Scritto: Mercoledì, 22 Giugno 2016 08:05 Ultima modifica: Mercoledì, 22 Giugno 2016 18:36

Anche Plutone potrebbe avere un oceano sotterraneo


Indizi trovati dalla sonda della NASA New Horizons durante lo storico sorvolo dello scorso anno, lasciano supporre che Plutone avesse un oceano liquido sotto la crosta ghiacciata molti anni fa. Ma secondo una nuova ricerca condotta da Noah Hammond, uno studente della Brown University, questo oceano potrebbe esistere ancora oggi.

Rate this item
(0 votes)
Dettaglio della superficie di Plutone ripreso dalla sonda della NASA New Horizons Dettaglio della superficie di Plutone ripreso dalla sonda della NASA New Horizons Crediti: NASA/JHUAPL/SwRI

Le immagini inviate a Terra dalla sonda hanno dimostrato che Plutone è molto di più di una semplice palla ghiacciata.
Ha una superficie esotica ed attiva con diversi tipi di ghiaccio, acqua, azoto e metano. Ha montagne alte centinaia di metri, cayon e faglie ed una pianura altrettanto sterminata.
"New Horizons ha dimostrato che ci sono caratteristiche tettoniche distensive che indicano che il pianeta nano ha subito un periodo di espansione globale", ha detto Hammond nella press release. "Un oceano sotto la superficie che si sta lentamente congelando potrebbe spiegare questo genere di espansione".

Gli scienziati pensano che elementi radioattivi all'interno del nucleo roccioso, possano creare calore sufficiente a sciogliere parte della crosta ghiacciata ma nel corso del tempo e delle orbite nella gelida fascia di Kuiper la parte fusa avrebbe iniziato a congelare di nuovo. Dato che il ghiaccio è meno denso dell'acqua e quando gela si espande, se Plutone avesse un mare sotterraneo congelato o in fase di congelamento si genererebbero in superficie proprio quelle caratteristiche trovate da New Horizons. In alternativa, il risultato osservato potrebbe essere una conseguenza della lotta gravitazionale con Caronte ma le dinamiche gravitazionali si sarebbero affievolite da tempo mentre alcune caratteristiche appaiono giovani, geologicamente parlando. Così la tesi migliore e più accreditata sembra essere proprio la presenza di un oceano sotterraneo.

Lo studio è basato su un modello di evoluzione termica del pianeta nano, aggiornato con i dati provenienti da New Horizons: in pratica, se Plutone fosse congelato milioni o miliardi di anni fa mostrerebbe segni evidenti di contrazione globale che, invece, non sono visibili; al contrario i dati confermano che si sta espandendo.

Il lavoro messo a punto da Hammond dimostra che a causa delle basse temperature e dell'alta pressione presente all'interno del pianeta nano, un oceano completamente ghiacciato si sarebbe velocemente convertito dal ghiaccio normale che tutti conosciamo in una fase diversa chiamata ghiaccio II che ha una struttura cristallina più compatta del ghiaccio standard. Di conseguenza, un oceano congelato in ghiaccio II occuperebbe un volume minore e porterebbe ad una contrazione globale, piuttosto che ad un'espansione.
"Quindi possiamo concludere che il ghiaccio II non si è formato e, pertanto, che l'oceano non si è completamente congelato", conclude Hammond.

Tuttavia, tale ipotesi è legata ad alcune specifiche condizioni.
La formazione di ghiaccio II, infatti, dipende dallo spessore del guscio ghiacciato di Plutone: si forma solo se la crosta è spessa 260 chilometri o più. Se il guscio fosse più sottile, l'oceano si sarebbe congelato senza formare ghiaccio II, molto più rapidamente e senza causare contrazione. Ma i ricercatori sono concordi nel credere che il guscio ghiacciato è più spesso di 260 chilometri: anzi, il loro modello aggiornato suggerisce che il suo spessore sia prossimo ai 300 chilometri ed oltre, avvalorando la tesi di Hammond.

"E' sorprendente per me la possibilità che si possano avere vasti habitat con oceani di acqua liquida così lontano dal Sole", ha detto Hammond. "La stessa cosa potrebbe accadere su altri oggetti della fascia di Kuiper ed è assolutamente incredibile".

Recent Tectonic Activity on Pluto Driven by Phase Changes in the Ice Shell [abstract]

The New Horizons spacecraft has found evidence for geologic activity on the surface of Pluto, including extensional tectonic deformation of its water ice bedrock (see Moore et al. [2016]). One mechanism that could drive extensional tectonic activity is global surface expansion due to the partial freezing of an ocean. We use updated physical properties for Pluto and simulate its thermal evolution to understand the survival of a possible subsurface ocean. For thermal conductivities of rock less than 3 W m−1 K−1, an ocean forms and at least partially freezes, leading to recent extensional stresses in the ice shell. In scenarios where the ocean freezes and the ice shell is thicker than 260 km, ice II forms and causes global volume contractions. Since there is no evidence for recent compressional tectonic features, we argue that ice II has not formed and that Pluto's ocean has likely survived to present day.

Altre informazioni su questo articolo

Read 1199 times Ultima modifica Mercoledì, 22 Giugno 2016 18:36
Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing.
Dedico il tempo libero alla mia dolcissima bimba Sofia Vega, a questo sito (creato nel 2012 in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte) ed al processing delle immagini raw scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

https://twitter.com/EliBonora | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Leave a comment

Make sure you enter all the required information, indicated by an asterisk (*). HTML code is not allowed.

Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno

AcquistaLa pubblicazione ripercorre le gesta della missione interplanetaria NASA / ESA / ASI Cassini–Huygens, che esplorò Saturno e le sue lune dal 2004 al 2017. Le principali fasi del progetto, del lungo viaggio durato sette anni e della missione ultradecennale sono raccontate con semplicità e passione allo scopo di divulgare e ricordare una delle imprese spaziali robotiche più affascinanti ideate dall’uomo. Le meravigliose foto scattate dalla sonda nel sistema di Saturno, elaborate e processate dall’autrice, sono parte centrale della narrazione. Immagini uniche che hanno reso popolare e familiare un angolo remoto del nostro Sistema Solare. 244 pagine.

Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno di Elisabetta Bonora

 

Seguici!

Newsletter

Abilita il javascript per inviare questo modulo

Immagine del giorno

NEO news

  • NEO News

    Notizie e aggiornamenti sugli incontri ravvicinati con oggetti potenzialmente pericolosi e sulla loro catalogazione. Ultimo aggiornamento: 1 Giugno

statisticaMENTE

  • COVID-19 update
    COVID-19 update

    Periodico aggiornamento sulla curva di contagio in Italia, con possibili sviluppi futuri. (aggiornamento del 1 Giugno sera)

  • ISS height
    ISS height

    Andamento dell'orbita della Stazione Spaziale Internazionale.

    Aggiornamento del 30 Maggio [Last update: 05/30/2020]

  • HST orbit
    HST orbit

    Hubble Space Telescope orbit monitor.

    Aggiornamento del 30 Maggio [Last update: 05/30/2020].

  • Insight statistics
    Insight statistics

    Meteorologia e numero di immagini trasmesse dal lander geologo [aggiornato al 1/6/20 - Sol 537] 

  • OSIRIS REx operations
    OSIRIS REx operations

    Le manovre della sonda americana intorno a Bennu (aggiornato il 29/4/20). 

  • Curiosity odometry
    Curiosity odometry

    Statistiche sulla distanza percorsa, posizione, velocità e altezza del rover Curiosity.

    Aggiornato il 1 Maggio [updated on May,01]

HOT NEWS