Scritto: Venerdì, 26 Febbraio 2016 06:52 Ultima modifica: Sabato, 27 Febbraio 2016 10:47

La variegata geologia di Plutone: i canyon congelati del polo Nord


Una nuova immagine appena pubblicata dalla NASA evidenzia come la geologia cambi radicalmente sulla superficie di Plutone. Questa vista mostra i canyon congelati del polo nord, in una zona informalmente chiamata Lowell Regio, in onore di Percival Lowell, che ha fondato il Lowell Observatory ed ha avviato la ricerca grazie alla quale è stato scoperto il pianeta nano.

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La variegata geologia di Plutone: i canyon congelati del polo Nord Credit: NASA/JHUAPL/SwRI

Il canyon più ampio vicino al polo nord, segnato in giallo nell'immagine annotata qui sotto, è largo 75 chilometri con una valle tortuosa, in blu, che lo percorre per tutta la lunghezza. Più ad est, un altro canyon si delinea quasi parallelo, in verde, ed è largo 10 chilometri. Queste caratteristiche sono la prova di un'antica attività tettonica su Plutone. Le pareti degradate sembrano indicare una topografia più antica rispetto ad altre presenti sul pianeta nano, oppure potrebbe trattarsi di un materiale più debole e quindi maggiormente alterabile.
Ancora più ad est si snoda un'altra valle, in rosa. Il terreno in basso a destra nell'immagine sembra essere ricoperto da una patina che ammorbidisce e nasconde in parte la geologia su piccola scala, "addolcendo" il paesaggio.
Grandi pozzi dalla forma irregolare, in rosso, in basso a destra, larghi fino a 70 chilometri e profondi 4, sembrano delle vere e proprie cicatrici in questa regione: potrebbero indicare zone in cui il sottosuolo ghiacciato si è sciolto o è sublimato, causando un collasso.

Plutone - polo nord

Credit: NASA/JHUAPL/SwRI

Questa immagine è stata ottenuta dal Ralph/Multispectral Visible Imaging Camera (MVIC) quando la sonda della NASA New Horzons si trovava a 33.900 chilometri di distanza da Plutone, 45 minuti prima del massimo avvicinamento durante lo storico fly-by del 14 luglio 2015.

Il colore, anche se migliorato nella rappresentazione, mostra una composizione insolita: i rilievi sono più giallognoli ma il terreno svanisce verso un grigio bluastro uniforme scendendo verso quote e latitudini più basse.
I dati in infrarosso rilevati dalla sonda da New Horizons indicano che il ghiaccio di metano è abbondante in tutta la Lowell Regio, mentre il ghiaccio di azoto è praticamente assente.
"Una possibilità è che i terreni gialli corrispondano ai depositi di metano più antichi che hanno subito maggiormente gli effetti della radiazione solare rispetto ai terreni blu", ha spiegato nel report Will Grundy, del team del Lowell Observatory di Flagstaff, in Arizona.

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Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore ed image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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