Scritto: Mercoledì, 14 Gennaio 2015 05:28 Ultima modifica: Giovedì, 15 Gennaio 2015 19:57

ESA Rosetta #CometWatch: le prime immagini del 2015


La sonda dell'ESA Rosetta e il piccolo lander Philae avevano concluso un emozionante anno presentando gli ultimi risultati all'American Geophysical Union (AGU) a San Francisco ma il 2015 non sarà da meno e potrebbero non mancare colpi di scena.

Dopo la pausa natalizia, la rubrica #CometWatch su blog di missione ha pubblicato nuove immagini della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko.

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ESA Rosetta #CometWatch - 1 gennaio 2015 ESA Rosetta #CometWatch - 1 gennaio 2015 Credits: ESA/Rosetta/NAVCAM – CC BY-SA IGO 3.0 - Processing: 2di7 & titanio44

Il 2014 ci aveva lasciato con un bel filmato, formato da 24 frame basati sui mosaici della NavCam scattati tra il 19 novembre e il 3 dicembre, ordinati in modo tale da rendere corretta la rotazione del nucleo.

#CometWatch - filmato

Credits: ESA/Rosetta/NAVCAM – CC BY-SA IGO 3.0

Nel video, le singole immagini non sono state assemblate: anche noi abbiamo deciso di non fondere i mosaici perché alcuni di essi presentano davvero grandi differenze prospettiche tra un quadrante e l'altro che implicherebbero necessariamente troppe "licenze poetiche" in fase di unione.
Piuttosto, abbiamo optato per una visione diversa della sequenza: quello che segue è uno strip dei 24 fotogrammi.

ESA Rosetta #CometWatch movie

ESA Rosetta #CometWatch movie
Credits: ESA/Rosetta/NAVCAM – CC BY-SA IGO 3.0 - Processing: 2di7 & titanio44

Le nuove foto del 2015, invece, sono state scattate tutte da una distanza di circa 30 chilometri dal nucleo, che è l'orbita che verrà mantenuta da Rosetta fino al 3 febbraio.
Il giorno di San Valentino, la sonda tenterà una manovra emozionante, arrivando a soli 6 chilometri dalla superficie.
Per raggiungere questo obiettivo, il veicolo spaziale lascerà l'orbita a 30 chilometri il 4 febbraio e si allontanerà fino a 140 chilometri, per piombare poi nel flyby ravvicinato. Un passaggio che permetterà agli strumenti di prendere immagini e spettri con un dettaglio senza precedenti e di assaggiare direttamente la chioma cometaria interna.

Il primo mosaico dell'anno è stato ripreso il 1 gennaio proprio pochi minuti dopo la mezzanotte UTC ( orario della sonda) da una distanza di 28,4 km ed ha una risoluzione di i 2,4 metri per pixel. In apertua, la nostra elaborazione disponibile in dimensioni originali sull'album di Flickr.

La seconda ripresa risale, invece, al 3 gennaio, scattata sempre da una distanza di 28,4 km dal centro del nucleo.
Sulla destra, è ben visibile la regione Imhotep sul lobo più grande della cometa, dove si trova il masso "Cheope", fotografato da OSIRIS il 19 settembre 2014.

ESA Rosetta #CometWatch - 3 gennaio

ESA Rosetta #CometWatch - 3 gennaio
Credits: ESA/Rosetta/NAVCAM – CC BY-SA IGO 3.0 - Processing: 2di7 & titanio44

L'ultimo mosaico pubblicato è del 6 gennaio, ripreso da una distanza di 27,9 km, con una risoluzione di 2,3 metri per pixel.

ESA Rosetta #CometWatch - 6 gennaio 2015

ESA Rosetta #CometWatch - 6 gennaio 2015
Credits: ESA/Rosetta/NAVCAM – CC BY-SA IGO 3.0 - Processing: 2di7 & titanio44

Dopo il flyby di San Valentino, Rosetta continuerà con una serie di passaggi ravvicinati la cui distanza verrà determinata di volta in volta a seconda dell'attività cometaria che dovrebbe aumentare nei prossimi mesi, man mano che 67P raggiungerà il perielio del 13 agosto, cioè si troverà alla distanza minima dal Sole per la sua orbita, che è di circa 186.000 mila chilometri, tra le orbite della Terra e di Marte.
Rosetta sarà un osservatore in prima linea; poi, si avvicinerà nuovamente a 67P per studiare l'evoluzione del nucleo in quel periodo.

Inoltre, gli scienziati sperano che l'aumento di energia solare sia in grado di risvegliare Philae dal letargo nei prossimi mesi.
Il lander, che ha compiuto la storica impresa lo scorso 12 novembre, dopo un atterraggio un po' movimentato, era finito in una posizione tutt'ora sconosciuta, che neppure le immagini ad alta risoluzione di OSIRIS da una distanza di 20 chilometri dal nucleo, sono riuscite ad identificare.
In un articolo in tedesco, Holger Sierks del Max-Planck-Institut ha dichiarato: "Non abbiamo ancora trovato il lander".

Letto: 2080 volta/e Ultima modifica Giovedì, 15 Gennaio 2015 19:57
Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore ed image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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