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Il mistero della rotazione invisibile di Ultima Thule In evidenza

Mosaico di immagini LORRI in cui sono state sottratte le stelle di fondo, durante l'intera fase di approccio (da 172 a 24 milioni di km)
Mosaico di immagini LORRI in cui sono state sottratte le stelle di fondo, durante l'intera fase di approccio (da 172 a 24 milioni di km) Image credit: NASA/Johns Hopkins Applied Physics Laboratory/Southwest Research Institute/Henry Throop - Processing: Marco Di Lorenzo

  C'è un piccolo, grande mistero intorno al moto di rotazione di Ultima Thule, che non traspare dalla curva di luce come invece ci si aspetterebbe; New Horizons lo risolverà tra meno di 10 giorni...

 Come raccontato nell'ultimo aggiornamento, New Horizons è ormai entrata nel vivo della fase di approccio a 2014 MU69 (da tutti ormai chiamato "Ultima Thule"), l'oggetto più remoto nel Sistema Solare mai visitato da vicino. Una settimana fa, il team di ricercatori che doveva individuare eventuali detriti pericolosi attorno al KBO (oggetto nella fascia di Kuiper) ha dichiarato che non ci sono evidenze di anelli o satelliti lungo la strada e ha quindi dato la "luce verde" per un sorvolo alla minima distanza pianificata di 3500 km, alle 6:33 del 1 gennaio prossimo. In realtà, racconta ora Alan Stern, principal investigator della missione, Martedi c'è stata comunque una piccola correzione di rotta finale, un'accensione di 27 secondi che ha variato la velocità della sonda di soli 26 cm/s. Questo aggiustamento dovrebbe servire a cancellare un disallineamento di 300 km nell'ultima stima della traiettora, peraltro anticipando il fly-by di 5 secondi.

 Adesso non saranno più possibili ulteriori correzioni di rotta ma New Horizons continuerà a fotografare il suo obiettivo sempre meglio e le informazioni di posizione che si otterranno nei prossimi giorni verranno usate per correggere alcuni parametri del software che gestisce le osservazioni durante le ore del flyby; questo eviterà agli strumenti di "sbagliare inquadratura", centrando l'obiettivo. Questo tipo di aggiustamento sarà possibile fino al giorno prima del massimo avvicinamento, considerando che i segnali radio inviati da Terra richiedono 6 ore e 7 minuti abbodanti per giungere alla sonda. 

 L'immagine in apertura è basata su alcuni fotogrammi di un filmato contenente la sequenza di osservazioni effettuate dalla camera telescopica LORRI durante gli ultimi 4 mesi di avvicinamento; qui sotto c'è una versione (rimpicciolita per motivi di spazio) che mostra l'emozionante comparsa e il progressivo aumento di luminosità del KBO, inizialmente debolissimo e completamente perso nel campo stellare inquadrato; la versione a destra è quella in cui le stelle di fondo (fisse) sono state artificialmente rimosse e dove Ultima si vede molto più chiaramente. 

20181220 2s

 Nelle centinaia di immagini riprese dalla sonda, tuttavia, manca un ingrediente importante che si sperava di poter ricavare. Infatti, sebbene si sappia, grazie alle osservazioni di occultazioni stellari fatte da Terra già dall'anno scorso, che l'oggetto KBO non ha affatto una forma sferica (e anzi appare decisamente allungato o addirittura composto da due oggetti a contatto), non è possibile riscontrare alcuna chiara pulsazione ritmica in luminosità, cosa che tipicamente avviene in un oggetto rotante e asimmetrico. In altre parole, la cosiddetta "curva di luce" di Ultima Thule vista da New Horizons appare piatta!

 "È davvero un enigma" ha dichiarato il "solito" Alan Stern, "io chiamo il primo puzzle di Ultima: come mai ha una modulazione di luce così minuscola che non possiamo nemmeno rilevarla? Mi aspetto che le immagini dettagliate del volo ravvicinato arrivino presto a darci molti altri misteri, ma questo non me lo aspettavo, e non così presto."

 Cosa potrebbe spiegare la piccola curva di luce ancora non rilevata? I membri del team scientifico hanno idee diverse al riguardo. Secondo Marc Buie del Southwest Research Institute, è possibile che stiamo vedendo il polo di rotazione di Ultima e questa spiegazione è la più naturale, ma richiede l'improbabile allineamento quasi perfetto dell'asse di rotazione del KBO con la traiettoria della sonda.

 "Un'altra spiegazione", ha detto Mark Showalter del SETI Institute, "è che Ultima potrebbe essere circondata da una nuvola di polvere e gas che oscura la sua curva di luce, proprio come la chioma di una cometa spesso sovrasta la luce riflessa dal suo nucleo centrale." Questa spiegazione è plausibile, ma una chioma di questo tipo richiederebbe una notevole fonte di calore per essere generata, e Ultima è troppo lontana perché la debole luce del Sole ci riesca [inoltre, non è stata rilevata la sua presenza nelle occultazioni suddette e anche dalle ultime riprese di NewHorizons, non sembra che ci sia materiale in quantità apprezzabile almeno fino a qualche centinaio di km intorno a Ultima - NdR].

 Ci sono altre spiegazioni ancora più fantasiose, come quella di un gran numero di "piccole lune agitate" che, sommando le proprie curve di luce a quella del corpo principale, finiscono per mascherarlo; una simile situazione, oltre a non avere paralleli nel resto del sistema solare, incontra le stesse obiezioni della precedente [NdR].

 [A dire il vero, c'è un'altra spiegazione molto più semplice, ed è quella che Ultima non stia ruotando affatto, oppure che lo faccia molto lentamente, con periodo di parecchi giorni; anche se questa situazione è poco comune tra i corpi minori del Sistema Solare, non è da escludere e potrebbe essere il risultato di collisioni passate, anche se piuttosto rare in questa regione. NdR]

Quindi, qual è la risposta? "È difficile dire quale di queste idee sia giusta", ha affermato Stern. "Forse è qualcosa che non abbiamo nemmeno pensato. In ogni caso, arriveremo presto a fondo di questo enigma. New Horizons piomberà su Ultima e scatterà immagini ad alta risoluzione il 31 dicembre e il 1 gennaio; la prima di quelle immagini sarà disponibile sulla Terra appena un giorno dopo. Quando vedremo quelle immagini ad alta risoluzione, conosceremo la risposta al seccante rompicapo di Ultima; stay tuned!"

 

Riferimenti:
http://pluto.jhuapl.edu/News-Center/PI-Perspectives.php?page=piPerspective_12_20_2018
http://pluto.jhuapl.edu/News-Center/News-Article.php

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Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

Sito web: https://www.facebook.com/marco.lorenzo.58
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