Scritto: Domenica, 07 Settembre 2014 06:26 Ultima modifica: Sabato, 17 Gennaio 2015 21:32

ESA Rosetta: Alice ottiene il primo spettro di 67P nel lontano ultravioletto


Lo spettrografo ultravioletto ALICE, a bordo della sonda dell'ESA Rosetta, ha restituito i primi dati sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko.

Lo spettro nel lontano ultravioletto ha mostrato una superficie insolitamente scura, più scura del carbone, e priva di importanti aree esposte di ghiaccio d'acqua, nonostante la cometa si trovi ancora troppo lontano dal calore del Sole perché si verifichi evaporazione.
Dati curiosi anche per il team di missione.

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ESA Rosetta: Alice ottiene il primo spettro di 67P nel lontano ultravioletto Credi: NASA

"Siamo un po' sorpresi di quanto sia poco riflettente la superficie della cometa e delle scarse prove di acqua e ghiaccio esposto", ha dichiarato Alan Stern, ricercatore principale per Alice e vice-presidente associato della SwRI Space Science and Engineering Division.

"Con il proseguire della missione, continueremo a cercare tracce di ghiaccio in superficie e variazioni di composizione", ha aggiunto Lori Feaga, co-ricercatore per Alice presso l'Università del Maryland.

ALICE ha iniziato a mappare la superficie e la chioma di 67P il mese scorso.

E' uno strumento della NASA a bordo di Rosetta, che aiuterà a determinare la storia e la composizione della cometa.

A differenza della maggior parte degli strumenti utilizzati nelle diverse missioni spaziali, il suo nome non è un acronimo ma è stato semplicemente scelto da Alan Stern.

ALICE rileva i marcatori termici nelle lunghezze d'onda della luce del lontano UV.
Questi marcatori indicano un gruppo speciale di gas volatili, chiamati gas nobili (tra cui l'elio, il neon, l'argon e il kripton), detti anche "gas inerti" perché non interagiscono con altre sostanze chimiche per formarne di nuove.
Questi, se presenti, sono rimasti invariati fin dalla loro prima comparsa sulla cometa (Alan Stern e colleghi avevano scoperto il primo gas nobile mai trovato su una cometa, l'argon, nei loro studi spettrografici su Hale-Bopp).
Conoscendo l'esatta temperatura alla quale tali gas sublimano (ossia passano direttamente dallo stato solido allo stato gassoso), è possibile determinare in quali ambienti, caldi o freddi, si è formata e ha vissuto la cometa nel passato.

Oltre ai gas inerti, ALICE rileva anche alcune molecole fondamentali per lo sviluppo della vita: acqua, monossido di carbonio e biossido di carbonio, tre molecole chiave che formano la chioma delle comete.
Lo strumento si concentrerà sul carbonio, idrogeno, ossigeno, azoto e atomi di zolfo presenti nell'atmosfera di 67P.

Ora, l'orbita di Rosetta si sta stringendo intorno a 67P per arrivare ad un altitudine di circa 30 chilometri.
E mentre
 le immagini stanno diventando sempre più interessanti, rimane grande attesa per la scelta del sito di atterraggio del lander Philae, previsto per il prossimo 11 novembre.

Letto: 1533 volta/e Ultima modifica Sabato, 17 Gennaio 2015 21:32

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Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore e l'image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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