Scritto: Martedì, 06 Novembre 2018 14:55 Ultima modifica: Lunedì, 12 Novembre 2018 08:23

Bennu a 360°


Pubblicata la sequenza di una rotazione completa dell'asteroide da circa 200 km di distanza, ora si vedono anche molte differenze rispetto a Ryugu.

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Le due immagini riprese da Osiris-rex il 1 e 2 Novembre e processate per esaltare i dettagli e le differenze di albedo. Le due immagini riprese da Osiris-rex il 1 e 2 Novembre e processate per esaltare i dettagli e le differenze di albedo. Credit: NASA/Goddard/University of Arizona - Processing: Marco Di Lorenzo

 E' sempre emozionante vedere un nuovo corpo celeste che prende forma man mano che un robot costruito dall'uomo le si avvicina. Questo sta succedendo anche con Bennu, un asteroide NEO ricco di carbonio e di poco inferiore ai 500 metri di diametro, oggetto delle attenzioni da parte della sonda statunitense OSIRIS-Rex che, dopo un viaggio durato 2 anni e due mesi, in questo momento è a soli 190 km da esso.

 La NASA ha appena pubblicato una sequenza di 36 immagini che abbracciano un intervallo di 4h 11m, praticamente una rotazione completa dell'asteroide NEO (che ha un periodo di 4 ore e 17 minuti). Al momento dello scatto, la sonda distava in media 197 km da Bennu e quest'ultimo copre circa 200 pixel di larghezza sul sensore PolyCam. Di seguito, la versione a risoluzione originale:

 Bennu rotation 20181102quarter

Credit: NASA/Goddard/University of Arizona - Processing: Marco Di Lorenzo

 Le due immagini in apertura, invece, sono state riprese a circa 24 ore una dall'altra, da una distanza da 203 e 196 km rispettivamente; esse fanno parte dell'animazione precedente e ritraggono due facce quasi diametralmente opposte. Come nel caso precedente, si tratta di immagini in "super-risoluzione" poichè ciascuna di esse è in realtà il risultato della sovrapposizione di 8 immagini PolyCam riprese in rapida successione (in un intervallo di 2 minuti) e mostrano quindi parecchi nuovi dettagli. Anche se la forma generale somiglia molto a quella di Ryugu, adesso si notano anche parecchie differenze: oltre al masso evidente nell'emisfero sud, che misura una quarantina di metri di lunghezza, si notano numerose chiazze grigio-scure che, guardando bene l'animazione, sono altrettante rocce sporgenti o regioni depresse, che rivelano la loro natura solo in prossimità del terminatore; le loro dimensioni variano da pochi metri a circa 60 metri e sembrano avere una distribuzione abbastanza uniforme. Inoltre, la forma non è del tutto simmetrica perchè, guardando le due immagini, si nota come il rigonfiamento equatoriale è più pronunciato da una parte (su bordo sinistro della prima immagine) e più smussato dal lato opposto; nella seconda immagine, la parte "sporgente" appare vicina al terminatore (a destra) e l'illuminazione radente ne evidenzia una orografia tormentata, suggerendo una genesi tumultuosa. Anche se non ci sono crateri evidenti, guardando l'animazione si intravedono strutture vicine all'equatore vagamente circolari, tra cui quella che si vede nella immagine sulla destra vicino al terminatore nel confronto qui sotto. L'assenza di veri crateri, del resto, è comune in corpi di piccole dimensioni e indica che, se pure ci sono state collisioni nel passato, sono state seguite da un rimodellamento completo della superficie che, comunque, è sicuramente poco coesa e quindi in grado di assorbire impatti senza lasciare tracce, come succederebbe sparando su un mucchio di ghiaia.

confronto

  Confronto tra una immagine ripresa il 28/10 da 770 km (a sinistra) e quella ripresa il 1 Novembre da 203 km; l'orientamento dell'asteroide è quasi lo stesso ma l'illuminazione è differente - Credit: NASA/Goddard/University of Arizona - Processing: Marco Di Lorenzo

 Di seguito una animazione presentata alcuni giorni fa che mostra i progressi nella risoluzione delle immagini (singole e non in super-risoluzione) riprese nel corso del mese scorso. Si tratta di 16 immagini riprese tra il 12 e il 29 ottobre dalla PolyCam camera mentre la distanza passava da 44000 km a 320 km.

BennuApproachOct18s

Credit: NASA/Goddard/University of Arizona - Processing: Marco Di Lorenzo

La sonda si fermerà a 18 km da Bennu tra meno di 1 mese, il 3 dicembre, e rimarrà nei suoi pressi per 18 mesi prima di ripartire alla volta del pianeta Terra.

 

https://www.asteroidmission.org/bennu-at-160-and-200-px/
https://www.asteroidmission.org/bennuapproachoct18/

Read 732 times Ultima modifica Lunedì, 12 Novembre 2018 08:23
Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

https://www.facebook.com/marco.lorenzo.58 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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