Scritto: Giovedì, 11 Giugno 2015 21:11 Ultima modifica: Venerdì, 12 Giugno 2015 05:27

Qualcosa brilla sulla cometa 67P: potrebbe essere Philae


Anche se ancora non ha dato alcun segno di vita, la ricerca di Philae continua. La sua posizione non è mai stata determinata con assoluta certezza ma, la zona di ricerca era stata ben circostritta grazie ad un lavoro congiunto delle squadre dei diversi strumenti della sonda e del lander.

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Philae, ripreso dalla fotocamera OSIRIS a bordo della sonda dell'ESA Rosetta alle  10:23 GMT del 12 novembre 2014 Philae, ripreso dalla fotocamera OSIRIS a bordo della sonda dell'ESA Rosetta alle 10:23 GMT del 12 novembre 2014 Copyright ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA

Philae era stato protagonista di un rocambolesco atterraggio il 12 novembre 2014: dopo aver toccato il suolo della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko con grande precisione nel sito prestabilito, Agilkia, non aveva potuto usare gli arpioni e non era riuscito ad ancorarsi alla superficie. Aveva continuato la sua corsa rimbalzando per ben quattro volte, compreso il touchdown finale, fino ad arrivare in quel luogo buio chiamato Abydos.

Dopo circa 57 ore di scienza ed aver esaurito tutta l'energia disponibile, si era addormentato all'1:36 del 15 novembre 2014.

OSIRIS, la camera a bordo di Rosetta, riprese quasi tutta la scena ed anche la NavCam fotografò un rimbalzo. Più tardi, di nuovo OSIRIS riuscì a catturare Philae mentre sorvolava il bordo di una grande depressione chiamata Hatmehit, sulla testa della cometa. Contemporaneamente, le misurazioni del ROMAP (Rosetta Lander Magnetometer and Plasma Monitor) a bordo del lander, avevano fornito ulteriori dettagli sulla tempistica degli eventi.

Nel complesso, Philae deve aver viaggiato per più di un chilometro dal suo punto di contatto iniziale.

Le immagini riprese con le fotocamere Rolis e CIVA avevano mostrato uno scorcio del luogo di atterraggio: il lander era finito in un posto angusto, inclinato rispetto alla superficie e per di più in ombra per buona parte del tempo.

Tuttavia, nonostante il team avesse attivato diverse campagne di osservazione, la ricerca non ha mai fornito risultati: Philae, infatti, è solo 1 metro di diametro e i suoi appoggi sottili, si estendono fino a 1,4 metri dal centro del corpo, troppo piccolo per essere visto da Rosetta.
Nel mese di dicembre, però, OSIRIS era passato ad appena 20 chilometri dal nucleo. A quella distanza la fotocamera è in grado di ottenere una risoluzione di 34 centimetri per pixel: Philae, perciò, avrebbe occupato poco più di due pixel nelle immagini. Non molto ma valeva la pena tentare.

L'esame della testa della cometa 67P ha inizialmente rilevato molti candidati sotto forma di punti luminosi larghi pochi pixel, come quelli mostrati qui sotto.

Philae - siti candidati

Cinque lander candidati ripresi nelle immagini della Narrow Angle di OSIRIS a dicembre 2014.
Tutti tranne uno tra questi candidati (quello in alto a sinistra), molto vicino all'ellisse individuata da CONSERT, sono stati successivamente esclusi in considerazione della traiettoria e della topografia del sito di atterraggio.
Copyright Centre image: ESA/Rosetta/NavCam – CC BY-SA IGO 3.0; insets: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA

Tra questi lander candidati, però, uno non è stato escluso dalle successive verifiche, quello in alto a sinistra, il più vicino all'ellisse di 16 x 160 metri, appena fuori dal bordo della depressione Hatmehit, individuata da CONSERT.

CONCERT - ellisse di atterraggio di Philae

Copyright ESA/Rosetta/Philae/CONSERT

Ora, il team sta cercando di migliorare le stime: la posizione dell'ellisse, infatti, dipende dal modello della cometa che viene continuamente perfezionato e può subire, pertanto, alcune lievi modifiche.

