Scritto: Giovedì, 05 Maggio 2016 09:37 Ultima modifica: Domenica, 08 Maggio 2016 16:49

Plutone: più pianeta che cometa


I dati rilevati dallo strumento Solar Wind Around Pluto (SWAP) a bordo della sonda della NASA New Horizons, raccolti durante lo storico fly-by del 2015, hanno sorpreso gli scienziati mostrando che Plutone non interagisce con il vento solare come le comete ma in modo molto più simile ai pianeti, quali Marte o Venere.

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Schema di interazione di Plutone con il vento solare, basato sui dati SWAP. Schema di interazione di Plutone con il vento solare, basato sui dati SWAP. Crediti: American Geophysical Union

"Non abbiamo mai visto in nessuna parte del nostro Sistema Solare questo tipo di interazione",  ha dichiarato nel report David J. McComas, autore principale dello studio pubblicato su Journal of Geophysical Research, professore di scienze astrofisiche alla Princeton University e vice presidente al Princeton Plasma Physics Laboratory.

Il vento solare è il flusso costante di particelle cariche proveniente da Sole a 1,6 milioni di chilometri all'ora che investe, pianeti, asteroidi, comete e lo spazio interplanetario.
Dato che Plutone è così lontano dal Sole e piccolo, fino ad oggi era convinzione comune che la sua gravità non fosse sufficiente a tenere gli ioni pesanti nell'atmosfera estesa e di conseguenza si comportasse tipo le comete, circondato da una vasta regione in cui il vento solare viene dolcemente rallentato, al contrario di pianeti più grandi dove si verificano brusche deviazioni. Plutone, invece, si è rivelato un "ibrido".

Inoltre, come la Terra, ha una lunga coda di ioni che si estende "sottovento", almeno fino ad una distanza di circa 118.700 chilometri (100 raggi di Plutone), quasi tre volte la circonferenza della Terra, con una "notevole struttura" di ioni pesanti dell'atmosfera. "Controvento", invece, l'area di interazione è più piccola di quanto si pensasse e il vento solare può avvicinarsi fino a 3.000 chilometri dal pianeta nano (circa un paio di raggi planetari). Una sottile "Plutopausa", analoga alla magnetopausa della nostra magnetosfera, separa la coda di ioni dalla zona d'urto con il vento solare.

Pluto's Interaction with the Solar Wind [abstract]

his study provides the first observations of Plutogenic ions and their unique interaction with the solar wind. We find ~20% solar wind slowing that maps to a point only ~4.5 RP upstream of Pluto and a bow shock most likely produced by comet-like mass loading. The Pluto obstacle is a region of dense heavy ions bounded by a “Plutopause” where the solar wind is largely excluded, and which extends back >100 RP into a heavy ion tail. The upstream standoff distance is at only ~2.5 RP. The heavy ion tail contains considerable structure, may still be partially threaded by the IMF, and is surrounded by a light ion sheath. The heavy ions (presumably CH4+) have average speed, density, and temperature of ~90 km s-1, ~0.009 cm-3, and ~7x105 K, with significant variability, slightly increasing speed/temperature with distance and are N-S asymmetric. Density and temperature are roughly anti-correlated yielding a pressure ~2 x10-2 pPa, roughly in balance with the interstellar pickup ions at ~33 AU. We set an upper bound of <30 nT surface field at Pluto and argue that the obstacle is largely produced by atmospheric thermal pressure like Venus and Mars; we also show that the loss rate down the tail (~5 x1023 s-1) is only ~1% of the expected total CH4 loss rate from Pluto. Finally, we observe a burst of heavy ions upstream from the bow shock as they are becoming picked up and tentatively identify an IMF outward sector at the time of the NH flyby.

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Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore ed image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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