Scritto: Sabato, 17 Ottobre 2015 06:16 Ultima modifica: Venerdì, 12 Agosto 2016 18:26

Alla scoperta dei crateri di Plutone


Le recenti immagini di Plutone trasmesse a Terra dalla sonda della NASA New Horizons non solo svelano un modo assolutamente inaspettato ma stanno aiutando gli scienziati a conoscere la storia dell'ex nono pianeta del nostro Sistema Solare.

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#PlutoFlyby - LORRI: compilation di mosaic della Sputnik Planum #PlutoFlyby - LORRI: compilation di mosaic della Sputnik Planum Credits: NASA/JHUAPL/SwRI - Processing: Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today

Plutone si è dimostrato molto più complesso del previsto da un punto di vista topografico, mentre la grande varietà di colori testimonia una composizione incredibilmente eterogenea.
Le analisi dei dati e delle immagini stanno procedendo su vari fronti, coinvolgendo diverse discipline ma uno dei primi step negli studi planetari è la cosiddetta "conta dei crateri" per determinare l'età della superficie e quali processi potrebbero averla rimodellata nel corso degli anni.
Sembrerebbe semplice ma, al contrario, il più delle volte la strada è tutta in salita perché ci sono zone in grado di mettere a dura prova i modelli. E' il caso dell'enigmatica grande pianura priva di crateri "Sputnik Planum" che riempie la regione a forma di cuore, chiamata Tombaugh Regio in onore del suo scopritore Clyde William Tombaugh.

Nella composizione in apertura, disponibile per il download a dimensione intera nella nostra gallery, ho riassunto i mosaici della Sputnik Planum a diverse risoluzioni, ripresi nella fase di avvicinamento durante il flyby del 14 luglio dalla fotocamera Long Range Reconnaissance Imager (LORRI) e rilasciati in formato raw nel catalogo della missione.

Il metodo della datazione tramite i crateri è un sistema un po' complicato. Ci sono molti fattori da tenere in considerazione, tipo le dimensioni del corpo che ha impattato e come i diversi tipi di terreno hanno reagito al colpo, o i depositi di materiale espulso che si creano nei dintorni, o il fatto che la luce e le ombre in un'immagine, così come la prospettiva, possono rendere molto diverso lo stesso scenario.

Comparazione dei crateri: Plutone e Caronte

Queste immagini affiancate di Plutone e Caronte mostrano gli effetti di una diversa illuminazione sulla geometria dei crateri.
Credit: SwRI/Kelsi Singer

Chi aveva seguito i nostri aggiornamenti in diretta il giorno del flyby, ricorderà che tutto era avvenuto molto rapidamente, ciò significa che le foto catturate dai sistemi di imaging sono state riprese tutte (più o meno) con le stesse condizioni di luce: sole a picco per le latitudini settentrionali di Plutone e Caronte e raggi di luce inclinati verso l'equatore. Ciò rende tutti i crateri del nord apparentemente più piatti.

Kelsi Singer, del team scientifico di New Horizons, ha raccontato nel blog di missione che la squadra sta lavorando ad una mappatura dei crateri di Plutone e Caronte per saperne di più sulla storia e l'evoluzione di questi incredibili mondi misteriosi.

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Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing.
Dedico il tempo libero alla mia dolcissima bimba Sofia Vega, a questo sito (creato nel 2012 in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte) ed al processing delle immagini raw scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno di Elisabetta Bonora

 

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