Scritto: Sabato, 31 Gennaio 2015 13:39 Ultima modifica: Sabato, 31 Gennaio 2015 16:14

Dov'è Philae? E quando si sveglierà?


A più di due mesi dallo storico atterraggio del piccolo Philae sulla cometa 67P / Churyumov-Gerasimenko, alcune domande ancora non trovano risposta. Due quesiti in particolari hanno continuato a rincorrersi per la rete tra fan e scienziati, alimentati da ipotesi e teorie: dove è finito Philae? E quando si sveglierà di nuovo?

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Cometa 67P: "Perihelion Cliff” visto da Philae Cometa 67P: "Perihelion Cliff” visto da Philae Copyright ESA/Rosetta/Philae/CIVA

Philae: discesa

La discesa di Philae
Credits: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA

La prima domanda ha alle spalle una storia complicata.
Gli arpioni e l'ADS, ossia il jet che avrebbe dovuto spingere il lander verso la superficie della cometa, non funzionarono e le viti di ancoraggio attivate al touchdown non ebbero alcun effetto tanto che Philae, dopo aver centrato perfettamente il sito di atterraggio predestinato, Agilkia, rimbalzò diverse volte sulla superficie della cometa, rischiando di perdersi nello spazio (*).
Mentre CONSERT aiutò a stringere il cerchio, identificando l'effettiva zona di atterraggio in un'ellisse di 350x30 metri sul piccolo lobo della cometa, le immagini arrivate da CIVA mostravano una posizione non proprio ideale: Philae era sicuramente finito in un luogo buio e poco illuminato. Da allora, OSIRIS ha compiuto diverse campagne ravvicinate di imaging alla ricerca di una conferma visiva, a fine novembre e a dicembre, rispettivamente da una distanza di 28 e 18 chilometri dalla superficie, ma senza risultati. D'altra parte il piccolo lander avrebbe compiuto ben quattro rimbalzi compreso il touchdown finale, tre salti veri e propri più uno scontro in volo con un ostacolo di superficie, probabilmente il bordo di un cratere.
L'insieme dei dati di CONSERT, ROMAP e soprattutto le foto di OSIRIS, che documentarono buona parte dell'evento, sono stati di grande aiuto per determinare la direzione della traiettoria seguita dal lander durante quelle ore emozionanti. Il team ritiene anche che il piccolo Philae sia stato immortalato in un'immagine di OSIRIS del 12 novembre alle 17:18 GMT, prima del terzo rimbalzo, sopra il bordo di una grande depressione chiamata Hatmehit.

Philae #CometLanding: OSIRIS 12 novembre 17:18 GMT

Credits: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA

La squadra ha sperato più volte in una comunicazione fortunata tra Philae e Rosetta durante le 1,3 ore di luce giornaliere ricevute dal lander, ma la sonda ha sempre mantenuto un'orbita ideale per Agilkia ed ora si è allontanata di nuovo dalla cometa, per cui le possibilità si sono ridotte ulteriormente. Almeno per il momento.

Il sito dove riposa Philae, è stato chiamato "Abydos" e si trova all'interno dell'ellisse segnata nell'immagine qui sotto, ritagliata da un mosaico di OSIRIS ripreso il 13 dicembre 2014 da una distanza di circa 20 chilometri dal centro del nucleo.
La composizione fa parte di un set di 18 gruppi di due frame ciascuno, ripresi con i filtri arancione e blu, per sfruttare la riflessione dei pannelli solari del lander che dovrebbero apparire molto diversi rispetto all'ambiente cometario. Ma la ricerca non è semplice e Philae misurerebbe solo tre pixel in questa foto.

67P OSIRIS 13 dicembre 2014

L'immagine in dimensioni originali è disponibile qui.
Credits: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA

"Stiamo cercando ad occhio una serie di tre spot che potrebbero corrispondere al lander", dice Holger Sierks, principal investigator di OSIRIS del Max Planck Institute for Solar System Research (MPS) in Germania. "Il problema è che set di tre punti sono molto comuni sopra il nucleo della cometa; in Hatmehit e nella zona intorno abbiamo identificato molti set di tre spot".

A febbraio però l'orbita di Rosetta si abbasserà di nuovo, anche se purtroppo la traiettoria è sempre ottimale rispetto al sito Agilkia.
Ad ogni modo, il giorno di San Valentino, la sonda si fionderà a soli 6 chilometri dalla superficie del grande lobo, con il Sole alle spalle, per una mappatura senza ombre. Il passaggio ravvicinato permetterà ai vari strumenti dell'orbiter di acquisire spettri del nucleo con una risoluzione senza precedenti ed assaggiare direttamente le regioni più interne della chioma.

"Il programma di scienza di Rosetta è stato pianificato diversi mesi in anticipo, così una campagna di ricerca per Philae non è inclusa nel programma del flyby ravvicinato", spiega Matt Taylor, Project Scientist della missione. "Non modificheremo la traiettoria di Rosetta per passare sopra la zona di atterraggio ipotizzata per una ricerca dedicata ma potremo modificare il puntamento degli strumenti per prendere dati ed immagini se voleremo in prossimità di quella zona e la timeline delle operazioni scientifiche lo permetterà".

"Dopo il flyby saremo di nuovo molto più lontano dalla cometa quindi è improbabile che avremo l'opportunità di un'altra ricerca dedicata al lander fino a tarda missione, forse anche il prossimo anno", ha aggiunto Fred Jansen, responsabile della missione all'ESA.

Philae: posizione finaleDal mese di maggio, Abydos riceverà la luce diretta del Sole anche se il lander è inclinato e non potrà sfruttare appieno le ore di giorno.
Ammesso che Philae sia sopravvissuto alle basse temperature, il risveglio sarà graduale ed il team ritiene che solo verso la fine di maggio o nel mese di giugno sia in grado di utilizzare il suo trasmettitore: "il lander ha bisogno di circa 17 Watt per svegliarsi e dire ciao", leggiamo nell'articolo sul blog di missione. Rosetta, invece, dovrà trovarsi al posto giusto nel momento giusto per ascoltare la voce di Philae.
Se tutto questo accadrà, Philae avrà un posto in prima fila per il passaggio al perielio di 67P.

* Per approfondimenti: "Speciale Rosetta: i lati oscuri del #CometLanding"

Letto: 3013 volta/e Ultima modifica Sabato, 31 Gennaio 2015 16:14
Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore ed image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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