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OSIRIS-REx si prepara al lancio

OSIRIS-REx si prepara al lancio
Crediti:NASA

All'1:05 ora italiana del 9 settembre inizierà la missione della NASA OSIRIS-REx (Origins, Spectral Interpretation, Resource Identification, Security-Regolith Explorer), che avrà il compito di raggiungere nel 2018 l'asteroide 101955 Bennu per riportare dei campioni sulla Terra.

I risultati aiuteranno gli scienziati a comprendere come si formano i pianeti e la vita su di essi e miglioreranno la nostra conoscenza sugli asteroidi.

Il veicolo spaziale da 2.110 chilogrammi, incluso il propellente, verrà lanciato dalla Cape Canaveral Air Force Station in Florida con il vettore Atlas V 411. La finestra di lancio, la cui prima opportunità sarà l'8 settembre (9 settembre per l'Italia), resterà aperta 34 giorni.
La separazione avverrà un'ora dopo il lancio, mentre gli strumenti scientifici saranno attivati 14 giorni più tardi ma non eseguiranno osservazioni della Terra fino al fly-by del 22 settembre 2017.

Bennu è nato all'interno del disco di materiali che circondava il giovane Sole dove, le particelle di polvere riscaldate come roccia fusa si solidificavano insieme per formare i condri, sfere vetrose millimetriche abbondanti nei meteoriti, che a loro volta si aggregarono sotto l'azione di forze elettrostatiche e gravitazionali per diventare asteroidi o pianeti.
E' considerato un NEO (Near-Earth Object): ha una forma sferoidale, un diametro medio stimato di 490 metri e la sua traiettoria suggerisce almeno otto potenziali impatti con la Terra tra il 2169 ed il 2199, con una probabilità cumulativa dello 0.037 per cento di colpire il nostro pianeta nel tardo XXII secolo.
"Abbiamo deciso di andare su Bennu perché vogliamo sapere che cosa ha visto nel corso della sua evoluzione", aveva spiegato Edward Beshore della University of Arizona, vice-responsabile per la missione OSIRIS-Rex. "Sui pianeti come la Terra, i materiali originali sono stati profondamente modificati dall'attività geologica e dalle reazioni chimiche con l'atmosfera e l'acqua. Pensiamo che Bennu possa essere relativamente invariato, quindi questo asteroide è come una capsula del tempo da esaminare", aveva aggiunto.

Bennu potrebbe conservare anche il materiale organico del giovane Sistema Solare.
La materia organica è costituita principalmente da molecole contenenti atomi di carbonio ed idrogeno ed è fondamentale per la vita terrestre.
L'analisi di qualsiasi composto organico trovato su Bennu sarà per gli scienziati un inventario dei materiali presenti all'inizio del Sistema Solare, che potrebbero aver avuto un ruolo fondamentale nell'origine della vita.

Dai primi dati disponibili risulta che la densità di Bennu è inferiore a quella della roccia, cioè l'asteroide potrebbe contenere dei vuoti al suo interno. Sarebbe quindi una "rubble pile", ossia una pila di macerie.
Bennu appare anche piuttosto scuro. Comportandosi come una strada asfaltata in una giornata calda, assorbe la maggior parte della luce che lo colpisce per poi irradiare questa energia sotto forma di calore. Tale radiazione fornisce una piccola spinta, nota come effetto Yarkovsky, che fa cambiare gradualmente la sua orbita nel tempo. Questo avrebbe spinto l'asteroide ad incontrare una risonanza gravitazionale con Saturno che, a sua volta, lo avrebbe guidato verso il Sistema Solare interno, dove ha sorvolato più volte Venere e la Terra. Ad ogni passaggio, Bennu viene un po' rimodellato internamente ed esternamente sotto l'azione delle varie forze gravitazionali.

Quando OSIRIS-Rex giungerà la destinazione, dopo un'attenta mappatura che durerà due anni per l'individuazione dei siti più promettenti, preleverà dai 60 a 2.000 grammi di campioni a luglio 2020, da riportare sulla Terra il 24 settembre del 2023.

La sonda utilizzerà cinque 5 strumenti di indagine:

  • OSIRIS-REx Camera Suite (OCAMS),
    un sistema costituito da tre telecamere, PolyCam, MapCam e SamCam, fornite dal Lunar and Planetary Laboratory (LPL) dell'Università dell'Arizona per le immagini globali.
    La PolyCam, che è lo strumento di imaging principale, è una fotocamera associata ad un telescopio da 20,3 centimetri che verrà attivata da una distanza di circa 2 milioni di chilometri; la MapCam cercherà satelliti e sbuffi di gas intorno Bennu, mapperà l'asteroide a colori (è dotata di 4 filtri) e fornirà immagini con risoluzione di 1 metro per costruire mappe topografiche; la SamCam, con la sua capacità di riprendere una immagine ogni 1.6 secondi, documenterà le operazioni di raccolta del campione e del campione stesso.
  • OSIRIS-REx Laser Altimeter (OLA),
    uno scanner LIDAR (Light Detection and Ranging), fornito dall'Agenzia Aerospaziale Canadese, che verrà utilizzato per misurare la distanza tra il veicolo spaziale e la superficie dell'asteroide.
  • OSIRIS-REx Thermal Emission Spectrometer (OTES),
    uno strumento fornito dall'Arizona State University che indagherà l'abbondanza di minerali e fornirà indicazioni sulla temperatura.
  • OSIRIS-REx Visible and Infrared Spectrometer (OVIRS),
    è fornito dal Goddard Space Flight Center ed è progettato per osservare Bennu in luce visibile ed infrarossa per identificare minerali e materiale organico.
  • Regolith X-ray Imaging Spectrometer (REXIS),
    un esperimento fornito dagli studenti del Massachusetts Institute of Technology (MIT) e della Harvard University di Cambridge che osserverà lo spettro dei raggi X per identificare gli elementi chimici sulla superficie e le loro abbondanze.

Inoltre, la sonda avrà due sistemi che consentiranno la raccolta di campioni:

  • Touch-And-Go Sample Acquisition Mechanism (TAGSAM),
    un braccio robotico fornito dalla Lockheed Martin Space Systems.
  • OSIRIS-REx Sample Return Capsule (SRC),
    una capsula con scudo termico e paracadute, fornita sempre dalla Lockheed Martin, per il rietro dei campioni sulla Terra.

Il lancio di OSIRIS-Rex arriva in un momento in cui la NASA ha dieci missioni attive ma pochi lanci: OSIRIS-Rex è il primo lancio planetario dalla partenza di MAVEN nel 2013 e sarà l'ultimo fino InSight nel 2018.

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Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
In cerca di una nuova occupazione, negli ultimi anni mi sono occupata di digital advertising, web e video analytics.
Dedico il tempo libero alla mia dolcissima bimba Sofia Vega, a questo sito (creato nel 2012 in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte) ed al processing delle immagini raw scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

Sito web: https://twitter.com/EliBonora
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