Scritto: Venerdì, 08 Gennaio 2016 05:20 Ultima modifica: Venerdì, 12 Agosto 2016 18:13

Nuove immagini da New Horizons: le "X" che raccontano il ciclo dell'azoto su Plutone


Nuove immagini inviate a Terra dalla sonda della NASA New Horizons il 24 dicembre 2015, mostrano altri incredibili dettagli della Sputnik Planum, la pianura che riempie buona parte della caratteristica a forma di "cuore" sulla superficie di Plutone.

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Questa immagine è stata trasmessa a Terra dalla sonda della NASA New Horizons il 24 dicembre 2015. Ripresa dal Long Range Reconnaissance Imager (LORRI), mostra un dettaglio della Sputnik Planum. Questa immagine è stata trasmessa a Terra dalla sonda della NASA New Horizons il 24 dicembre 2015. Ripresa dal Long Range Reconnaissance Imager (LORRI), mostra un dettaglio della Sputnik Planum. Credit: NASA/JHUAPL/SwRI

Grazie alle sorprendenti foto scattate dalla fotocamera Long Range Reconnaissance Imager (LORRI) di New Horizons durante lo storico fly-by del 14 luglio 2015, l'enigmatica pianura si è rivelata tutt'altro che monotona. E' considerata una zona giovane in termini geologici perché priva di crateri: il pavimento è composto da cellule ghiacciate di azoto dai contorni irregolari, in cui il metano ha colmato le lacune; decorata da increspature simili a dune, texture a "pelle di serpente" e "fossette".

Si trova ad una quota inferiore rispetto alla zona circostante ma anche le cellule poligonali che la compongono, con diametri tra i 16 ed i 40 chilometri, sembrano avere una topografia: osservate con un'illuminazione radente, mostrano un centro rialzato e bordi increspati, con variazioni complessive di altezza di circa 100 metri.

Le "X", cioè i punti in cui i blocchi si incontrano come le fughe di una pavimentazione, secondo gli scienziati, indicano un'attività intrigante tipica del pianeta nano.

Il modello a cellule deriverebbe dalla lenta convezione termica e ciclica dei ghiacci di azoto.

Grazie al modesto calore interno di Plutone, un serbatorio sotterraneo, ad alcuni chilometri di profondità, conserverebbe azoto solido. Questo, ribollendo, riuscirebbe a risalire in superficie trasformandosi in grandi blocchi che, raffreddandosi, tenderebbero a sprofondare di nuovo.

Per William McKinnon, geologo della squadra, il processo può essere paragonato a quello di una lava lamp (lampada di lava) larga e più profonda della Baia di Hudson (Canada), la baia marina più vasta del mondo.

Un altro mosaico appena pubblicato mostra un'area di 250 chilometri ad ovest della Sputnik Planum.
E' stato ottenuto combinando la risoluzione in bianco delle immagini di LORRI riprese il 14 luglio 2015 da una distanza di 49.000 chilometri e le informazioni colore della Ralph/Multispectral Visible Imaging Camera (MVIC) di 20 minuti più tardi, da una distanza di 34.000 chilometri. Avevo già anticipato un nostro processing a colori del frame in basso a destra nell'ultimo post (disponibile per il download dalla nostra gallery).

New Horizons 14 luglio 2016

Credit: NASA/JHUAPL/SwRI

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Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing.
Dedico il tempo libero alla mia dolcissima bimba Sofia Vega, a questo sito (creato nel 2012 in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte) ed al processing delle immagini raw scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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