Scritto: Mercoledì, 15 Febbraio 2017 06:04 Ultima modifica: Giovedì, 16 Febbraio 2017 06:09

OSIRIS-REx fotografa Giove


Giove al centro, luminosissimo, Callisto a sinistra, Europa ed Io a destra: questa prima immagine del gigante gassoso con tre delle sue lune è stata ripresa dalla fotocamera MapCam a bordo di OSIRIS-REx (Origins, Spectral Interpretation, Resource Identification, and Security– Regolith Explorer) il 9 febbraio alle 8:38 UTC quando la sonda era a 120 milioni di chilometri dalla Terra ed a 675 milioni di chilometri da Giove.

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Giove, Callisto, Ganimede ed Io ripresi dalla PolyCam della sonda OSIRIS-Rex il 12 febbraio 2016. Giove, Callisto, Ganimede ed Io ripresi dalla PolyCam della sonda OSIRIS-Rex il 12 febbraio 2016. Crediti: NASA/Goddard/University of Arizona

OSIRIS-Rex MapCam - Giove, Europa, Io

Giove, Callisto, Europa ed Io ripresi dalla MapCam della sonda OSIRIS-Rex il 9 febbraio 2016.
Crediti: NASA/Goddard/University of Arizona

La foto è stata scattata durante un tes:t di navigazione ottica: il tempo di esposizione di due secondi rende il pianeta sovraesposto ma consente di "vedere" più stelle sullo sfondo.

Tre giorni più tardi, il 12 febbraio alle 8:34 UTC, la PolyCam ha catturato l'immagine in apertura, ottenuta da uno stack di due frame, con Giove al centro, Callisto a sinistra, Io e Ganimede a destra, quando la sonda era a 122 milioni di chilometri dalla Terra e a 673 milioni di chilometri da Giove.

La MapCam e la PolyCam fanno parte della suite OCAMS.
Quando OSIRIS-REx raggingerà l'asteroide Bennu nel 2018, la MapCam avrà compito sarà cercare satelliti in orbita e sbuffi di gas, mappare l'asteroide a colori (è dotata di 4 filtri) e fornire immagini con risoluzione di 1 metro per costruire mappe topografiche; mentre la PolyCam, che è una fotocamera associata ad un telescopio da 20,3 centimetri, sarà lo strumento di imaging principale.

Il veicolo spaziale, dopo aver eseguito con successo la sua prima Deep Space Maneuver (DSM-1) il 28 dicembre 2016, ha iniziato il 9 febbraio una sessione di due settimane alla ricerca di asteroidi troiani della Terra.
Questi oggetti sono compagni costanti dei pianeti del nostro Sistema Solare, rimanendo stabilmente in orbita attorno ai punti di Lagrange L4 e L5, situati 60° davanti e dietro al pianeta.
Quelli noti sono attorno a Giove che ne ha quasi 6.000, a Nettuno, a Marte, a Venere ed a Urano. Per la Terra, invece, ne è stato scoperto solo uno (temporaneo), 2010 TK7, dalla missione della NASA NEOWISE nel 2010. Ma gli scienziati ritengono che il nostro pianeta deve averne di più: il problema è che sono difficili da individuare dalla superficie perché appaiono troppo vicino al Sole.

Punti di LagrangeOSIRIS-Rex è attualmente in viaggio verso il quarto punto di Lagrange che precede il nostro pianeta con un angolo di sessanta gradi sull'orbita della Terra intorno al Sole e si trova ad una distanza di circa 150 milioni di chilometri.

In tutto la MapCam raccoglierà 135 immagini da passare al setaccio e nel piano sono incluse anche osservazioni di Giove, di diverse galassie e degli asteroidi della fascia principale 55 Pandora, 47 Aglaja e 12 Victoria.

Anche se la ricerca dovesse dare esito negativo, sarà un buon allenamento per il team perché le operazioni pianificate sono molto simili a quelle che dovrà eseguire la sonda attorno a Bennu, per cercare piccoli satelliti in orbita e potenziali pericoli per la missione.

OSIRIS-Rex

Fonte: asteroidmission.org

Il 13 febbraio, la sonda si trovava a 123 milioni di chilometri dalla Terra; mancavano 1.530 milioni di chilometri all'appuntamento con Bennu; viaggiava con una velocità relativa rispetto alla Terra di 20 chilometri al secondo e di 31 chilometri al secondo rispetto al Sole ed i segnali impiegavano 6,84 minuti per raggiungerci.

Callisto a sinistra, Europa ed Io a destra: questa immagine è stata ripresa dalla fotocamera MapCam a bordo di OSIRIS-REx (Origins, Spectral Interpretation, Resource Identification, and Security– Regolith Explorer) il 9 febbraio alle 8:38 UTC quando la sonda era a 120 milioni di chilometri dalla Terra ed a 675 milioni di chilometri da Giove.

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Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing.
Dedico il tempo libero alla mia dolcissima bimba Sofia Vega, a questo sito (creato nel 2012 in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte) ed al processing delle immagini raw scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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