Scritto: Mercoledì, 09 Dicembre 2015 05:36 Ultima modifica: Mercoledì, 09 Dicembre 2015 07:07

VIDEO: l'ambiente spaziale in cui ha viaggiato New Horizons


Sebbene lo spazio vuoto sia molto più vuoto di quello che siamo in grado di ricreare nei laboratori, non è ancora completamente vuoto.

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Rappresentazione artistica della sonda New Horizons Rappresentazione artistica della sonda New Horizons Credits: Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Southwest Research Institute

Il Sole rilascia un flusso costante di particelle trasportate con il vento solare ed occasionalmente nubi di plasma, ogni qualvolta si verifica un'espulsione di massa coronale. La densità, la velocità e la temperatura di queste particelle, nonché la loro direzione ed intensità dei campi magnetici incorporati, è il difficile ambiente spaziale in cui si devono muovere i nostri esploratori robotici e in cui la sonda della NASA New Horizons ha viaggiato per nove anni.

Un video appena pubblicato dalla NASA, mostra l'ambiente spaziale in direzione di Plutone fino al mese di luglio 2015, quando New Horizons ha eseguito lo storico sorvolo tra il pianeta nano e le sue lune.

Questa mappa dinamica è stata ottenuta con l'utilizzo di modelli meteorologici spaziali e dall'osservazione diretta dei fenomeni che avevano superato la Terra diverso tempo prima.
"La simulazione inizia nel mese di gennaio del 2015 perché le particelle che hanno passato Plutone a luglio 2015 hanno impiegato circa sei mesi di tempo per compiere il viaggio dal Sole", ha detto Dusan Odstrcil, uno scienziato del Goddard Space Flight Center della NASA che ha lavorato al modello.

Il video è una nuova versione di quello rilasciato nel mese di luglio, basato sul modello "Enlil", dal nome del dio sumero del vento, ideato da Dusan Odstricil negli anni '90.

L'estensione di queste simulazioni ai confini del Sistema Solare, normalmente utilizzate per caratterizzare l'ambiente vicino alla Terra, ha contribuito al successo della missione New Horizons perché una migliore comprensione della meteorologia spaziale può aiutare a proteggere i veicoli spaziali dagli effetti dannosi delle radiazioni.

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Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing.
Dedico il tempo libero alla mia dolcissima bimba Sofia Vega, a questo sito (creato nel 2012 in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte) ed al processing delle immagini raw scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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