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Gli scienziati che lavorano con i dati di missione della NASA Cassini hanno confermato la presenza di idrocarburi complessi nell'atmosfera superiore della più grande luna di Saturno, Titano, responsabili degli aggregati in grado di generare un caratteristico velo arancio-marrone.

Questi idrocarburi policiclici aromatici (PAH) si aggregano in particelle più grandi man mano che si scende di quota, fino a cadere sulla superficie come "fiocchi" di neve.

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Titano, la grande luna di Saturno, potrebbe riservare nuove sorprese nel prossimo futuro: se i modelli sono corretti, le condizioni meteorologiche movimenteranno il paesaggio durante il cambio di stagione, dalla primavera all'estate nell'emisfero nord: i ricercatori ritengono che gli uragani e i cicloni potrebbero iniziare ad imperversare e le onde potrebbero propagarsi attraverso i mari di idrocarburi.

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Grazie ai dati della sonda della NASA Cassini, gli scienziati hanno creato la prima mappa globale di Titano, offrendo ai ricercatori un importantissimo strumento di studio per uno dei mondi più affascinanti del nostro Sistema Solare.

Titano è la più grande luna di Saturno, con un raggio di 2.574 chilometri (più grande di Mercurio), la seconda luna più grande del nostro Sistema Solare (dopo Ganimede).

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Analizzando la superficie di Titano, la grande luna di Saturno, nel corso degli anni, la sonda della NASA Cassini ha confermato la longevità dei laghi di idrocarburi.

Un team di ricerca, guidato da Christophe Sotin del NASA Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, California, ha sviluppato un modello in base al quale, la fornitura di metano su Titano potrebbe volgere presto al termine, abbastanza velocemente su scale temporali geologiche.

 

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L'incredibile vortice apparso su Titano circa un anno fa, non accenna a diminuire e permane come una sorta di cappuccio sul polo sud della grande luna di Saturno, ben visibile anche dalle ultime immagini.

Probabilmente costituito da un mix di ghiaccio sconosciuto, è il segnale dei cambiamenti stagionali in corso.

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Durante la stagione estiva, la superficie di Titano, la grande luna di Saturno, che ospita idrocarburi liquidi, potrebbe scaldarsi sufficientemente, tanto da favorire la formazione di veri e propri cicloni: l'evaporazione dei mari potrebbe creare energia sufficiente per produrre venti fino a 70 km/h.

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Utilizzando i dati della sonda della NASA Cassini, un nuovo studio pubblicato agli atti della National Academy of Sciences studia l'aerosol dell'alta atmosfera di Titano, la grande luna di Saturno.

Gli scienziati vogliono arrivare a comprendere il comportamento dell'aerosol su Titano perché potrebbe aiutare a capire e a prevedere quello degli strati di smog sulla Terra.

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Venerdì, 18 Gennaio 2013 05:46

La superficie di Titano, un mondo in movimento

Titano, la grande luna di Saturno, è sicuramente uno dei posti più intriganti finora visitati dalle nostre sonde.

Unico corpo del Sistema Solare, oltre alla Terra ad avere un liquido stabile in superficie, ci ha abituato ad un paesaggio estremamente dinamico: cambi stagionali; sistemi nuvolosi nella sua densa atmosfera; ciclo del metano e dell'etano; una superficie caratteristica, solcata da fiumi, laghi e mari.

Mentre le altre lune di Saturno mostrano una crosta antica e butterata, Titano in realtà sembrerebbe più giovane di quanto non lo sia perchè i suoi crateri vengono continuamente riempiti e cancellati.

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Giovedì, 17 Gennaio 2013 21:34

Quando la Huygens incontrò Titano

Otto anni fa, il 14 gennaio 2005, il lander Huygens, dopo essersi staccato dalla sonda madre Cassini, iniziò la sua discesa verso Titano, dove rimbalzò e scivolò traballante, fermandosi dopo 10 secondi.

Una bellissima animazione dell'atterraggio è stata realizzata dall'Agenzia Spaziale Europea ESA in occasione dell'anniversario del primo contatto con la superficie della grande luna di Saturno.

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Titano fa continuamente parlare di sé e diventa sempre di più un mondo alieno simile alla nostra Terra: grazie ai dati inviati dalla sonda della NASA Cassini, gli scienziati del team ritengono che i laghi della grande luna di Saturno possano essere ricoperti da blocchi di ghiaccio di idrocarburi.

La presenza di aree ghiacciate potrebbe infatti spiegare le letture miste della riflettività delle superfici dei laghi registrate dalla sonda.

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