"Abbiamo individuato diversi possibili lander candidati nelle immagini di OSIRIS, sia all'interno della regione di CONSERT che nei pressi", ha detto Holger Sierks, ricercatore principale per OSIRIS presso Max Planck Institute for Solar System Research (MPS) in Germania.

"Detto questo, è importante notare che la geometria di volo durante la nostra ricerca di dicembre era tale che Rosetta si trovava a 90 gradi rispetto alla direzione Sole-cometa in orbita al terminatore. I pannelli solari di Philae sarebbero potuti essere ben illuminati ma ancora nascosti nel terreno accidentato dalla prospettiva di Rosetta, il che li rendeva difficile o impossibile da individuare".

Caratteristiche chiare sulla superficie della cometa 67P

Caratteristiche chiare sulla superficie della cometa 67P
Credits: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA

Inoltre, come mostra l'immagine qui sopra, le caratteristiche luminose sono molto comuni sulla superficie della cometa e la sfida è maggiore se si pensa al fatto che molte di esse sono transitorie.

Per risolvere il problema, gli scienziati hanno cominciato a cercare tra le immagini di OSIRIS raggruppandole per luogo e condizioni di illuminazione quasi simili. Così, un elemento apparso tra il pre e post landing, sarebbe stato un Philae candidato.

Il più promettente, ad esempio, è presente nelle immagini riprese il 12 ed il 13 dicembre, un mese dopo l'atterraggio, ma non in una foto del 22 ottobre 2014.

Gli ingrandimenti qui sotto mostrano la regione contenente il candidato vista il 22 ottobre da una distanza di 10 km dal centro della cometa (8 chilometri dalla superficie), e il 12 ed il 13 dicembre da 20 km dal centro (18 km dalla superficie). I frame a destra sono stati ricampionati alla stessa scala di quello a sinistra, per cui la macchia bianca potrebbe apparire più estesa di quello che è in realtà.

Philae - possibile candidato

Copyright ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA

Ma quel puntino brillante, è davvero Philae? Purtroppo, non è possibile confermarlo.

Il candidato soddisfa molti requisiti ma non pienamente: per esempio si trova appena fuori dell'ellisse identificata da CONCERT, la quale però, come spiegato, è adattata su modelli della cometa in continua evoluzione. Inoltre, tra il "prima" ed il "dopo" sono passate sette settimane per cui potrebbe essere che la comparsa di questo elemento sia legata ad altri fattori, come l'attività cometaria.

Per chiarire la situazione, sarebbero necessari altri flyby i quali, però, al momento non sono previsti a causa dei problemi di navigazione incontrati prima il 14 febbraio e poi il 28 marzo e dell'attività cometaria in aumento. A quanto pare, quindi, solo Philae potrà chiarire la sua posizione se riuscirà a svegliarsi dal letargo: non ci resta che sperare ed incrociare le dita!

"Le condizioni per il wake-up di Philae stanno diventando sempre più favorevoli, man mano che la cometa si avvicina al Sole", ha detto il Lander Project Manager Stephan Ulamec. "Il team al Lander Control Center del DLR sta continuando a preparare le operazioni a lungo termine per Philae e dei suoi strumenti, nella speranza che si svegli presto", ha aggiunto.

Matt Taylor, Project Scientist di Rosetta, ha concluso: "Localizzare accuratamente il lander è un obiettivo di grande valore scientifico, in particolare per l'esperimento congiunto tra lander e orbiter CONSERT che ha lo scopo primario di ottenere la migliore valutazione possibile della struttura interna del nucleo della cometa. Sapere dove si trova Philae permetterebbe di contestualizzare le misure effettuate dal lander e di raccogliere informazioni preziose per il suo possibile funzionamento futuro".

Riferimenti:
- http://blogs.esa.int/rosetta/2015/06/11/the-quest-to-find-philae-2/

Letto: 2035 volta/e Ultima modifica Venerdì, 12 Giugno 2015 05:27
Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore ed image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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