Scritto: Lunedì, 18 Maggio 2015 20:53 Ultima modifica: Martedì, 19 Maggio 2015 05:56

Rocce equilibriste sulla cometa 67P


Gli scienziati della squadra di OSIRIS hanno scoperto un insolita formazione di massi nella regione Aker, sul grande lobo della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko.

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Immagine delle rocce in equilibrio sulla cometa 67p, presa da OSIRIS il 16 settembre 2014, da una distanza di 29 km. La scala è di circa 0.5 m/pixel. Immagine delle rocce in equilibrio sulla cometa 67p, presa da OSIRIS il 16 settembre 2014, da una distanza di 29 km. La scala è di circa 0.5 m/pixel. Credits: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA

ESA Rosetta OSIRIS Balancing Boulders

Regione Aker - balancing rocks
Credits: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA

Piana Crixia - FungoI sassi a prima vista ricordano le nostre "balancing rocks" (rocce in equilibrio), ossia rocce che poggiano sulla terra solo con una piccola frazione della loro superficie tanto che sembra debbano ribaltarsi da un momento all'altro. Tipiche sopratutto dell'Australia e di alcune zone degli Stati Uniti, sono considerate "massi erratici", che raggiungono la loro intrepida posizione finale trasportati all'interno dei ghiacciai. In altri casi, invece, è stata l'erosione a giocare un ruolo fondamentale: vento ed acqua hanno esercitato un'azione abrasiva disgregando il materiale morbido e lasciando quello più resistente in bizzarre configurazioni. In questo caso, per vederne qualche esempio, non c'è bisogno di andare così lontano (io ne ho uno a pochi passi da casa! Nell'immagine a sinistra il "Fungo" di Piana Crixia, Liguria).

Tuttavia,"come si siano formate queste rocce in equilibrio sulla cometa 67P ancora non è chiaro", ha detto il ricercatore principale di OSIRIS Holger Sierks, del Max Planck Institute for Solar System Research (MPS) in Germania.

Uno dei tre massi presenti sulla cometa, il più grande, indicato con il numero 3 nell'immagine in apertura, ha un diametro di circa 30 metri e, da una delle foto riprese il 16 settembre 2014, sembra arroccato sul bordo di una depressione.

"Avevamo notato questa formazione già nelle precedenti immagini scattate da OSIRIS", ha aggiunto Sebastien Besse dell'ESA, che per primo ha avvistato le rocce, "ma all'inizio, non ci sembrava molto diversa dalle altre già viste".

Gli scienziati ritengono che su 67P siano i processi dovuti all'attività cometaria a svolgere il compito, muovendo e trasportando massi (aiutati probabilmente dalla bassissima gravità che consente alle rocce di rimanere in configurazioni insolite più o meno stabili N.d.R.).
D'altra parte, rocce sparse sono state osservate in molti posti sulla superficie della cometa, a volte in regioni piane, come Cheops che misura circa 45 metri di diametro e si trova al centro della parte liscia di Imhotep, sul lato inferiore del grande lobo della cometa. In altre zone, invece, è più comune vedere mucchi di macerie che comprendono centinaia di sassi.

In ogni caso, anche se il meccanismo non è ancora del tutto chiaro, il team ritiene che l'interpretazione delle immagini è spesso molto complicata a causa delle grandi differenze di illuminazione ed angolazione che possono trarre in inganno.

ESA Rosetta OSIRIS 16 agosto 2014

16 agosto 2014

ESA Rosetta OSIRIS 19 settembre 2014

ESA Rosetta OSIRIS 19 settembre 2014
Credits: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA

Press release:
- http://blogs.esa.int/rosetta/2015/05/18/osiris-spots-boulders-in-balancing-act/

Letto: 2024 volta/e Ultima modifica Martedì, 19 Maggio 2015 05:56
Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore ed image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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