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Primo satellite astronomico per l'India

Dopo i recenti successi con missioni dirette verso la Luna e Marte, il 28 Settembre l'India ha lanciato Astrosat, un satellite astronomico multi-banda.

ASTROSAT è il primo osservatorio spaziale indiano; al contrario dei grandi telescopi spaziali lanciati negli ultimi anni soprattutto da NASA ed ESA, ciascuno dei quali era specializzato nell'esplorare una particolare regione dello spettro elettromagnetico (si pensi a Chandra, Hubble o Plank) questo satellite lavora in molte lunghezze d'onda diverse tra loro.  In effetti, una delle caratteristiche uniche di missione ASTROSAT è che consente alle osservazioni simultanee multi-lunghezza d'onda di vari oggetti astronomici con un singolo satellite. Più precisamente, ASTROSAT osserverà l'universo nelle regioni dei raggi X, dell'ultravioletto e del visibile.

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Preparazione del satellite - Astrosat / Indian Space Research Organization

 Gli obiettivi scientifici della missione ASTROSAT sono:   

  • comprendere i processi di alta energia in sistemi binari contenenti stelle di neutroni e buchi neri
  • stimare campi magnetici delle stelle di neutroni
  • studiare le regioni di formazione stellare e dei processi ad alta energia nei sistemi stellari extragalattici
  • rilevare nuove sorgenti X transitorie
  • eseguire una indagine profonda su un campo celeste nella regione ultravioletta (UV deep field)

 Per raggiungere questi scopi, il satellite utilizzerà 5 strumenti:

  1. un doppio telescopio da 38cm per riprendere immagini nell'ultravioletto (UVIT), capace di operare anche nel visibile oltre che nell'ultravioletto vicino e lontano;
  2. un contatore per raggi-X di grande area allo Xeno (LAXPC), con superficie di circa 8000 cm2, progettato per studiare le variazioni di luminosità in stelle binarie, nuclei galattici attivi e altre sorgenti nell'intervallo di energia 3-80 keV;
  3. un telescopio per raggi X "molli" ovvero a bassa energia (SXT), con ottiche a incidenza radente e superficie efficace di 120 cm2, per studiare l'evoluzione dello spettro X di lontane sorgenti, nell'intervallo energetico 0.3-8 keV.
  4. un imager al Cadmio-Zinco-Tellurio (CZTI), basato su maschera codificata (un pattern che in parte assorbe i raggi X e che, posto davanti al rivelatore, consente di ricostruire la direzione di provenienza dei raggi X) e che estende le capacità di osservazione del satellite nell'intervallo 10-100 keV.
  5. uno "Scanning Sky Monitor" (SSM), basato su tre contatori proporzionali mono-dimensionali e maschere codificate, per il monitoraggio continuo a lungo termine di sorgenti X brillanti e soprattutto nuovi fenomeni transienti su tutto il cielo.

 I primi quattro sono strumenti co-allineati che studiano contemporaneamente la stessa zona di cielo, l'ultimo è montato su una piattaforma mobile capace di esplorare tutto il cielo accessibile ogni 6 ore.

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Gli strumenti di Astrosat / Indian Space Research Organization

 Gli strumenti sono stati costruiti da un consorzio di istituti indiani, tra cui il Tata Institute for Fundamental Research (TIFR) a Mumbai, l’Indian Institute for Astronomy (IIA) di Bengaluru e l’Indian Universities Centre for Astronomy and Astrophysics (IUCAA) a Pune, in collaborazione con la Canadian Space Agency e l’Università di Leicester (UK). Il team del Dipartimento di Fisica e Astronomia inglese, guidato da Gordon Stewart si è occupato della camera CCD che sarà installata nel telescopio SXT, costruito da un gruppo indiano con a capo K. P. Singh del TIFR che ha inoltre fornito la parte elettronica per l’analisi dei dati.

 Le osservazioni multi-lunghezza d'onda di ASTROSAT potranno essere ulteriormente ampliate con le osservazioni coordinate con altri veicoli spaziali e le osservazioni terrestri. Tutte le istituzioni astronomiche principali e alcune Università in India parteciperanno a queste osservazioni.

 Il centro di controllo del vettore spaziale nella Mission Operations Complex (MOX) di ISRO telemetria, monitoraggio e Network Command (ISTRAC) a Bangalore gestirà il satellite durante la sua vita operativa. I dati scientifici raccolti da cinque strumenti di ASTROSAT sono trasmessi alla stazione di terra di MOX e vengono poi elaborati, archiviati e distribuiti dallo Indian Space Centre Science Data (ISSDC) che si trova a Byalalu, vicino a Bangalore. ASTROSAT ha una massa al decollo di circa 1513 kg, è su un'orbita a 650 km di altezza inclinata di 6 gradi rispetto all'equatore. Una settimana fa, il centro di controllo ha comunicato che il satellite è in buona salute e tutti gli strumenti appaiono funzionare correttamente.

 

Fonti:
http://www.isro.gov.in/Spacecraft/astrosat
http://www.skyandtelescope.com/astronomy-news/india-launches-first-astronomy-satellite-10062015/?et_mid=789912&rid=246599608
http://www.media.inaf.it/2015/09/25/astrosat-ai-nastri-di-partenza/

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Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

Sito web: https://www.facebook.com/marco.lorenzo.58
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