Scritto: Lunedì, 31 Agosto 2015 12:35 Ultima modifica: Martedì, 06 Settembre 2016 17:06

Gli occhi di OSIRIS-REx


L'università dell'Arizona ha appena realizzato gli strumenti che permetteranno alla sonda americana di fotografare l'asteroide Bennu.

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La suite di camere OCAMS sul banco ottico, sistemate allo stesso modo in cui verranno installate sulla sonda. La suite di camere OCAMS sul banco ottico, sistemate allo stesso modo in cui verranno installate sulla sonda. Credit: University of Arizona/Symeon Platts

 Della missione OSIRIS-Rex (Origins Spectral Interpretation Resource Identification Security Regolith Explorer) abbiamo già parlato in un precedente articolo. Qui ricordiamo che si tratta della prima missione degli Stati Uniti finalizzata a raccogliere e riportare a terra un campione prelevato da un asteroide (finora ci sono riusciti, in parte, solo i giapponesi con la missione Hayabusa); partendo tra un 1 anno, nel 2023 dovrebbe restituirci il campione di suolo più grande dallo spazio dai tempi delle missioni lunari Apollo. L'asteroide scelto come obiettivo si chiama Bennu e si ritiene possa contenere indizi sull'origine del sistema solare e, forse, sulla fonte di acqua e molecole organiche che possono aver favorito la vita sulla Terra. Bennu ha anche una probabilità relativamente alta di impattare la Terra alla fine del 22 ° secolo* e l'indagine di Osiris-Rex indirizzerà gli sforzi futuri per sviluppare una missione per mitigare un impatto, qualora dovesse essere necessario.

Asteroid Exploration Infographic Final scale bottom

Infografica sulle missioni di esplorazione di corpi minori del sistema solare (comete e asteroidi); si noti la grande differenza di scala tra gli oggetti interessati, in basso.
Credit: University of Arizona, OSIRIS-REx  collaboration, NASA.

  Da oltre due milioni di chilometri di distanza, una potente macchina fotografica vedrà il piccolo asteroide Bennu per la prima volta, aiutando a guidare il veicolo spaziale per la sua destinazione. Una volta giunta a qualche centinaio di metri dall'asteroide, nel 2018, il meccanismo di messa a fuoco trasformerà la fotocamera da un telescopio a un microscopio, consentendole di esaminare piccole rocce in dettaglio.

 Questa fotocamera, chiamata PolyCam, è lo strumento principale di una suite innovativa di tre telecamere progettate e realizzate dal "Lunar and Planetary Laboratory" (LPL) dell' Università dell' Arizona. Insieme, queste telecamere consentiranno a Osiris-Rex di mappare l'asteroide Bennu, scegliere un sito rappresentativo e assicurare che il campione sia stivato correttamente sul veicolo spaziale. Nei giorni scorsi, l'Università dell'Arizona ha consegnato la Camera Suite (OCAMS) alla Lockheed Martin Space Systems per l'integrazione sulla sonda. 

 "Le tre telecamere OCAMS (PolyCam, MapCam e la SamCam) saranno gli occhi della nostra missione su Bennu", ha detto Dante Lauretta, ricercatore principale per Osiris-Rex presso la University of Arizona.

MapCam cercherà satelliti e sbuffi di gas intorno Bennu, mapperà l'asteroide a colori (è dotata di 4 filtri) e fornirà immagini con risoluzione di 1 m per costruire mappe topografiche.

SamCam, con la sua capacità di riprendere una immagine ogni 1.6 secondi, documenterà le operazioni di raccolta del campione e del campione stesso.

 In addizione alla suddetta suite, la sonda sarà anche dotata di un'altra fotocamera interna (StowCam) per controllare il corretto stocccaggio del campione all'interno della capsula che rientrerà nell'atmosfera terrestre.

"L'obiettivo più importante di queste telecamere è quello di massimizzare la nostra capacità di riportare con successo un campione", ha detto Bashar Rizk del team OCAMS; "La nostra missione richiede un sacco di attività durante un viaggio - navigazione, mappatura, ricognizione, scelta del sito e prelievo. Mentre saremo lì, avremo bisogno della capacità di vedere continuamente quello che sta accadendo intorno all'asteroide, al fine di prendere decisioni in tempo reale". "Questo è un altro passo importante nella preparazione per la nostra missione", ha dichiarato Mike Donnelly, Osiris-Rex project manager della NASA Goddard Space Flight Center di Greenbelt, nel Maryland. "Con la consegna di OCAMS al contraente del veicolo spaziale, avremo la nostra serie completa di telecamere e spettrometri," Mentre SamCam e MapCam sono state realizzate esclusivamente da LPL, l'ottica e la struttura del PolyCam sono state fatte attraverso un programma congiunto tra LPL e il College di Scienze Ottiche dell'Università di Arizona; si tratta di un'ottica telescopica con apertura di ben 20 cm.

* Nota aggiunta il 1 Settembre: in base alle stime attuali, basate anche su misure radar, Bennu ha un diametro di 490 metri e una probabilità cumulativa dello 0.037% di cadere sulla Terra tra il 2175 e il 2199 (data ultima delle simulazioni); in caso remoto di impatto, potrebbe sviluppare una energia di 1200 Mton, scavando un cratere d circa 5 km (calcolato usando http://www.purdue.edu/impactearth/).  

 

Riferimenti:
- http://www.asteroidmission.org/?post_type=latest-news&p=619

Altre informazioni su questo articolo

Letto: 3123 volta/e Ultima modifica Martedì, 06 Settembre 2016 17:06
Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

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