Molti ricorderanno che il terzo volo sperimentale per l'astronave Starship era avvenuto lo scorso 14 marzo, durante il "Pi-day" e nel giorno del 22° compleanno per l'azienda SpaceX. In quella occasione, dopo un decollo impeccabile e una separazione "hot-stage" perfetta tra i due stadi, il booster aveva tentato un ammaraggio controllato nel Golfo del Messico ma i motori non lo hanno frenato a dovere e, a pochi secondi dall'ammaraggio, il sistema di autodistruzione è stato azionato; invece l'orbiter aveva raggiunto la quota orbitale ma, dopo un parziale successo nelle operazioni di trasferimento interno di combustibile e di apertura del portellone del vano di carico, non è riuscito ad azionare i motori per il de-orbit né a mantenere correttamente l'assetto durante il rientro in atmosfera, disintegrandosi poi sull'Oceano Indiano.

 Alcuni giorni dopo IFT-3, come si ricorderà, venne dato l'annuncio che il tentativo successivo sarebbe avvenuto nell'arco di sole 6 settimane, dunque a fine aprile. Quella data non si è rivelata realistica ma, nei giorni scorsi, sembrava quasi certo che il giorno fatidico sarebbe stato il 1 giugno. Invece ieri SpaceX ha spostato di altri quattro giorni in avanti l'appuntamento, ufficializzando la nuova data nel suo sito e questo fa pensare che stavolta non dovrebbero esserci ulteriori slittamenti, a meno di un rinvio "tecnico" all'ultimo momento.

Plan
Disegno schematico della traiettoria con le fasi cruciali del volo e tabelle degli eventi per il conto alla rovescia e per il successivo volo di test - Credits: SpaceX - Processing: Marco Di Lorenzo 

 Il quarto "Integrated Flight Test" avverrà dunque il giorno 5 giugno, a patto che nel frattempo l'Agenzia Federale per l'Aviazione conceda il permesso. Questo, stavolta, non dovrebbe essere un ostacolo in quanto, già una settimana fa, FAA ha spiegato come, anche se le indagini sul precedente "incidente" (mishap) relativo a IFT-3 sono ancora in corso, SpaceX può effettuare comunque nuovi test, a patto che questo non implichi un rischio alla popolazione. La stessa agenzia, del resto, aveva già lasciato intendere che le prossime autorizzazioni al lancio di Starship potrebbero arrivare "in blocco" e non più per una singola missione alla volta; tutto questo dovrebbe snellire la qualifica di Starship, soprattutto quando, dal prossimo anno, bisognerà mettere in servizio anche le versioni evolute Starship-2 e poi Starship-3.

Ship 2 vs Ship 1

Confronto tra la versione attuale (Ship 29, al centro) e come potrebbe apparire l'evoluzione Ship-2, più lunga e con alettoni anteriori modificati (a sinistra) - Source Image: NasaSpaceFlight - Rendering: Marco DI Lorenzo

 Torniamo però a IFT-4. Il piano di volo non è sostanzialmente diverso dal precedente ma si notano interessanti differenze. Nella fase di ascesa, ad esempio, il momento di massima pressione aerodinamica (Max-Q) verrà raggiunto 10 secondi dopo e anche lo spegnimento di gran parte dei 33 motori del primo stadio (booster MECO) sarà lievemente ritardata di 3 secondi; questo suggerisce una accelerazione minore e quindi una spinta leggermente più blanda nella fase iniziale di salita atmosferica. Una differenza sostanziale rispetto al volo precedente sarà poi il distacco del raccordo Hot Stage Ring (HSR) dal corpo del booster, due secondi dopo la fine del "boost-back", la spinta per l'inversione di moto che precede la discesa verso l'oceano. Questa scelta, che sembra andare contro la filosofia progettuale di Starship (basata sul paradigma della completa riutilizzabilità, per ridurre drasticamente i costi), è una soluzione momentanea per ridurre il peso "passivo" del booster, a tutto vantaggio della quantità di combustibile residuo; ciò consentirà una maggiore flessibilità in fase di rientro, grazie a 3-4 secondi aggiuntivi di spinta durante il "landing burn".

HSR sep

Simulazione della separazione dell'anello HSR (al centro) dal booster (in basso a sinistra) mentre lo ship/orbiter si allontana sulla destra - Credits: TijnM - Processing: Marco Di Lorenzo

 Si presume che, nelle prossime versioni di Starship, il peso dell'HSR verrà ridotto grazie ad una struttura più aperta e simile a quella utilizzata nei lanciatori russi; questo renderà non necessario il distacco dal booster. Come spiegato da Elon Musk durante la sua ultima presentazione, se l'atterraggio di precisione su una postazione di cattura virtuale andrà a buon fine, allora già nel prossimo volo IFT-5, nel corso dell'estate, si potrebbe realmente tentare la cattura "al volo" del booster ad opera dei due enormi bracci meccanici (chopsticks), recentemente potenziati proprio a questo scopo.

 In questo volo, a quanto pare, non verranno ripetuti i test di trasferimento in orbita del combustibile e di apertura del vano di carico, nonostante il fatto che quest'ultimo abbia presentato qualche problema in fase di chiusura. La priorità verrà invece data al rientro dell'orbiter in atmosfera, dopo 39 minuti di volo sub-orbitale. Se la protezione termica di S29, rafforzata rispetto a S-28, reggerà, allora si cercherà di effettuare anche la famosa manovra di "landing flip" e di atterraggio verticale nell'Oceano Indiano, previste 65,7 minuti dopo il lancio.

 SpaceX promette di iniziare la trasmissione in diretta circa 30 minuti prima del lancio e, di sicuro, ci saranno moltissimi spettatori in tutto il mondo pronti a godersi, nuovamente, questo grandioso spettacolo!