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Acqua su Bennu (o quasi)

Immagine Polycam ottenuta combinando 12 esposizioni riprese il 2 Dicembre da 24 km.
Immagine Polycam ottenuta combinando 12 esposizioni riprese il 2 Dicembre da 24 km. Credit: NASA/Goddard/University of Arizona - Processing: M. Di Lorenzo

  Rivelata la presenza di "idrossili" dagli spettrometri a bordo di OSIRIS-REx. Sarebbero la testimonianza di acqua liquida presente sul progenitore dell'asteroide.

 L'annuncio è stato dato oggi durante la conferenza AGU di Washington. Durante la fase di avvicinamento, in 3,5 mesi il veicolo spaziale ha percorso 2,2 milioni di km per giungere a soli 19 km da Bennu il 3 dicembre. OSIRIS-REx ha puntato tre dei suoi strumenti e ha iniziato a fare le prime osservazioni scientifiche sull'asteroide. I dati ottenuti dai due spettrometri, lo spettrometro infrarosso e visibile (OVIRS) e lo spettrometro di emissione termica OSIRIS-REx (OTES) rivelano la presenza di molecole che contengono atomi di ossigeno e idrogeno uniti, noti come "idrossili". "Il team sospetta che questi gruppi idrossilici esistano ovunque sul'asteroide sottoforma di minerali argillosi contenenti acqua, il che significa che in passato il materiale roccioso di Bennu ha interagito con l'acqua. Mentre Bennu stesso è troppo piccolo per avere mai ospitato acqua liquida, la scoperta indica che l'acqua liquida era presente sul corpo genitore di Bennu, presumibilmente un asteroide molto più grande.

 "La presenza di minerali idrati sull'asteroide conferma che Bennu, un residuo della formazione del sistema solare, fornisce ad OSIRIS-REx la possibilità di studiare la composizione di primitive volatili e organiche", ha detto Amy Simon, ricercatore OVIRS. "Quando i campioni di questo materiale verranno restituiti dalla missione sulla Terra nel 2023, gli scienziati riceveranno un tesoro di nuove informazioni sulla storia e l'evoluzione del nostro sistema solare".  I dati ottenuti dalla "OSIRIS-REx Camera Suite" (OCAMS) confermano le osservazioni telescopiche fatte da Terra e supportano il modello originale sviluppato nel 2013 dal capo del team scientifico di OSIRIS-REx Michael Nolan e collaboratori. Quel modello predisse da vicino la forma reale dell'asteroide, il suo diametro, la velocità di rotazione e l'inclinazione dell'asse.

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Animazione basata su 4 frames OCAMS (MapCam) ripresi nell'arco di 1 minuto il 3 dicembre - Credit: NASA/Goddard/University of Arizona - Processing: Marco Di Lorenzo

 Una deviazione dal modello di forma globale è il grosso masso vicino al polo sud di Bennu. Secndo il modello di forma realizzato da terra, esso doveva essere alto almeno 10 metri, mentre calcoli preliminari delle osservazioni OCAMS mostrano che il masso è più vicino a 50 metri di altezza, con una larghezza di circa 55 metri. Il materiale di superficie di Bennu è un mix di regioni rocciose, piene di massi e alcune regioni relativamente lisce e prive di massi; tuttavia, la quantità di massi sulla superficie è più alta del previsto. Il team farà ulteriori osservazioni a distanze più ravvicinate per valutare più accuratamente dove un campione può essere prelevato su Bennu per poi essere riportato sulla Terra. "I nostri dati iniziali mostrano che il team ha scelto l'asteroide giusto come obiettivo della missione OSIRIS-REx. Fino ad ora non abbiamo scoperto alcun problema insormontabile su Bennu ", ha affermato Dante Lauretta, "principal investigator" di OSIRIS-REx presso l'Università dell'Arizona, a Tucson. "Il veicolo spaziale è in salute e gli strumenti scientifici funzionano meglio del necessario. È ora che inizi la nostra avventura".

 La missione sta attualmente effettuando una ricognizione preliminare sull'asteroide, facendo volare il veicolo spaziale in passaggi sopra il polo nord, l'equatore e il polo sud di Bennu a distanze fino a 7 km per determinare meglio la massa dell'asteroide. Gli scienziati e gli ingegneri della missione devono conoscere la massa dell'asteroide per progettare l'orbita dell'astronave in orbita, poiché la massa influisce sull'attrazione gravitazionale dell'asteroide sull'astronave. Conoscere la massa di Bennu aiuterà anche il team scientifico a comprendere la struttura e la composizione dell'asteroide.
Questo sondaggio fornisce anche la prima opportunità per utilizzare "OSIRIS-REx Laser Altimeter" (OLA), uno strumento fornito dall'Agenzia spaziale canadese per effettuare misure di distanza, ora che il veicolo spaziale è in prossimità di Bennu (uno strumento simile è intallato anche su Hayabusa-2). Il primo inserimento orbitale della navicella è previsto per il 31 dicembre e OSIRIS-REx rimarrà in orbita fino a metà febbraio 2019, quando uscirà per iniziare un'altra serie di voli in vista della prossima fase di rilevamento. Durante la prima fase orbitale, l'astronave orbiterà a una distanza di 2,1 km dal centro di Bennu, stabilendo un nuovo record per il corpo più piccolo mai orbitato e per la più piccola orbita compiuta da qualsiasi veicolo spaziale.

 Dopo aver presentato alla conferenza AGU i risultati congiunti di OSIRIS-REx e Hayabusa-2, gli esperti risponderanno domani alle domande via Twitter dalle 21 alle 22 ora italiana.

 

Riferimenti:
https://www.asteroidmission.org/?latest-news=nasas-newly-arrived-osiris-rex-spacecraft-already-discovers-water-asteroid
https://www.asteroidmission.org/osiris-rex-agu-2018/

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Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

Sito web: https://www.facebook.com/marco.lorenzo.58
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