Scritto: Giovedì, 12 Settembre 2013 20:20 Ultima modifica: Sabato, 27 Dicembre 2014 21:15

E' ufficiale: la sonda della NASA Voyager 1 ha raggiunto lo spazio interstellare


Una grande notizia è stata pubblicata in queste ultime ore su sito della NASA: è ufficiale, la sonda Voyager 1 è il primo veicolo spaziale costruito dall'uomo ad aver raggiunto lo spazio interstellare.

La sonda, lanciata 36 anni fa, ora si trova a 19 miliardi di chilometri dal nostro Sole, nello spazio profondo.

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Voyager 1

Una grande notizia è stata pubblicata in queste ultime ore su sito della NASA: è ufficiale, la sonda Voyager 1 è il primo veicolo spaziale costruito dall'uomo ad aver raggiunto lo spazio interstellare.

La sonda, lanciata 36 anni fa, ora si trova a 19 miliardi di chilometri dal nostro Sole, nello spazio profondo.

Dopo una serie di notizie contrastanti, dati nuovi ed inaspettati indicano che la Voyager 1 viaggia ormai da circa un anno nel plasma, o gas ionizzato, presente nello spazio interstellare.

La Voyager sarebbe dunque in una regione di transizione come ipotizzato nei mesi scorsi ma già oltre il nostro Sistema Solare, immediatamente al di fuori della bolla solare, dove però alcuni effetti della nostra stella sono ancora evidenti.

"Ora che abbiamo nuovi dati chiave, crediamo che questo sia lo storico salto del genere umano nello spazio interstellare", ha dichiarato Ed Stone, scienziato del progetto Voyager presso il California Institute of Technology di Pasadena.
"Il team della Voyager 1 era desideroso da tempo di analizzare queste osservazioni e dar loro un senso. Ma ora siamo in grado di rispondere alla domanda che tutti si stavano ponendo: siamo arrivati? Si, lo siamo".

La Voyager 1 rilevò già nel 2004 la pressione dello spazio interstellare sull'eliosfera, la bolla di particelle cariche che circonda il Sole e va ben oltre i pianeti esterni.

Ma la sonda non dispone di un sensore per il plasma così gli scienziati dovevano trovare un metodo alternativo per determinare la sua posizione.

Un espulsione di massa coronale, con una massiccia raffica di vento solare e campo magnetico, scoppiata dal Sole a marzo 2012, ha fornito loro i dati di cui avevano bisogno.

Ci sono voluti 13 mesi affinché gli effetti arrivassero fino alla Voyager 1, quando ad aprile 2013, il plasma attorno al veicolo spaziale ha iniziato a vibrare come una corda di violino.

Il passo delle oscillazioni ha aiutato i ricercatori a determinare la densità del plasma: la sonda era immersa in un plasma denso oltre 40 volte rispetto a quello incontrato nello strato esterno dell'eliosfera.
Una densità possibile solo nello spazio interstellare.

Altre deboli oscillazioni risalenti ad eventi del mese di ottobre e novembre 2012, hanno permesso di avere la conferma definitiva: la Voyager 1 è il primo veicolo costruito dall'uomo ad essere entrato nello spazio profondo.

I nuovi dati sul plasma sono coerenti con bruschi e durevoli cambiamenti nella densità di particelle energetiche rilevati il 25 agosto 2012.

Così, la squadra della Voyager ha assunto tale data per segnare l'arrivo nello spazio interstellare.

Naturalmente una nuova avventura è appena iniziata e il team si aspetta che la sonda invierà dati fino al 2020, anche se i segnali emessi sono molto deboli, appena 23 watt.
Con il tempo, i segnali che arriveranno a Terra, saranno appena una frazione di un miliardo di miliardesimo di watt.

I dati provenienti dagli strumenti della Voyager 1 vengono trasmessi a Terra a 160 bit al secondo, catturati dal Deep Space Network della NASA.

Viaggiando alla velocità della luce, un segnale dalla Voyager 1 ci impiega circa 17 ore per raggiungere il nostro pianeta.

Gli scienziati non sanno quando Voyager 1 raggiungerà la parte più tranquilla dello spazio interstellare, cioè dove non si percepirà più alcuna influenza del nostro Sole. Non sanno neppure quando sarà la Voyager 2 ad entrare nello spazio profondo ma credono che non sia poi così lontano.

"La Voyager è coraggiosamente andata dove nessuna sonda è mai giunto prima, segnando una delle conquiste tecnologiche più significative negli annali della storia della scienza, e l'aggiunta di un nuovo capitolo nei sogni scientifici umani", ha dichiarato John Grunsfeld, amministratore associato della NASA per scienza a Washington.

Lo studio è stato pubblicato lo scorso giovedì sulla rivista Science.

Read 5391 times Ultima modifica Sabato, 27 Dicembre 2014 21:15
Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore ed image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

https://twitter.com/EliBonora | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

3 commenti

  • Comment Link sciole antonio Martedì, 01 Marzo 2016 17:39 posted by sciole antonio

    Lodato sia O DIO DEL CIEL INCONTRA LA SONDA PARLA AD ESSA QUANTE COSA TI DOVRÀ DIRE-L'UNICA OPPORTUNITA PER PARLARE CON LA SONDA VOJAGER DEI POPOLI TERRENI.ESSA RAPPRESENTA NOI TUTTI CON A CAPO LO SCENZIATO STONER che lo ha costruito e seguito nel interminabile cammino----essa è l'espressione più arduo della intelligenza umana del pianeta terra benedetto sia nella gloria dei secoli oggi con tanta salute domani il suo ricordo tra le stelle de l'universo-------antony

  • Comment Link Elisabetta Bonora Venerdì, 01 Maggio 2015 11:04 posted by Elisabetta Bonora

    Salve, credo che l'argomento richiesto sia uno dei più trattati e discussi in rete.
    Personalmente, trovo emozionanti le immagini della sonda della NASA LRO che, con le sue foto orbitali, ci ha fatto tornare indietro di 40 anni e rivivere quei grandi momenti storici (http://www.nasa.gov/mission_pages/LRO/multimedia/lroimages/apollosites.htmlhttps://www.nasa.gov/mission_pages/LRO/news/apollo-11.html). Ma di spunti sul tema ne esistono davvero molti dal libro in italiano di Paolo Attivissimo http://www.attivissimo.net/luna/luna-si-ci-siamo-andati/ ai simpatici video dei pazzi Mythbusters. Il primo di una serie realizzata per Discovery Channel è disponibile qui https://www.youtube.com/watch?v=qz7cUP4o-ZQ.
    Buona lettura e buona visione.

  • Comment Link amin Giovedì, 30 Aprile 2015 19:05 posted by amin

    mi potreste mandare qualche prova della missione apollo 11 per favore

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