosity - sol 1126
Credit: NASA/JPL-Caltech - Processing: Credit: Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today

Nuovo #selfie da Curiosity (full edition) - sol 1126

Nuovo #selfie da Curiosity (full edition) - sol 1126
Credit: NASA/JPL-Caltech - Processing: Credit: Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today

Qui sotto, altre due belle composizioni elaborate da due grandi appassionati di immagini spaziali, Paul Hammond e Thomas Appéré.

Sol 1126 Advance build of the Rover Selfie

Sol 1126 Advance build of the Rover Selfie
Credit: NASA/JPL-Caltech/Paul Hammond

Curiosity at Big Sky - sol 1126

Curiosity at Big Sky - sol 1126
Credit: NASA/JPL-Caltech/Thomas Appéré