Scritto: Lunedì, 25 Luglio 2022 04:45 Ultima modifica: Lunedì, 25 Luglio 2022 06:20

Bennu fratturato per colpa del Sole


L'asteroide visitato dalla navicella della NASA OSIRIS-REx sarebbe soggetto ad un invecchiamento dovuto al Sole molto più rapido di quello che avviene sulla Terra.

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La PolyCam a bordo della navicella spaziale OSIRIS-REx della NASA ha fornito immagini ad alta risoluzione della superficie dell'asteroide Bennu. Ciò ha permesso ai ricercatori di mappare più di 1.500 fratture rocciose.
La PolyCam a bordo della navicella spaziale OSIRIS-REx della NASA ha fornito immagini ad alta risoluzione della superficie dell'asteroide Bennu. Ciò ha permesso ai ricercatori di mappare più di 1.500 fratture rocciose.
Crediti: NASA/Goddard/Università dell'Arizona

Grazie alle immagini ad alta definizione restituite dalla sonda, gli scienziati hanno scoperto che il calore del Sole frattura le rocce in soli 10.000-100.000 anni. Queste informazioni aiuteranno a stimare quanto tempo impiegano i massi su asteroidi come Bennu a rompersi in particelle più piccole, che possono essere espulse nello spazio o rimanere sulla superficie della roccia spaziale.

Decine di migliaia di anni potrebbero sembrare molti, ma "pensavamo che la rigenerazione della superficie degli asteroidi richiedesse alcuni milioni di anni", ha affermato Marco Delbo, scienziato senior presso l'Université Côte d'Azur, CNRS, Observatoire de la Côte d'Azur, Laboratoire Lagrange, Francia e autore principale di un articolo pubblicato su Nature Geoscience. "Siamo rimasti sorpresi nell'apprendere che il processo di invecchiamento e di alterazione degli asteroidi avviene così rapidamente, geologicamente parlando".


Colpa del Sole

Sebbene frane, vulcani e terremoti possano cambiare improvvisamente la superficie della Terra, di solito il paesaggio muta gradualmente. L'acqua, il vento e i cambiamenti di temperatura distruggono lentamente gli strati rocciosi, creando nuove superfici nel corso di milioni di anni. Ma su Bennu il Sole sorge ogni 4,3 ore. All'equatore, le massime diurne possono raggiungere quasi 127 gradi Celsius e le minime notturne precipitano a circa meno 23 gradi Celsius. Questi rapidi sbalzi di temperatura creano un notevole stress interno che frattura le rocce, così come un vetro freddo si rompe sotto l'acqua calda.

Gli scienziati di OSIRIS-REx hanno individuato diverse crepe nelle rocce che sembrano puntare nella stessa direzione, "un segno distintivo che gli shock termici tra il giorno e la notte potrebbero esserne la causa", ha detto Delbo.

Delbo e i suoi colleghi hanno misurato a mano la lunghezza e gli angoli di oltre 1.500 fratture nelle immagini di OSIRIS-REx: alcune più corte di una racchetta da tennis, altre più lunghe di un campo da tennis. Hanno scoperto che le fratture si allineano prevalentemente nella direzione nord-ovest-sud-est. Se queste fossero causate da frane o impatti, punterebbero tutte in direzioni diverse. Quindi, ciò indica che sono state causate dal Sole e che la radiazione solare in questo caso è la forza principale che cambia il paesaggio.

Giovane ma vecchio

Gli scienziati hanno utilizzato un modello computerizzato e le loro misurazioni delle fratture per calcolare il periodo di tempo, da 10.000 a 100.000 anni, impiegato dalle fratture termiche per propagarsi.

"Le fratture termiche su Bennu sono abbastanza simili a quelle che troviamo sulla Terra e su Marte in termini di come si formano", ha affermato Christophe Matonti, coautore dell'articolo frll'Université Côte d'Azur, CNRS, Observatoire de la Côte d'Azur, Géoazur, Sophia-Antipolis, Francia. "È affascinante vedere che possono esistere e sono simili in condizioni fisiche molto", esotiche, "[a bassa gravità, nessuna atmosfera], anche rispetto a Marte"

"Tieni presente che la topografia di Bennu è giovane ma le rocce sugli asteroidi hanno ancora miliardi di anni e contengono informazioni preziose sull'inizio del Sistema Solare", ha affermato Jason Dworkin, scienziato del progetto OSIRIS-REx presso il Goddard Space della NASA nel Maryland..

Probabilmente riusciremo a saperne molto di più il prossimo anno, dopo che il 24 settembre 2023, OSIRIS-REx (Origins, Spectral Interpretation, Resource Identification, Security-Regolith Explorer) restituirà un campione dell'asteroide sulla Terra.

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Letto: 511 volta/e Ultima modifica Lunedì, 25 Luglio 2022 06:20

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Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore e l'image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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